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Uscito il primo album della band sarda I Duncas

"Io cane randagio", uscito anche sulle principali piattaforme digitali, è il lavoro di una band interamente composta da maestri per musiche su testi di Salvatore Niffoi

Con la musica dei Duncas e i testi di Salvatore Niffoi prende il largo un prodotto di squadra, il primo album della band sarda, dal titolo “Io, cane randagio”: un progetto musicale nato a Orani nel 2018 dall’incontro fra lo scrittore Salvatore Niffoi e il batterista Alberto Ferreri. Quattro anni più tardi, il sodalizio con la formazione dei Duncas porta alla nascita di un concept album di dieci tracce legate l’una all’altra, senza intermezzi. Una “narrazione sonora” che prende il nome dall’omonimo racconto scritto nel ‘79 ma presentato al pubblico nel 2008 dal vincitore Premio Campiello 2006 e, strofa dopo strofa, tesse le fila di una storia di vita vissuta. Parole e melodia, arricchite dal video e dalla grafica dei fratelli oranesi Alessio e Giovanni Sale e un crescendo di emozioni. I versi dello scrittore sardo, riconosciuto a diverse latitudini, consegnano il loro significato alla musica di una formazione che fa della Sardegna terra d’elezione, radice di un profondo legame.

Col suo timbro vocale riconoscibilissimo Giuseppe Mura si appoggia a quella struttura letterale cui Niffoi conferisce la suggestione di un ritmo netto e travolgente che è di per sé terremoto; la chitarra di Davide Tempesta ne riordina gli interventi in assoli entusiasmanti. E se il vibrato del basso di Gianluigi Mannea, il timbro cruciale del pianoforte e dell’organetto di Francesco Lodi accadono come un imprescindibile sottofondo, la potenza delle percussioni di Alberto Ferreri consegna la solitudine come possibile carezza nell’esperienza umana. E’ tempo scandito che tallona ossessivo quel concetto indagato con l’allegoria del cane randagio e, né imbrigliato né compatito, ne tratteggia confini e sfumature, riconsegnandolo con ironia al paradosso di ogni esistenza poi, solenne, come quando la narrativa si ammanta di note, ne accende gli squarci poossibili, le paradigmatiche contraddizioni.

I Duncas, nome che nella lingua sarda significa “quindi”, “allora”, si sono esibiti per la prima volta il 17 dicembre 2022 a Siligo nella comunità sassarese S’Aspru, gestita da Mondo X di Padre Salvatore Morittu. Mentre si susseguono le date dei loro spettacoli, c’è adrenalina pura in circolo per l’esordio di un album che si rispecchia in traiettorie di vite in cerca di una nuova possibilità. «Siamo consapevoli che la musica sia la miglior compagna durante i nostri viaggi emozionali, – spiega Alberto Ferreri, leader dei Duncas – con impegno e devozione attraverso i nostri strumenti abbiamo vestito con le nostre armonie le parole di Salvatore Niffoi. Ed è stato un grande privilegio, grazie al quale abbiamo avuto l’onore di essere ospiti dei ragazzi della comunità. Un’esperienza nell’esperienza perché ci apre alla seconda chance dovuta a tutti non solo a persone soggiogate ad una dipendenza, ci svela il lavoro immensamente proficuo di chi sceglie di operare nel campo del disadattamento o dell’emarginazione.»

