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Pula, un marchio per la tutela gastronomica dei fichi e pomodori

Il Figu de Pula è tra i prodotti tipici locali valorizzati con il marchio De.co. Un passo ulteriore verso il sostegno della cucina sarda

Pula

Il grande punto fermo della tradizione della Sardegna è senza dubbio la cucina. Il suo ricettario è un esempio di come sia possibile rivoluzionare la gastronomia tenendo allo stesso tempo ben saldi gli aspetti più legati alla cultura locale. Un merito che va dato al ruolo dello chef che ha saputo trasmettere la qualità e i valori in alcuni piatti che sono diventati storia. Ma oltre a questo ci sono loro, i prodotti, gli ingredienti che danno origine a tutto questo. Ed è su questo punto che il Comune di Pula ha voluto focalizzare la propria attenzione, investendo su due alimenti che sono parte integrante della cultura locale. Il Figu de Pula e il Pomodoro di Pula in questi giorni sono ufficialmente parte di quel marchio, il De.Co., che sostiene e valorizza il settore agroalimentare.

De.Co., cos’è

La denominazione comunale d’origine è un riconoscimento che viene assegnato ai prodotti che sono frutto del tocco artigianale di un particolare territorio. Questo marchio è stato ufficialmente istituito nel 1990 tramite una legge statale specifica, lasciando ampio spazio agli enti comunali nella scelta di queste attività ramificate nelle varie città italiane. Il tempo in questo caso si è rallentato concedendo a questi prodotti quei riferimenti necessari per tenersi stretti alle proprie radici, come nel caso di questo paese. Il progetto, nato grazie al sostegno di Coldiretti, permetterà al Figu de Pula e il Pomodoro di Pula di non scomparire di fronte agli innumerevoli prodotti alimentari, rafforzando la propria identità agli occhi della popolazione e dei consumatori.

Le parole del sindaco e dell’assessore

Mantenere fermo il nome della tradizione vuol dire conservare gli usi e i costumi di quello specifico territorio, dall’artigianato ai metodi di lavorazione che portano verso il prodotto finale.

Per questo il pomodoro e il fico devono attenersi a queste semplici regole come il legame con il posto dove vengono coltivati, le tecniche, le qualità, il modo in cui vengono confezionati e messi in commercio. «Pula – sostiene la sindaca Carla Medau – punta sempre più a un turismo esperienziale anche promuovendo le sue bontà, sapori e ricette di un tempo. L’obiettivo è far entrare sempre più attraverso questi e altri prodotti, il marchio di Pula nei menù di ristoranti, alberghi o agriturismo».

Ognuna di queste peculiarità sono servite per compiere ulteriori passi in avanti. Non si parla solamente di cucina, un settore in cui il fico viene particolarmente utilizzato per creare dei menu esclusivi e prelibati, ma anche di molti apparentemente distanti come la cosmesi. Ma non va mai scordato l’ambiente come afferma la consigliera Simonetta Lucarelli. Questi alimenti crescono e prosperano grazie al «microclima, le temperature, il terreno, la salinità dell’acqua che conferisce un sapore e un colore particolare, e alla vicinanza dal mare», creando quei presupposti necessari per trasformare un semplice pomodoro in un prodotto unico.

Riccardo Lo Re

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