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Porto Pollo, Dove osano le leggende del vento
7 Settembre 2020

Porto Pollo, Dove osano le leggende del vento


Centinaia di vele e ali colorate di windsurf e kitesurf sfrecciano nelle due baie di Porto Pollo a Palau. Salti, evoluzioni acrobatiche e incroci mozzafiato sono l’immagine ricorrente di uno dei luoghi più famosi al mondo per la pratica dei cosiddetti board sport. Maui alle Hawaii, Pozo alle Canarie e poi Porto Pollo in Sardegna.



Vedere un’isola del mediterraneo accomunata a queste località oceaniche può di certo suonare strano. Eppure, qui le condizioni meteo marine, soprattutto per il vento, meno per la frequenza delle onde, non hanno nulla da invidiare agli spot d’oltreoceano. Migliaia di appassionati provenienti da ogni parte del pianeta si riversano, ogni anno, in questo istmo di sabbia che divide il mare in due e conduce all’Isuledda, chiamata ormai da tutti Isola dei Gabbiani.



La costa è impreziosita da splendide dune che degradano verso il mare. La storia racconta che il primo a navigare in queste splendide acque sia stato la leggenda vivente del windsurf, Robby Naish. Il fortissimo atleta hawaiano, infatti, già campione del mondo nel 1976, arrivò in Sardegna tra il 1978 e il 1979 per un servizio fotografico a Capo Testa, vicino a Santa Teresa Gallura, che poi fu pubblicato sulla rivista Epoca.


Ph Marcello Chiodino

La famiglia Naish alla ricerca di nuovi spot approdò proprio in quella baia e ne fu subito conquistata. Da allora si cominciò a praticare il windsurf in questo meraviglioso luogo che, nel tempo, si è arricchito di scuole, chioschi e servizi per gli sportivi.



«Robby era un ragazzino all’epoca, io lavoravo in una scuola di windsurf a Cala di Volpe nel 1979 e seppi che la famiglia Naish era a Liscia Ruja in Costa Smeralda per surfare. Così mi fiondai per incontrarlo» racconta l’avvocato e windsurfer sassarese Roberto Sanna.



Tra i pionieri degli anni Ottanta c’è Giorgio Bevacqua, oggi presidente dello Sporting Club: «Quando sono arrivato, non c’era nulla. È stata un’avventura; abbiamo portato acqua e luce e poi, negli anni, sono nate tutte le scuole e abbiamo organizzato le prime gare come l’indimenticabile Eurofunboard Cup del ’92. Adesso è tutto diverso, ma ritengo che sia meglio oggi». Bevacqua, Paolo Silvestri, George Coppens, scomparso l’anno scorso, e Stefano Pisciottu, presidente del Club Porto Liscia, hanno scritto la storia di questi luoghi, spianando la strada a giovani talenti cresciuti davanti all’Isola dei Gabbiani. Tra i tanti, il già campione europeo Jacopo Testa, terzo nel ranking mondiale che continua a scegliere Porto Pollo per i suoi allenamenti.



Davide Mosca


Ph Marcello Chiodino

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