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Transat Jacques Vabre, trionfo dell’ambassador OOF Ambrogio Beccaria

Il velista italiano ha percorso 5381 miglia dalla Francia alla Martinica attraversando l’oceano e grazie alla sua impresa e al progetto More Miles Less Plastic saranno raccolte più di cinque tonnellate di plastica

Transat Jacques Vabre

Il mondo della vela mondiale ancora una volta parla italiano. Con la vittoria del navigatore transoceanico Ambrogio Beccaria che il 23 novembre scorso ha tagliato per primo il traguardo della Transat Jacques Vabre nella categoria Class 40 a bordo di “Alla Grande Pirelli”. Un finale da brividi che è stato seguito in diretta da migliaia di appassionati, grazie al live track della competizione, e che ha lasciato tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo miglio. Salti di vento, mare in burrasca, strategie di rotte e di previsioni meteo hanno portato Beccaria  e il co-skipper Nicolas Andrieu. ad accumulare il vantaggio necessario sugli avversari proprio nell’ultima frazione di regata. La Transat Jacques Vabre è una delle regate transoceaniche in doppio più affascinanti e impegnative del panorama veristico mondiale che si svolge ogni due anni dal 1993 con rotta da Le Havre in Normandia fino a Fort de France in Martinica e che è aperta ai monoscafi IMOCA 60, 50 piedi o Class40 e multiscafi Multi50, ORMA o MOD 7. E a vincere non è stato solo Beccaria e la vela italiana, ma anche la sostenibilità. Beccaria, infatti, è ambassador di One Ocean Foundation e già dall’anno scorso ha sposato il progetto firmato da OOF, More Miles Less Plastic che prevede la raccolta di un chilo di plastica dalle coste per ogni miglio percorso in regata.

E il calcolo è presto fatto anche per la Transat Jacques Vabre con cinque tonnellate di plastica, per l’esattezza 5381 chili, che saranno raccolte dalla Fondazione. Grande la soddisfazione dell’Ambassador di OOF, Ambrogio Beccaria: «Nell’approccio alla Martinica un grosso sacco di plastica è rimasto avvolto attorno al timone, questo lo abbiamo preso noi ma ce ne saranno chissà quanti altri alla deriva. Non solo, molti avranno visto su Instagram il video del mio tuffo per togliere una rete da pesca dalla nostra chiglia. Le reti abbandonate sono una piaga ancora maggiore, perché costituiscono un pericolo enorme per le specie  marine e per un tempo lunghissimo. Sono molto contento di essere parte di questa iniziativa che porta un suo piccolo contributo al problema».

Liniziativa, come spiegato da OOF, è pensata per avere un impatto tangibile, misurabile e certificato attraverso la raccolta di rifiuti dalle aree costiere dei Paesi in via di sviluppo. La plastica raccolta sarà riciclata e reintrodotta nella catena del valore e le popolazioni costiere coinvolte riceveranno una retribuzione. Un finale da incorniciare per il 2024 sportivo azzurro con la conquista della Coppa Davis di tennis, il secondo mondiale di Francesco Bagnaia in moto Gp, il mondiale windsurf nello slalom foil di Matteo Iachino, quello di Francesco Cappuzzo nel wing foil race e oggi il trionfo di Beccaria nella vela.

Davide Mosca

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