Maddalena Adorno, la scienziata italiana della Silicon Valley che studia la longevità
La ricercatrice, da vent’anni negli Stati Uniti, racconta le nuove frontiere della ricerca sull’invecchiamento, dalle cellule senescenti alla riprogrammazione cellulare
È italiana ma agli appuntamenti delle Longevity Weeks a Porto Cervo è a arrivata direttamente dalla Silicon Valley: Maddalena Adorno, 43 anni, scienziata e ricercatrice con vent’anni di studi in America, specializzata in longevità, aging, senescenza e cellule staminali, pioniera della tecnologia senoblocker, ha portato al Longevity Fest Costa Smeralda tutto il suo bagaglio di conoscenze scientifiche e anche imprenditoriali. È lei ad aver scoperto che nelle nostre cellule è presente un programma di ringiovanimento che può essere risvegliato. Una tecnologia con un potenziale terapeutico enorme.
maddalena AdornoLei ha fatto dello studio sulla longevità il suo lavoro e della ricerca dell’elisir di lunga vita il suo scopo: la scienza ha fatto passi avanti su questo tema?
Vengo dalla Silicon Valle, che è il posto in cui questo settore è nato proprio perché è il posto dove i sogni vogliono diventare realtà, dove la fantascienza diventa scienza. In questi ultimi 20 anni la scienza è cambiata moltissimo e si è potuto veramente fare dei reali passi avanti. Bisogna innanzitutto tener conto che l'invecchiamento non è una malattia e invece quando si pensa a un farmaco si deve pensare a trattare una malattia. Quindi come mettere insieme l'invecchiamento e i farmaci è tutto un paradigma ancora da disegnare. La seconda cosa da tenere in conto è che anche quando parliamo di farmaci il cammino dal “bench to the clinic”, ossia dal laboratorio al paziente, prende 20 anni e non ci sono stati ancora 20 anni netti per per fare questo percorso. Quindi siamo ancora a metà strada. Ci sono però degli approcci interessanti in itinere e alcuni di questi approcci sono da poco entrati in clinical trial, quindi nei pazienti. Sapremo i risultati nei prossimi 10 anni. Al momento la scienza ha confermato quello che i nostri nonni ci dicevano: mangia bene, dormi bene e coltiva le relazioni sociali e fai attività fisica.
Gli studi scientifici hanno di fatto attinto a piene mani dai consigli degli anziani?
Diciamo che quello che abbiamo capito è anche che cosa vuol dire mangiare bene, che cosa vuol dire fare esercizio. Per esempio 10 anni fa era impensabile di dire a una donna di fare pesi; adesso sappiamo quanto è importante l’allevamento dei pesi, fare un'attività di tipo muscolare per la sarcopenia in premenopausa, perimenopausa e post menopausa.
Quali i consigli da dare per cercare di perseguire la longevità?
I consigli sono molto semplici e più volte ripetuti: mangiare bene, dormire bene, vivere una vita attiva e quanto più possibile all’aria aperta a contatto con la natura, avere un buon sonno e intrattenere relazioni sociali serene. Sembra tutto molto semplice, ma riuscire a perseguire tutte queste cose può essere, al giorno d’oggi, complesso.
Degli studi fatti recentemente in “Clinical Trial”, quali sono quelli che danno più speranza?
Ci sono diverse cose su cui si sta lavorando adesso che sono completamente innovative. Uno è il settore dei senolitici, farmaci che uccidono selettivamente le cellule senescenti che sono queste cellule zombi che si accumulano nel corpo durante la vecchiaia. Si accumulano un po’ perché ne creiamo di più, un po' perché il nostro sistema immunitario non è capace di disfarsene. Proprio l'anno scorso è entrato in Clinical Trial un farmaco basato sull'attività senolitica per le malattie della pelle che sta dando i primi risultati. Siamo all'inizio, ma la ricerca sta andando avanti. L’altro studio è l'approccio dei fattori di riprogrammazione che David Sinclair ha studiato. A giugno i primi pazienti sono entrati in Clinical Trial per il glaucoma a New York, con questo meccanismo di azione di ringiovanire le cellule del nervo ottico. Questi sono due esempi di cose che sono successe negli ultimi dodici mesi e che fanno grossa differenza.