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Pino e gli anticorpi: dal cabaret al cinema

La carriera in crescendo del celebre duo originario di Sassari

«Non ci sono problemi: tu mi dici quello che devo fare e io lo faccio» è il famoso tormentone di Pino e gli anticorpi, interpreti di sketch in modalità surreale e di numerose presenze sia televisive sia cinematografiche.

Pino e gli anticorpi è il duo comico composto dai fratelli Michele e Stefano Manca, tutti e due nati a Sassari, hanno studiato recitazione all’Ecòle Philippe Gaulier di Parigi e Bont’s International Clown School in Spagna. Fino al 2014 erano un trio grazie alla presenza di Roberto Fara, staccatosi per proseguire da solo una carriera da attore.

I tre iniziano a esibirsi nel 1994 e dopo una lunga gavetta con spettacoli in teatri, locali e piazze sarde con qualche apparizione nelle tv locali, nel 2001 riescono a ottenere un’occasione a livello nazionale. Michele infatti partecipa a sette puntate di Scherzi a parte come attore negli scherzi, le vittime saranno Michele CucuzzaPino InsegnoStefano BettariniElisabetta Canalis e infine Arrigo Sacchi. Raggiunto dagli altri due membri del gruppo riusciranno a far parte del cast di Colorado Cafè, dal 2005 al 2009, dove interpreteranno un surreale teatrino di marionette umane, ottenendo nel loro esordio un grande successo di pubblico.

Usciranno da Colorado per esibirsi in piazze e teatri con lo spettacolo Collection Vol. 2, per tornare a Colorado restandoci fino a oggi.

Ma il picco di share arriva l’11 febbraio 2016 quando, nel corso della terza serata del Festival di Sanremo, il pezzo che presentano è quello dello chef stellato che sottopone il suo allievo a un test. Intagliate in un sapiente gioco di scrittura, botte e risposte hanno i tempi comici che sembrano nati per stare nelle strette maglie televisive. Il cabaret e il surreale si scorgono affacciati con classe sul palco dell’Ariston che per la comicità è solito risultare piuttosto scivoloso. Ma con loro si ride di un riso contagioso, mentre si scopre che per la cucina macro serve un forno a macro-onde, per evitare lo zenzero bastano le zenzeriere e per comprare il farro si va in farramenta. Il tiramisushi è il famoso dolce italo giapponese, la cucina è un’arte sinestetica in cui per provare e fare il castrato l’allievo cambia il tono di voce in un falsetto.

La loro filmografia ha all’attivo due pellicole girate con l’intensità di un cast di amici che rappresenta la loro vita oltre che la loro terra. L’idea nell’ultimo film uscito nel 2019, Come se non ci fosse un domani, è quella di accendere un faro sulle infinite potenzialità di una Sardegna contemporanea, cercando di raccontare di una terra e del suo tessuto culturale e produttivo in continuo fermento: il film sarà realizzato anche grazie alla collaborazione e al sostegno di una serie di aziende sarde in espansione, specialmente quelle aderenti al circuito Sardex. Mentre il progetto ottiene il sostegno della Sardegna Film Commission e di una serie di istituzioni e aziende pubbliche locali, tra le quali i Comuni di Sassari, Cagliari e Porto Torres, l’Azienda Regionale Sarda Trasporti ARST S.p.A. e il Parco Nazionale dell’Asinara – Area Marina Protetta Isola dell’Asinara. Premiato al RIFF Russia Italia Film Festival, al Canadian Comedy Film Festival. Il film ha avuto una proiezione speciale all’Asti Film Festival e a Londra.

Un esercizio di stile all’italiana, ispirato al genere comico grottesco che ha reso celebre il cinema italiano nel mondo: è il grande richiamo al film a episodi. Otto storie di grandi sconfitte della vita, tutte da ridere, situazioni paradossali che lasciano lo spettatore inchiodato al sospetto di essere sotto sequestro. Poi una sceneggiatura incalzante libera lo spettatore al largo che esiste in ogni storia, fruga tra l’assenza del vero e, in solo otto scelte, restituisce un incredibile senso del possibile. Lavoro di squadra di Michele Manca, Stefano Manca e Nicola Alvau, con la collaborazione di Renato Cubo, il film vede la produzione dalla Babbudoiu Corporation, in associazione con Firenze Produzioni Cinematografiche, con il sostegno della Sardegna Film Commission e Filming Cagliari. Il produttore esecutivo è Paolo Maria Spina.

Oltre ai ruoli chiave, affidati naturalmente a Stefano e Michele Manca, il film è ricco di presenze celebri, quali Rossella Brescia, Rita Pelusio, Alessandro Bianchi, Gianluca Impastato, Giovanni Cacioppo e Francesco Malcom. Tim Daish e Marina Kazankova sono le guest star internazionali, mentre direttamente dall’isola il film può vantare la partecipazione straordinaria di una pietra miliare della comicità made in Sardegna, quella di Benito Urgu, oltre alla presenza del leader del gruppo La Pola, Massimiliano Medda e dell’attrice Francesca “Chicca” Zara.

Il loro debutto cinematografico resta il film Bianco di Babbudoiu, nel 2016 sempre per la regia di Igor Biddau, coetaneo, amico e leader di un cast tecnico da lasciare, tecnicamente, senza parole. Il film prodotto in Italia, attualmente in distribuzione in 86 Paesi, ha vinto numerosi premi nei festival internazionali, è stato proiettato in oltre cento sale della Russia ed è stato trasmesso – dopo essere stato distribuito in Italia dalla Lucky Red – per nove mesi in esclusiva su Sky Italia. Il film ha una durata di 90 minuti e una storia che raccontata di tre eredi della tenuta vinicola Babbudoiu, con una grossa grana da risolvere per salvare l’azienda dal fallimento. Le musiche originali sono di Pinuccio Pirazzoli e le musiche addizionali di Manuel Rossi Cabizza. Per una colonna sonora che propone come canzone originale l’iconica Lieve dei Tazenda e nei brani originali la cura di Antonello Sussarellu.

Babbudoiu Corporation è anche il nome della casa di produzione italiana, fondata dai fratelli Manca nel 2008, per gestire i diritti d’immagine di un gruppo comico conosciuto come Pino e gli anticorpi ma sconosciuto per tutti quei sottili elementi che negli anni hanno levigato quella loro precisa cifra comica, spiazzante e distintiva. I Manca brothers hanno aperto a Sassari lo Spazio Studio Totonna, nel quale tengono corsi di formazione nello spettacolo, Michele insegna personalmente il metodo Gaulier ed è l’unico insegnante accreditato in Italia. Si programmano workshop con insegnanti internazionali e si è appena concluso il secondo di quattro moduli sullo storytelling con Encarna De Las Heras Ibanez, eminenza nello scenario del teatro internazionale.

Gino e Michele, gli storici autori di Zelig, a un provino dissero a Michele e Stefano Manca: «Voi ci ricordate un altro gruppo sardo, anche loro molto bravi, forse li conoscete fanno il numero della lavatrice.» Erano sempre Pino e gli anticorpi con il pezzo di repertorio dell’anno prima e quando glielo fecero notare gli autori di Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano precisarono che la loro era solo una battuta.

Il successo è eminentemente una questione di confine che, in Sardegna o nel mondo, a volte si fa invisibile come quello tra vero e falso.

Anna Maria Turra

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