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L’edizione della rinascita

La Sagra del Mirto a Telti torna il 6, 7 e l’8 agosto

Sagra del Mirto Telti

A Telti nella provincia di Sassari si lavora per l’edizione della rinascita. Si usava un tempo mettere il mirto insieme ai fiori d’arancio nel bouquet delle spose, la fioritura comincia a maggio e si protrae per tutto giugno, a volte ancora a luglio è possibile trovare dei fiori tra i rami. Sarà la tanto attesa Sagra del Mirto edizione numero ventisei quella in calendario dal 6 all’8 agosto prossimo.

Dopo l’inevitabile fermo la Sagra del Mirto di Telti si prepara per coinvolgere gli imprenditori e i produttori che, durante la tre giorni classica dell’estate teltese accoglieranno turisti e intenditori. Organizzata dalla comunità operosa di Telti con la preziosa collaborazione dell’amministrazione comunale, di gruppi, di associazioni e dei numerosi volontari, anche per il 2021 la manifestazione si preannuncia intensa e, come in passato, rappresenta un cambio di marcia nella ricerca e nella valorizzazione della musica Made in Sardinia. Dietro la direzione artistica di Mauro Mibelli, musicista conoscitore delle sonorità e delle eccellenze sarde, si sta stagliando un programma in grado di ribadire il successo raggiunto negli anni. Già nel 2019 la Sagra del Mirto aveva saputo conquistare una nuova fetta di pubblico incuriosita oltre che dalla presenza di attività legate al tipico liquore e alla tradizione eno-gastronomica del comune di 2.299 abitanti, anche dallo spessore degli spettacoli messi in calendario. Nel 2019 la Sagra del Mirto ha compiuto i suoi primi venticinque anni, riuscendo a diventare l’appuntamento imperdibile che ogni anno con oltre 20mila presenze rende omaggio al prezioso nettare di mirto e all’encomiabile tenacia dei volontari nel creare visibilità al centro gallurese.

La storia

La Sagra del Mirto è nata nel 1994, grazie all’intuizione di un gruppo di amatori col desiderio e l’urgenza di far scoprire le bellezze della zona ai turisti, prevalentemente attratti dal mare limpido e dalle spiagge della costa.

Si cominciò così, per il piacere di far rivivere tradizioni lontane, il rito della raccolta del mirto che nel tempo divenne l’impegno principale e che trasformò il succo ottenuto dalle piccole bacche viola, in un prezioso liquore, apprezzato ovunque. Grazie all’intuizione di quel periodo nacquero i primi produttori di liquore di mirto, oggi affermati e noti su scala nazionale.

L’edizione del 2019, la 25esima, valorizzò il lavoro artigiano, coinvolgendo anche i bambini attenti ai racconti degli anziani, diede attenzione alle produzioni locali, gratificando i prodotti eno-gastronomici di qualità e offrendo una serie di concerti di altissimo spessore artistico. Il pubblico accolse con entusiasmo il concerto di Mauro Mibelli con Chiara Pilosu, Paolo Brandano, Beppe Albanese e la spettacolare presenza del maestro Luigi Lai alle launeddas, il concerto del chitarrista Marino Derosas, con cui si esibì Paolo Zuddas alle percussioni, Fabrizio Leoni al contrabbasso e Barbara Magnoni. Il programma della scorsa edizione prevedeva il folk che quest’anno non sarà possibile inserire per via delle norme di distanziamento e sicurezza. Non si potrà quindi dar corso alle esibizioni dei gruppi folkloristici come la tradizione vorrebbe, ma non mancheranno comunque le sorprese in questa 26° edizione.

La Sagra del Mirto ha il sostegno del Comune di Telti, dell’Azienda Agricola Petramanna, di La Neula e di Galù Liquori, la preziosa collaborazione dell’associazione Ascunas e l’organizzazione della Pro Loco di Telti.

Virgilio ci ha fatto sapere che il mirto era la pianta sacra a Venere e oggi vedere un mirto in piena fioritura è lo spettacolo che ci riporta dritto alla leggenda: sembra che la pianta prenda il nome da Mirsine, bellissima giovane donna tanto abile nel combattimento da essere uccisa dai giovani, gelosi delle sue abilità. Atena, impietosita, la trasformò in questo arbusto sempreverde dai fiori profumatissimi e candidi.

Anna Maria Turra

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