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Il fascino antico delle tombe dei giganti. Ad Arzachena spicca quella di Capichera
16 Luglio 2020

Il fascino antico delle tombe dei giganti. Ad Arzachena spicca quella di Capichera


Il nome sembra evocare antiche leggende e curiose fantasie. Ma le tombe dei giganti, ovviamente, non hanno mai ospitato i resti di misteriose creature. Maestosi e dal fascino antico, sono monumenti funebri collettivi tirati su durante l’età nuragica un po’ in tutta la Sardegna, da nord a sud, da est a ovest.



Sono tombe composte da una lunga camera funeraria, dove venivano depositati i defunti e che può arrivare a una lunghezza di trenta metri, e da un semicerchio frontale formato da una serie di stele oppure da una struttura in muratura, davanti al quale si riuniva la comunità. Simboli della civiltà nuragica, insieme ai nuraghi e ai pozzi sacri, le tombe dei giganti sono cominciate a comparire attorno al 1800 avanti Cristo.



In Sardegna ce ne sono tantissime, molte delle quali si possono anche visitare e ammirare da vicino. L’ultimo censimento, risalente al 2003, parla di 800 monumenti sparsi in tutta l’isola. A catturare l’attenzione, tra le altre cose, anche la particolare forma delle tombe, che, viste dall’alto, sembrano ricordare la testa di un toro.



Chi sbarca in Gallura per una indimenticabile vacanza in uno dei mari più belli del mondo ha anche la fortuna di poter ammirare alcune delle tombe dei giganti meglio conservate in assoluto.



Nel territorio di Arzachena, a una manciata di chilometri dalle spiagge della Costa Smeralda, svetta per esempio la tomba di Coddu ‘Ecchju. Si trova in località Capichera, a due passi dal complesso nuragico La Prisgiona.



Risalente all’età del bronzo, il monumento è un ottimo esempio di architettura funeraria nuragica, considerato che è composto da un corridoio funerario e da un semicerchio formato da una serie di lastre di granito, con al centro una grande e decorata stele alta 4 metri. 



Ancora nella zona di Arzachena si possono ammirare altre due tombe dei giganti, quelle di Li Lolghi e Moru, anche queste ben conservate. Sempre in Gallura meritano sicuramente una visita quelle di Lu Brandali a Santa Teresa, Li Mizzani a Palau, Su Mont’e s’Abe a Olbia e Pascaredda a Calangianus. Il lungo tour delle tombe dei giganti potrebbe poi proseguire in ogni regione storica della Sardegna. Per esempio, ce ne sono di bellissime nella zona centrale dell’isola, area in cui è concentrato il maggior numero di questo tipo di monumenti.



Dario Budroni


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