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15 Ottobre 2019

Sorelle Asole: l’atelier dei ricami tradizionali


L’atelier delle sorelle Asole festeggia i suoi due anni a dicembre. Nel prestigio di fiori e decorazioni ecco gli oggetti impreziosirsi di pizzi intagliati, tutti rigorosamente applicati a mano. Una pratica complessa e precisa applicata a tutta la loro linea e che, tra borse, cinture e abiti sartoriali manifesta la grande perizia di antiche donne operose. Lavoravano come commesse nel settore dell’abbigliamento: Stefania, 35 anni e una formazione classica e Monica, 38 con un interesse per la scienza che ha preso un orientamento socio psico-pedagogico. Ed eccolo il luogo magico che sognavano da quando giocavano alle bambole: a Olbia in via Regina Elena. È uno scrigno privato di 40 metri quadrati con una vetrina radiosa di tutte le preziosità create con le loro mani. Prodotti dell’ingegno di due ragazze che hanno trovato il modo di sconfiggere i loro demoni brandendo come una spada la loro creatività.



Stefania nell’ultimo anno di lavoro come commessa a Porto Cervo decide di crescere nella sua competenza tecnica. Si ritrova così a cercare la maestra d’arte di Sennori Vanna Sassu, nota per la sua abilità nel ricamo, ne nasce un rapporto fattivo e intenso, come ogni volta che l’apprendimento incontra la passione. «Ho sempre disegnato abiti, l’idea di realizzarli parte da me – dichiara Stefania – Monica si era specializzata nelle creazioni di accessori, oggi la sfida è rincorrere i tempi di consegna, ma ce la facciamo anche se ognuna di noi ha una figlia. Eppure, è questo che amiamo fare: il nostro lavoro, anche se ci tende come un elastico tra le due bimbe, le due famiglie e le due case da gestire.»


 

Una scelta imprenditoriale che ha a che vedere con un’intesa tra donne, decidere di aprire un punto dove le loro forze si uniscono e le idee si stratificano, è soprattutto un modo dove ciascuna consegna nelle mani dell’altra il proprio 50%, tra idee e operatività, che le renderà famose distinguendole per il ricamo liturgico. Come nella sartoria di altissimo livello dove l’impiego della macchina da cucire è riservato solo a cuciture lunghe, mentre tutti gli orli sono fatti a mano in una scelta di campo che non esclude le gonne ampie o il plissé che può raggiungere una misura fino a 5 metri di circonferenza.


 

Il ricamo liturgico è un’attività sarda antica e complessa che si arricchisce di fiori di seta in oro e argento e, per le sorelle Asole, di un elemento in più: la devozione.



«In ognuna delle nostre realizzazioni mettiamo la medaglietta miracolosa della Madonna. Quella che è stata donata in Francia a Caterina Labouré - precisa Stefania - a cui siamo diventate devote da quando le bambine frequentano la scuola San Vincenzo di Olbia. Noi realizziamo le camicine dei neonati dette “vestina da battesimo”, gli abiti del battesimo, i cuscini per le fedi degli sposi, gli abiti da cerimonia e per le damigelle. Avevo voglia di imparare e, dopo che è nata mia figlia, ho tagliato il mio primo abito ma la conversione è arrivata l’estate prima dell’apertura dell’atelier. Realizzare tutto questo per me è trasmettere un valore. Oro seta e perle sono certamente materie preziose del nostro ricamo liturgico, ma il vero elemento che crea valore è fede. Poi arriva il resto e credo che ogni persona che ci commissiona un lavoro sia come guidata ad arrivare proprio qui. Quando scopri una verità di salvezza non ha senso tenerla per te, guardiamo l’altro come una persona che ci vene mandata e noi l’accogliamo, sempre. Non siamo qui solo per vendere, ci interessa sopravvivere in una maniera dignitosa, non ci sentiamo macchine per soldi, non lo saremo mai.»



E racconta del privilegio di lavorare sull’immagine, del gesto di costruire un abito che diventa strumento di crescita nella fede, racconta come hanno scelto di rendere prezioso un involucro a simbolo della preziosità della sua funzione.


 

«Per noi è un onore realizzare gli abiti per comunioni o cresime, per le persone che devono sentirsi degne di accedere ai sacramenti - continua Stefania - il neonato poi che è la purezza per eccellenza rappresenta un’occasione di gioia e una grande festa per noi, sono regali preziosi che ci benedicono, ci fanno partecipare alla bellezza.»


 

Così avere poco tempo non sembra essere un costo troppo alto da pagare per le sorelle Asole che dichiarano di realizzare capi ispirati al costume tradizionale senza mai rappresentarlo e che appartengono a quella falange di artigiani e artisti riconosciuti dalla regione autonoma Sardegna che ne verifica rigorosamente che le tecniche.


 

Ora le sorelle Asole stanno realizzando un abito da sposa, quello di Stefania, che tengono gelosamente custodito coprendolo con un telo inoltre, per una ragazza di Bitti, paese da dove arrivano entrambe, stanno mettendo in prova una gonna sarda di gala il cui ricamo è di 3 metri e 50. Lo schema è in 7 moduli che si ripetono e che poi verranno plissettati: un altro modo, antichissimo eppure attuale, di attraversare epoche e mode. Un vero e proprio sistema, questo trovato dalle sorelle Asole, per perpetrare le proprie origini in una traduzione di garbo e di assoluto gusto.


Anna Maria Turra

Inspiration

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