Ma anche guardando la composizione della band si capisce molto di quel volano insondabile che avvicina gli uomini e i loro incontri: Giuseppe Mura, classe 1984 di Orani si definisce oggi il cantante randagio che si è appassionato al ritmo e alla melodia fin da piccolo. A 16 anni entra nel direttivo della Scuola di Musica Costantino Nivola e ne diventa il presidente. Gli esordi da solista sono con la cover band dei Dazebao e ha collaborato col gruppo locale dei Morgana. Dal 2002 al 2013 canterà nel coro polifonico Monte Gonare. Orani è sempre la sua base di partenza e di approdo che, dopo una pausa di assestamento, nel 2021 lo catapulta nella famiglia dei Duncas. Qui c’è Davide Tempesta, classe 1974 di Macomer, chitarrista. Suona da quando aveva 13 anni, enfant prodige del maestro Diodato Arru di Alghero, è parte fondante dell’underground musicale dell’Isola. Nel 2002 diplomato all’Accademia Nazionale del Cinema di Bologna, si trasforma in fonico, torna in Sardegna e apre Toolbox Recording, il suo studio di registrazione. Sono questi gli anni di collaborazioni importanti con artisti nazionali e internazionali che sfondano il muro del confinamento di un’esperienza musicale che lo vede planare, in veste di tecnico del suono e di assistente, in collaborazioni produttive con Nomadi, Modena City Ramblers, Mahmood, Lionel Richie, Joey Ramones, Skin Dj Set, Morcheeba, Jess Glynne, Rita Ora e tanti altri. Nell’estate 2021 e 2022 è il sound engineer del Billionaire di Porto Cervo. Decide così di occuparsi della realizzazione discografica del concept album dei Duncas. Gianluigi Mannea, classe 1974 di Macomer è il bassista randagio, suona da quando ha 13 anni poi si dedica al basso elettrico allievo del maestro Lorenzo Sabattini. Nel 1989 entra a far parte dei Make or Break. Inizia a esibirsi nei locali e nelle piazze isolane. Accompagna per due anni Francesca Alotta e incide il suo primo disco. Nel 1993 milita nella band della cantante inglese Dee D. Jackson. Poi con gli Aliby Group, gli Akademia, i Quintessenza, gli ZeroSuono, i Danton, gli EtnoPop, gli Isola Song, i Banditi e Campioni. Nell’estate 2021 suona con Steve Burns, chitarrista di Vasco Rossi, nella tribute band dei Floyd Experience. L’anno successivo con Cristian Turato, ex voce dei Nomadi. Ora è pronto a una nuova sfida: quella coi Duncas. Francesco Lodi, classe 2002 di Orani è il polistrumentista che inizia dall’armonica a bocca e a 5 anni è già pronto per l’organetto. Grazie a Ziu Jorgi Zineddu, organettista di Orani, si appassiono allo strumento e prosegue da autodidatta. Comincia a prendere lezioni di pianoforte nella Scuola di Musica Costantino Nivola e successivamente nella Scuola Civica Antonietta Chironi di Nuoro. Studia anche flauto traverso al Liceo delle Scienze Umane e Musicale Sebastiano Satta del capoluogo barbaricino e, una volta diplomato, si iscriverà al corso accademico di pianoforte del Conservatorio Luigi Canepa di Sassari, dove tutt’ora frequenta il secondo anno. Nel 2019 ha la fortuna di conoscere Alberto Ferreri che gli propone di partecipare al progetto Duncas. Accetta con entusiasmo e decide di buttarsi a capofitto in un’avventura che gli consente di continuare a suonare l’organetto avvicinandosi alle tastiere, più generalmente intese, e alla fisarmonica. Alberto Ferreri, classe 1978 di Orani è il batterista che  inizia a percuotere tamburi e piatti all’età di 15 anni, sotto la guida del maestro Giampaolo Conchedda. Nel 2005 e nel 2007 affina i suoi artigli ritmici studiando presso il Drummers Collective di New York city. Qualche anno più tardi, ottenuto il diploma all’Accademia milanese di Musica Moderna guidata del maestro Franco Rossi, suona con i Morgana, gli Stramonio, i Getsemani, gli Ab/Cd, Black Owl e l’Istirit band. Dopo le esperienze in Italia e all’estero, sente di poter finalmente coronare il sogno di una vita mettendo anima e corpo in quella che considera a tutti gli effetti la sua creatura, I Duncas.

Anna Maria Turra

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