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October 27, 2026

Il Medioevo nascosto della Sardegna: viaggio tra castelli, borghi e leggende

Da Porto Cervo alla Gallura più autentica, fino all'antico borgo di Galtellì: dove le pietre raccontano storie

Esiste una Sardegna segreta, lontana dalle spiagge e dai luoghi più frequentati, dove il tempo sembra essersi fermato. È quella dei castelli arroccati sulle colline, delle piccole chiese costruite tra giganteschi massi di granito, dei borghi silenziosi e delle antiche residenze dei signori medievali. Un mondo affascinante, fatto di storia e leggenda, che si può scoprire seguendo un itinerario nell'entroterra della Gallura, con partenza da Porto Cervo e qualche deviazione verso sud, fino alla Baronia.

Tra l'XI e il XIII secolo, gran parte di questo territorio apparteneva al Giudicato di Gallura, uno dei quattro regni autonomi che si dividevano la Sardegna medievale. La sua capitale era Civita, l'attuale Olbia, mentre nel territorio sorgevano villaggi, fortificazioni, luoghi di culto e residenze nobiliari. Un passato spesso poco conosciuto, ma ancora leggibile nel paesaggio, tra sugherete, olivastri secolari e rocce scolpite dal vento.

Per scoprirlo non occorre allontanarsi troppo. Alcune delle testimonianze più interessanti si trovano a meno di un'ora d'auto da Porto Cervo, perfette per organizzare una giornata diversa, tra cultura, natura e piccoli borghi da esplorare senza fretta.

Arzachena, alle origini della Gallura medievale

Circa 18 km da Porto Cervo, 20-25 minuti in auto.

Arzachena

La prima tappa è Arzachena, l'antica Arsaghena, che nel Medioevo faceva parte della curatoria di Unale, una delle circoscrizioni amministrative del Giudicato di Gallura.

Conosciuta soprattutto per il suo straordinario patrimonio archeologico preistorico, Arzachena possiede anche una storia medievale meno evidente, ma altrettanto interessante. L'antico insediamento attraversò secoli difficili, segnati da crisi ed epidemie, fino a un progressivo spopolamento tra Trecento e Quattrocento.

Oggi è il punto di partenza ideale per addentrarsi nella Gallura più autentica, seguendo strade panoramiche che attraversano un paesaggio dove la natura conserva ancora un carattere selvaggio.

Il Palazzo di Baldu, la residenza perduta dei signori medievali

Circa 35-45 km da Porto Cervo, nel territorio di Luogosanto.

Nel territorio di Luogosanto, in località Santu Stevanu, si nasconde uno dei luoghi più sorprendenti dell'itinerario: il Palazzo di Baldu, un'antica residenza signorile immersa nella campagna.

Di questo complesso medievale, frequentato tra il XIII e il XV secolo, sopravvivono una torre quadrangolare, alta circa dieci metri, e i resti di numerosi ambienti distribuiti intorno a un cortile. Le ricerche archeologiche hanno individuato spazi destinati ad abitazioni, magazzini, cucine e attività artigianali, restituendo l'immagine di un centro un tempo vivace.

La sua storia è tradizionalmente legata alla potente famiglia pisana dei Visconti, che governò il Giudicato di Gallura. Tra i personaggi di questa dinastia figura anche Nino Visconti, ricordato da Dante Alighieri nella Divina Commedia.

Passeggiare tra le rovine del palazzo significa fare un salto indietro di otto secoli, quando queste campagne erano attraversate da mercanti, artigiani e uomini di potere. Oggi tutto è avvolto dal silenzio, interrotto soltanto dal vento tra gli alberi.

Il Castello di Balaiana, una fortezza tra cielo e granito

Circa 40-50 km da Porto Cervo

Tra le testimonianze più spettacolari del Medioevo gallurese c'è il Castello di Balaiana, arroccato su uno sperone di granito che domina le colline circostanti.

Per raggiungerlo bisogna affrontare un sentiero in salita, ma la fatica viene ripagata da un panorama straordinario. Documentata già nel XII secolo, la fortezza era legata ai giudici di Gallura e occupava una posizione strategica per il controllo del territorio.

Poco distante sorge la minuscola chiesa romanica di San Leonardo, una costruzione essenziale, realizzata in blocchi di granito, che sembra diventare un tutt'uno con la roccia.

È uno di quei luoghi in cui il paesaggio racconta la storia meglio di qualsiasi libro. Basta guardarsi intorno per immaginare cavalieri, messaggeri e viaggiatori che percorrevano queste alture diretti alle residenze dei signori locali.

L'Eremo di San Trano, una chiesa nata dalla roccia

Circa 35-45 km da Porto Cervo.

Se c'è un luogo capace di sorprendere anche il viaggiatore più esperto, è l'Eremo di San Trano. Qui la chiesa sembra nascere direttamente dalla montagna, incastonata tra enormi blocchi di granito che creano un ambiente naturale di rara bellezza.

Secondo la tradizione, questo luogo appartato avrebbe ospitato i santi eremiti Nicola e Trano, figure profondamente legate alla spiritualità della Gallura. La piccola grotta inglobata nell'edificio sarebbe stata il loro rifugio, trasformato nei secoli in un luogo di preghiera e devozione.

