Margherita Porro, la timoniera di Luna Rossa
La giovane velista racconta il percorso che l’ha portata al team Youth & Women, le sfide della Coppa America e il rapporto con Marco Gradoni
Margherita Porro è stata co-timoniera del team Youth & Women di Luna Rossa e, insieme a Marco Gradoni, ha brillato nelle regate preliminari dell’America’s Cup che si sono tenute disputata a maggio nel Golfo di Cagliari, in quella Sardegna che dal 1983 è uno dei principali riferimenti internazionali per l’America’s Cup. Cresciuta sul Lago d’Iseo, ha costruito il suo percorso tra derive, regate giovanili e un progressivo salto verso la vela professionistica fino all’ingresso nel mondo delle grandi competizioni internazionali. Determinazione, lucidità e capacità di gestione della pressione sono oggi i tratti distintivi di una giovane atleta già centrale nel progetto verso l’America’s Cup 2027.
Margherita PorroMargherita, quanto è diverso timonare una AC40 rispetto alle barche con cui sei cresciuta?
L’AC40 è una sorta di navicella spaziale rispetto alle derive, ma il feeling non è così diverso. Le sensazioni arrivano sempre da timone e vele, anche se siamo seduti con casco e strumentazione. In realtà la barca si ‘sente’ molto fisicamente, quasi sul ‘sedere’.
Qual è la qualità più importante per una timoniera in Coppa America?
Rimanere calma nelle situazioni difficili. Lavoriamo anche sulla gestione della pressione, perché è fondamentale restare lucidi, resettare dopo gli errori e non portarli con sé.
Quanto conta il rapporto con i compagni di bordo come Marco Gradoni?
Conta tantissimo. Con Marco la chiave è stata dirsi tutto in modo diretto ma costruttivo. Se qualcosa non va, ce lo diciamo subito. In barca poi serve fiducia totale: ognuno deve fare il proprio lavoro senza interferenze.
Quali sono le gare che hanno segnato la tua crescita?
La prima vittoria da piccola è stata decisiva per la fiducia. Poi i campionati giovanili hanno segnato il passaggio al mondo dei grandi. Altri step importanti sono stati l’ingresso nelle Fiamme Gialle e il lavoro mentale, che ha cambiato il mio approccio alla competizione.
Come riesci a mantenere lucidità sotto pressione?
Cerco di semplificare tutto e seguire il mio ritmo. Non penso al risultato, ma all’esecuzione. Mi aiuta anche crearmi una ‘bolla’ mentale per isolarmi dalle distrazioni e restare concentrata su ciò che devo fare.
Luna RossaCon Napoli 2027 quale è il tuo obiettivo?
Il sogno è vincere all’interno di un equipaggio davvero affiatato come il nostro. Senza quella coesione anche i risultati più grandi perdono valore. La magia del gruppo è la base di tutto.
Che differenze ti aspetti tra Cagliari e Napoli?
Napoli è un campo più imprevedibile e ‘frizzante’. A Cagliari conosciamo meglio le condizioni, mentre lì servirà restare sempre molto concentrati e pronti ad adattarsi.
Hai qualche rito scaramantico?
Certo, come tutti i velisti (ride)… Ho un piccolo gesto: disegno un cuore sulla mano per ricordarmi la mia ‘bolla’ e le priorità. Per il resto cerco solo di restare me stessa, in ogni momento.