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La letteratura sarda protagonista nel fine settimana a Tempio Pausania

“Qui c’è aria di cultura” è l’iniziativa dell’Aes, associazione editori sardi, che propone una serie di incontri e confronti tra autori e lettori nello Spazio Faber a partire dalle 17

Qui c’è aria di cultura

Il rapporto indentario tra l’uomo e il paesaggio sarà il tema al centro dell’Iniziativa “Qui c’è aria di Cultura” in programma fino a domenica 10 dicembre a Tempio Pausania. Tre giorni di confronti tra autori e lettori per celebrare la terza edizione della kermesse dedicata all’editoria sarda. Il tutto è organizzato dall’Aes, associazione editori sardi, nello Spazio Faber con il sostegno del comune di Tempio e della Regione Sardegna. Perché proprio Tempio Pausania? L’importante centro gallurese è uno dei comuni dell’Isola in cui si registra il più alto numero di lettori e per questo motivo ha perfino ottenuto il titolo di “Città che legge” . “Il tema – ha dichiara Simonetta Castia, presidente Aes – si lega al concetto di comunità, avendo come presupposto l’idea che i singoli ecosistemi ambientali e sociali conservino maggiore traccia e consapevolezza del senso di identità e della propria memoria, e si presta a esaltare il valore millenario, pluristratificato e denso di molteplici significati del patrimonio culturale dell’isola. Sensibilità, ricchezze e diversità che sono intimamente correlate alla bibliovarietà e all’attività della microeditoria di un territorio”.

Qui c’è aria di Cultura, l’omaggio a Grazia Deledda

Non poteva mancare, poi,  l’omaggio al premio nobel della letteratura, Grazia Deledda, nell’anno della ricorrenza dei 150 anni dalla sua nascita, con la presentazione dell’opera “Omaggio a Grazia Deledda firmata da Isabella Mastino che è una delle massime esperte e studiose della scrittrice nuorese. Molto interessante, inoltre, l’incontro con “il cacciatore” di Alberto Capitta edito da Imago Multimedia e impreziosito dalle illustrazioni di Elda Broccardo. Alla scoperta di una bellissima storia che racconta le vicissitudini di un ragazzo che acquisisce dal padre la capacità di seguire orme, fiutare odori, riconoscere versi e sparare con grande precisione.

Il teatro delle sue gesta è la Sardegna, con i suoi campi e i suoi altipiani esposti al vento del mistero. La loro vita è una caccia senza sosta, e lo sarà sino a quando, facendo ritorno da una delle loro battute, non sentiranno il canto di un muflone levarsi verso il cielo. E nell’anno degli anniversari gli organizzatori  hanno dato ampio spazio a Dante.

Celebrando i 700 anni dalla morte del “Sommo Poeta” con la presentazione del volume “Lo zodiaco della Divina Commedia” di Gian Nicola Cabizza; un libro bilingue tradotto in sardo da Giovanni Muroni. Cabizza ha selezionato i molteplici riferimenti astrali, in particolare quelli all’astronomia sferica presenti nella Divina Commedia.

Per quanto riguarda le tematiche più strettamente ambientali è stata inserita nel programma di sabato la presentazione dei volumi “Grandi alberi e foreste vetuste della Sardegna” edito da Delfino, “Attaccati alle radici. Alberi di Sardegna” pubblicato da Enrico Spanu edizioni e “Terra Muda” (Taprhos) con il confronto tra  Ignazio Camarda, Lello Caravano, Bruno Merella ed Enrico Spanu. Nella giornata di chiusura, domenica, spazio agli ultimi tre libri in programma: “Edgar Allan Poe. Il mistero della morte” (Catartica) di Fabrizio Raccis, “I saggi raccontano” (Taphros) di Gisella Rubiu e “La scena nascosta (come ci vediamo)”, volume dell’antropologo Bachisio Bandinu edito da Il Maestrale. 

Davide Mosca

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