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28 Novembre 2019

L’arte e lo stile


Erano giovani. Radicali. In ogni loro manifestazione. Per loro l\'arte era qualcosa di assoluto e totalizzante. Che non doveva, e non poteva essere chiusa nei musei perché il suo posto era tra la gente. Nelle strade. Per loro un cartellone pubblicitario aveva tanto valore quanto una statua dell\'antica Grecia, perché esprimevano dei valori. E mostrava il senso della bellezza del loro tempo. Sono gli artisti dell\'Art Noveau, un movimento artistico e filosofico che si sviluppò tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento e coinvolse ogni ramo delle arti visive. E non solo. In perfetta sintonia con il nuovo che avanzava.



Una corrente trans nazionale che si fondava sulla rottura con l’eclettismo e lo storicismo ottocenteschi e rappresenta la risposta moderna a una società sempre più industrializzata. L’esposizione Art Noveau, Il trionfo della bellezza (fino al 26 gennaio 2020) alla Reggia di Venaria, sala dei Paggi, attraverso 200 opere racconta la nascita la straordinaria fioritura artistica e l\'affermazione di uno stile che ha travolto e cambiato il gusto tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento grazie ai lavori di artisti quali, per fare alcuni nomi, Alphonse Mucha, Georges de Feure, Eugène Grasset e Maurice Pillard Verneuil.



L\'esibizione che ha il patrocinio della Città di Torino è prodotta e organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude con Arthemisia e curata da Katy Spurrell, mostra quindi manifesti, dipinti, mobili, ceramiche che illustrano questa straordinaria rottura con il passato.



Quella di un\'arte rivoluzionaria capace di rigettare il realismo ma di accettare il pensiero scientifico e le scoperte e di andare alla ricerca di mondi onirici e visionari, riportando queste visioni nell’eleganza decorativa di linee dolci e sinuose. Che guarda con interesse al movimento poetico del Simbolismo e si interessa all\'occultismo e all\'esoterismo.



Studia altre culture, lontane, nel tempo e nello spazio e mischia esotismo, erotismo, naturalismo, dotata di uno stile trasgressivo. In perfetta sintonia con i tempi l\'art noveau si allea con la tecnologia che l\'aiuta l\'artista e mette a disposizione tutte le tecniche e forme di espressione possibile.



È il primo passo verso il secolo in cui l\'arte potrà venire riprodotta all\'infinito, come osserverà decenni dopo Walter Benjamin. Tutto inizia nelle arti decorative - per poi passare alla pittura, l\'arredamento, scultura, musica e architettura - soprattutto in Belgio e Inghilterra e si allarga all\'Europa, dove in ogni paese assume una sua identità e nome, Liberty in Italia, ad esempio, e al nuovo Mondo dove si chiamerà stile Tiffany, ma è in Francia che si sviluppa e cresce in modo spettacolare.



Parigi, la capitale indiscussa dell’arte e in questo scorcio di secolo, trasforma l\'Art Nouveau lo stile per eccellenza della modernità cittadina. Il movimento deve il nome alla Galerie Art Nouveau, inaugurata nel 1895 da Siegfried Bing. Commerciante, collezionista, designer e teorico, Bing credeva di vivere in un’epoca di grandi cambiamenti tecnologici, ma anche politici e sociali ai quali il mondo dell’arte non era stato in grado di rispondere adeguatamente.



Art Nouveau per lui e molti altri era la giusta risposta, uno stile moderno e urbano. Non aristocratico, ma per tutti, cioè la sempre più presente borghesia. E se Parigi era il cuore del nuovo movimento, a cui approdavano gli artisti da tutto il mondo, Nancy era altrettanto importante per il nuovo stile: lì avevano si trovavano Gallé e Majorelle, vetrai e decoratori.



Scopo dell’esposizione è restituire l’idea di un ’epoca ricca e sfaccettata, mostrando le invenzioni degli artisti designer per gli ambienti e le decorazioni contemporanee, seguendo un percorso suddiviso per temi iconografici che possano illustrare le molteplici anime di un fenomeno complesso come quello di Art Nouveau anche in rapporto al Liberty italiano anche se in fondo, si tratta sempre e comunque di un linguaggio ornamentale, legato alle architetture e agli oggetti d ’arte decorativa, che si ispira liberamente alla natura e alla contemporaneità.



