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«Un vino rosa tenue con sfumature corallo», ecco l’ultimo nato in casa Surrau

A spiegare la filosofia del prodotto, Tino Demuro, il patron della famosa azienda vitivinicola gallurese di Arzachena

Si chiama Gjola e alle Vigne Surrau è l’ultimo arrivato. Che rischia di diventare il primo. «Il nostro pezzo forte è lo Sciala, il nostro Vermentino di Gallura D.O.C.G. Superiore», premette il padrone di casa Tino Demuro.

«La nostra, si sa, è terra di Vermentino di Gallura, che è sempre il più richiesto, però, piace il riequilibrato Monti di Mola, vendemmia tardiva, e sta riscuotendo un discreto successo la novità Gjola, un rosé frutto della riscoperta di un vitigno dimenticato, il Caricagiola». L’ammissione della scalata verso il successo arriva, dunque, per bocca del patron. «Il Gjola è la novità degli ultimi due anni, un rosato fatto da basso vitigno, un rosé che sta riscontrando un discreto consenso nella nostra clientela nonostante le persone non tendano al rosato, ma al bianco o al rosso», spiega Demuro. Ma la verità è che dalla scheda del prodotto, un vino “rosa tenue con sfumature corallo”, dal profumo “ampio, avvolgente, con note fruttate di ribes e fragoline” e dal gusto “secco, fruttato e di buona struttura”, “ottenuto da uve 100 per cento Cannonau a disfacimento granitico a medio impasto”, emerge un potenziale nuovo best seller.

Intanto, alle Vigne Surrau è possibile fare un primo, generale bilancio. «È stata una stagione fin qui eccezionale», sottolinea Demuro. «Vigne e uve belle, e bei grappoli: attendiamo la vendemmia, ma l’annata si profila come importante». Per non parlare del percorso degustazione, che ha attirato clienti anche nelle ore più calde della giornata.

 

Ilenia Giagnoni

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