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1 Novembre 2019

Nextdoor, come vivere il quartiere al meglio


Gratuita, utile. Di successo. In totale sicurezza per la privacy. E il primo social network a supportare le attività commerciali locali. A un anno dal suo arrivo in Italia Nextdoor, la prima e più utilizzata app (disponibile sul web per Ios e Android) nata come scambio informazioni e per aumentare il senso di comunità e vicinato, ha, infatti, superato i 2.500 quartieri attivi nel nostro Paese.



«Abbiamo raggiunto un’altissima quota di utenti italiani che usufruiscono del nostro software – afferma il co-founder di Nextdoor, Nirav Toliav – Un traguardo inaspettato, considerando che il primo anno negli U.S.A, invece, si chiuse con 175 comunità attive sul software. L’Italia, su Nextdoor, è statisticamente cresciuta 20 volte più velocemente degli Stati Uniti e in maniera più rapida anche degli altri paesi dove siamo presenti».



E per essere ancora più utile ha aumentato le sue funzionalità aggiungendo delle Pagine Aziendali e Raccomandazioni\" La prima è una sorta di misura anti crisi per aiutare attività commerciali e liberi professionisti locali, e di quartiere i quali potranno aprire una propria pagina all’interno dell’app e farsi conoscere nella comunità di riferimento, 1 negozio su 4 è in perdita e 1 commerciante su 2 ritiene di avere meno certezze sul futuro rispetto all’anno precedente. La seconda, invece, è per i vicini che possono supportare le proprie attività commerciali lasciando recensioni e condividendo suggerimenti con le persone che fanno parte della comunità.



Tutto si basa su un\'idea semplice «Tutti conoscono un professionista o un’attività commerciale nel proprio quartiere come parte integrante della propria vita – spiega Amedeo Galano Head of community di Nextdoor Italia - che si tratti di una vineria, di un panificio, di una libreria, di un idraulico o di una baby-sitter. Tuttavia, molte realtà non hanno le competenze per stabilire una propria presenza online e hanno difficoltà a raggiungere i clienti attuali o quelli nuovi, specialmente a livello locale».



Rimanendo sempre fedele ai tre principi fondamentali: incrementare il senso di vicinanza tra coloro che vivono l’uno accanto all’altro, dare ancora più valore alla comunità, concependola come qualcosa di essenziale e rilevante nella vita di ognuno, alimentare il business locale dando la possibilità agli utenti di farsi conoscere e valorizzarsi all’interno del proprio contesto quotidiano.



Nata nel 2011 in Usa e diffusasi rapidamente nel Regno Unito, Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi, Australia, Danimarca, Svezia e Canada, con più di 240mila quartieri nel mondo che la utilizzano, Nextdoor è una risposta alla distanza tra le persone creata dalla globalizzazione tecnologica per vivere meglio il proprio quartiere e grazie «a un utilizzo positivo della tecnologia riavvicinare le persone che condividono stesse strade, parchi, negozi – afferma Nirav Toliav, co-founder di Nextdoor, amante dell’Italia, americano di origine e neo residente a Firenze - Un sentimento molto vivo e forte in Italiano per coordinare e rendere ancora più inclusiva la comunità all’interno della quale si vive e il senso di vicinanza stesso già ben affermato in Italia, a differenza di altri nazioni».



Un anno molto intenso e ricco di soddisfazioni, perché non c\'è stata solo una crescita quantitativa, ma anche qualitativa.



«Grazie alla nostra app sono nate, per esempio, le art walk: momenti in cui i vicini si ritrovano e, passeggiando, vanno alla scoperta dei tesori culturali e artistici che il proprio luogo di residenza gli offre – ha affermato Amedeo Galano - Un anno lunghissimo perché siamo partiti da zero ma che ha dato vita a solide comunità di utenti in tutta la penisola».


Per il futuro a Nexdoor affermano di volersi impegnare ancora di più. «Vogliamo aumentare l\'offerta in termini di servizi e funzionicercando di essere presenti in sempre più città e offrendo soluzioni molto semplici e accessibili a tutti. Non ci si aspetti, quindi, di vedere andare in giro i nostri utenti con gli occhialoni per la realtà aumentata, o di essere sorpresi da droni che volano sopra le nostre teste».


Fabio Schiavo

Inspiration

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