Il fascino dell'eremo sta soprattutto nella sua semplicità. Nessuna architettura monumentale, nessuna decorazione sontuosa: soltanto pietra, silenzio e una vista aperta sul paesaggio. Una tappa da non perdere per scoprire il lato più mistico della Sardegna.

Luogosanto, il borgo delle chiese e dei pellegrini

Circa 35-40 km da Porto Cervo, 40 minuti in auto.

Luogosanto (ph. Dario Garofalo)

Il nome è già una promessa. Luogosanto, piccolo borgo dell'entroterra gallurese, deve la sua identità alla presenza di numerosi luoghi di culto, chiese campestri e santuari che per secoli ne hanno fatto una meta di pellegrinaggio.

Il cuore religioso del paese è la Basilica di Nostra Signora di Luogosanto, le cui origini vengono tradizionalmente ricondotte al XIII secolo. Dedicata alla Madonna Regina di Gallura, custodisce una devozione profondamente radicata nella storia locale.

Ma il piacere di una visita a Luogosanto è anche quello di passeggiare senza una meta precisa tra vicoli tranquilli e case di granito, scoprendo piccoli scorci e ritmi di vita lontani dalla frenesia delle località turistiche. Una sosta che può diventare anche l'occasione per assaggiare i sapori della cucina gallurese, tra formaggi, salumi, piatti della tradizione e vini del territorio.

Galtellì, tra affreschi medievali e le pagine di Grazia Deledda

Circa 120-125 km da Porto Cervo

Per chi ha voglia di proseguire il viaggio, vale la pena spingersi più a sud, fino a Galtellì, uno dei borghi più affascinanti della Baronia, ai piedi dell'imponente Monte Tuttavista.

Nel Medioevo Galtellì fu un importante centro religioso e amministrativo del Giudicato di Gallura, sede vescovile e luogo strategico per il controllo della valle del Cedrino.

Il suo tesoro più prezioso è la chiesa romanica di San Pietro, un piccolo edificio che custodisce un raro ciclo di affreschi risalente agli inizi del XIII secolo. Le pitture raffigurano episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento e rappresentano una delle testimonianze più significative dell'arte medievale sarda.

Accanto alla chiesa si conservano anche i resti di una grande cattedrale, la cui costruzione fu avviata alla fine dell'XI secolo e mai portata a termine. Un progetto ambizioso, che racconta l'importanza raggiunta dal borgo in epoca medievale.

A rendere ancora più affascinante Galtellì è il suo profondo legame con Grazia Deledda, la grande scrittrice sarda, nata a Nuoro nel 1871 e insignita del Premio Nobel per la Letteratura nel 1926, prima donna italiana a ricevere questo riconoscimento. Fu proprio Galtellì, con le sue case basse, i vicoli, le antiche tradizioni e il paesaggio dominato dal Monte Tuttavista, a ispirare Galte, il paese immaginario in cui è ambientato Canne al vento, uno dei suoi romanzi più celebri, pubblicato nel 1913.

Un percorso particolarmente suggestivo è quello del Parco Letterario Grazia Deledda, che permette di ritrovare i luoghi evocati in Canne al vento: la casa delle dame Pintor, protagoniste del romanzo, l'orto di Efix, il loro fedele servitore, e la chiesa di San Pietro. Un itinerario tra realtà e letteratura, che rende Galtellì una tappa speciale anche per chi ama scoprire i luoghi attraverso gli occhi dei grandi scrittori.

Galtellì torna oggi a essere un luogo di incontro tra culture e spiritualità. Dal 6 all'8 novembre 2026, il borgo ospiterà la seconda Convention mondiale delle culture religiose e laiche, intitolata L'ONU delle religioni, promossa dall'Associazione Istituto delle Culture Religiose per l'Umanità e la Pace “Demetrio Marco De Luca – Siamo tutti fratelli”. Un appuntamento internazionale dedicato al dialogo tra le grandi fedi e le culture laiche, con l'obiettivo di promuovere la pace e la fratellanza tra i popoli. Tra le iniziative annunciate anche la presentazione della Via dei Simboli, un percorso di nove statue in basalto che raccontano, attraverso l'arte, un ideale universale di dialogo e convivenza. Un evento che rinnova, in chiave contemporanea, l'antica vocazione spirituale di questo piccolo centro medievale.

Nei pressi di Galtellì, Sulle alture che dominano la valle del Cedrino, poco fuori dal paese, sorgono le rovine del Castello di Pontes, una fortezza medievale che nel corso dei secoli fu al centro delle vicende politiche e militari del territorio.

Oggi restano mura e strutture segnate dal tempo, ma la posizione panoramica conserva intatto il fascino dell'antico castello. Da qui lo sguardo si allunga sulla valle del Cedrino e sulle montagne circostanti.

Alla storia si intrecciano le leggende popolari, che raccontano di antichi signori e tesori nascosti tra le rovine. Un universo di racconti e tradizioni che sembra dialogare con le atmosfere letterarie di Grazia Deledda, profondamente legata a Galtellì, il paese che ispirò l'ambientazione del suo celebre romanzo Canne al vento.

È una conclusione perfetta per un viaggio che attraversa luoghi reali ma sembra, a tratti, entrare nelle pagine di un romanzo. Perché, a poca distanza da Porto Cervo, esiste un'altra Sardegna che aspetta soltanto di essere scoperta.

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