È una forma d\'arte libera che non impone alcun obbligo. Nè di forma, contenuti. E in questo movimento è la donna ad essere la protagonista assoluta che viene esaltata. Per gli artisti il corpo della donna diventa anche segno grafico, un arabesco da muovere e far muovere con sensualità. E anche il soggetto cambia, non è più la donna del passato, ma una femme fatale, seducente, conscia della sua bellezza e della sua sensualità, che, magari, fuma anche con voluttà.



Non per nulla icona di quel movimento è Sarah Bernard, attrice simbolo di quel periodo. Per essere perfettamente colte nella loro importanza e dare una giusta chiave di lettura le opere sono presentate in un apposito spazio espositivo che ricorda gli ambienti abitativi e le atmosfere della Parigi agli inizi del secolo, quando la Ville Lumiere era pronta a diventare la capitale indiscussa della cultura europea. Divisa in cinque sezioni la mostra evidenzia come le scoperte tecniche e scientifiche influenzarono questo innovativo movimento, tanto coinvolgente e frenetico quanto di breve durata, la sua fine infatti è segnata dall\'inizio del primo conflitto mondiale.


Fabio Schiavo

ART NOVEAU IL TIRONFO DELLA BELLEZZA


 

Reggia di Venaria Reale Piazza della Repubblica, 4 - Venaria Reale Torino


 

Orari: da martedì a venerdì dalle ore 9 alle 17; sabato, domenica e festivi dalle ore 9 alle 18.30. La Reggia e le Mostre sono aperte nei giorni Festivi, con gli stessi orari della domenica. Le biglietterie e gli ingressi chiudono 1 ora prima


 

Biglietti: Intero 14 euro, Ridotto 12 euro, Gruppi di min. 12 persone, maggiori di 65 anni e quanti previsti da Gratuiti e Ridotti, Ridotto 8 euro Under 21 (ragazzi dai 6 ai 20 anni) e universitari under 26, Scuole 4 euro Classi minimo di 12 studenti, ingresso gratuito per 2 accompagnatori ogni 27 studenti. Gratuito Minori di 6 anni e quanti previsti da Gratuiti


 

Telefono per informazioni: +39 011 4992333
E-Mail info: prenotazioni@lavenariareale.it
Sito ufficiale: http://www.lavenaria.it


Credits

Immagine di copertina


  • Alfredo Muller, Les Paons, 1903, Litografia a colori, 68,5x158 cm Private collection, London


Galleria verticale 1


  1. Alphonse Mucha, Job, 1896, Litografia a colori e doratura, 59x44,5 cm, Gretha Arwas Collection, Londra (UK) © Arwas Archives


  2. Georges de Feure, Affiche puor Le Journal des ventes, 1898, Litografia a colori, 60,5x40 cm, Private collection, London


  3. Alphonse Mucha, Sarah Bernhardt, 1897, Litografia a colori, 58x40,7 cm
    Gretha Arwas Collection, Londra (UK), © Arwas Archives


  4. Daum Frères, Vase camée, 1900 ca., Vetro con montatura d\'argento, 22,5x12 (diametro) cm
    Private collection, London


  5. Muller Frères, Lampe aux coquelicots, 1900 ca., Vetro, 67x29,5 (diametro) cm, Gretha Arwas Collection, Londra (UK), © Arwas Archives


  6. Eugène Grasset, Méditation, 1897, Stampa su seta, 78x43 cm, Private collection, London


Galleria verticale 2


  1. Maurice Pillard Verneuil, Couverture pour \"Le Monde moderne\", 1900
    ca., Litografia a colori, 64,8x49,3 cm, Gretha Arwas Collection, Londra (UK), © Arwas Archives


  2. Louis Welden Hawkins, L\'Automne, 1895 ca., Olio su tela, 72,5x53,3 cm, Private collection, London


  3. Paul Berthon, Affiche pour la 17ᵉ exposition du Salon des Cent, 1897, Litografia a colori, 58,5x40 cm
    Private collection, London


  4. Théophile Alexandre Steinlen, Le Chat noir, 1898, Litografia a colori, 93,2x64,4 cm, Private collection, London


  5. Eugène Grasset, L\'Éventail, 1897, Litografia a colori, 126x82 cm, Gretha Arwas Collection, Londra (UK), © Arwas Archives


  6. Georges de Feure, Affiche pour la 5ᵉ exposition du Salon des Cent, 1894, Litografia a colori, 65x42,7 cm
    Gretha Arwas Collection, Londra (UK), © Arwas Archives


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