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2 Dicembre 2019

Un quadricilindrico da sogno


Un quadricilindrico da sogno


Un concept di moto elaborato dal team italiano di Honda R&D per una due ruote adatta a tutte le stagioni e i terreni.



Una moto crossover con elementi da touring, che non perde la sua anima sportiva. Tecnologia giapponese e stile italiano. Una suggestione, o meglio una proposta di lavoro per una nuova Honda dal tocco minimale che fin dall\'inizio si diverte a sparigliare e mischiare, infatti mentre la struttura si basa sulle classiche CB 650R e CBR 650R per il motore si è preferito un 4 cilindri in linea da 998cc, il classico montato sulla CB1000. Un concept di mezzo che sembra mancare nella serie della casa giapponese nella categoria delle cilindrate mediane, pensato ed elaborato da Valerio Aiello con il team progettuale Honda R&D Europa, ovvero la sezione Ricerca e sviluppo con sede nel nostro continente a Roma. Il risultato è una moto coraggiosa pensata per essere usata in città e nei percorsi brevi, in quelli misti extra urbani e perfino in montagna, rimanendo perfetta per i viaggi. Insomma: di tutto e di più.
Trattandosi di un progetto il team non è stato legato ad alcun dogma od obbligo, ma ha potuto spaziare in piena libertà, senza alcuna limitazione. Scegliendo il meglio dei componenti che il mercato offre. E così è stato, per esempio, per la scelta di usare le incredibili sospensioni Öhlins – marchio svedese nasce con e per le moto e diventato poi partner d\'importante brand come Mercedes, Ford, WV e gruppo Fiat e il fondatore Kenth Öhlin è un fuoristradista incallito - ovvero sospensione della forcella anteriore telescopica invertita, un forcellone mono braccio con ammortizzatore a cavalluccio e un mono ammortizzatore posteriore, che difficilmente potrebbero trovare posto su una proposta di questa categoria o il display aggiunto che evidenzia le linee del serbatoio molto avanzato. E proprio l\'estetica è un\'altra caratteristica di questa quattro cilindri che risulta molto avveniristica e moderna, non eccessivamente spigolosa, un design di carenatura a metà quasi curva che reindirizzerebbe l\'aria intorno al pilota, lasciando comunque il motore e i tubi di scarico esposti, che sono dei silenziatori doppi sovrapposti della SC Project.



Da notare che il modo elegante in cui il telaio ausiliario in alluminio si attacca alle piastre laterali rende le due parti completamente integrate e il manubrio che diventa una vera a propria centralina di comando e fornitore di informazioni. Colpisce poi, anche, il parabrezza regolabile e il gruppo ottico anteriore a led con DRL, le Day Runnning Light - cioè le luci di marcia diurne che si attivano appena si accende la moto - integrati nella parte bassa del cupolino e richiama la forma del diamante. Il retro è corto e affilato come deve esserlo in una moto sportiva e, il sedile passeggero che funge anche da fine coda sia removibile, così da trasformarla anche n una moto per single traveller. Leggera e dinamica al retrotreno, con un telaietto reggisella in alluminio, la CB4X è naturalmente dotata di ruota anteriore e posteriore da 17\" in alluminio, freni Brembo a doppio disco e pneumatici Pirelli Rosso Corsa II.
Evidentemente si tratta di un progetto che avrà bisogno di ulteriori suggerimenti per entrare in produzione, si spera tra breve, rimanendo una moto dedicata a quei rider che amano la guida sportiva ma non vogliono rinunciare alla possibilità di viaggiare in coppia e in pieno relax. Come hanno dichiarato il designer Honda Aiello e il modellista Antonio Arcado. «Ci assicuriamo sempre che i nostri concept possano essere facilmente realizzati e rilasciati sul mercato. Anche se è difficile trasformarlo in un\'unità reale è sempre divertente partire da zero e inventarsi qualcosa di diverso partendo da zero. Qui abbiamo voluto coniugare vecchia scuola con linee pulite e moderne, ma capaci di assicurare un aspetto speciale. Sicuramente la CB4X è anche un\'indicazione verso dove si orienterà nel prossimo futuro la casa dell\'ala dorata». (Fabio Schiavo)


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