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31 Ottobre 2019

Piante officinali della Sardegna, ecco le più conosciute


Passeggiando fra le campagne sarde è impossibile non rimanere stupiti dalla grande quantità di piante e fiori che crescono spontanei. Ognuna di queste popola le coste e l’entroterra costituendo il paesaggio tipico della macchia mediterranea che oggi tutti conosciamo.


Ma molte di queste piante sono più che semplici arbusti: la Sardegna ha infatti una lunga tradizione di piante officinali utilizzate fin dall’antichità, basti pensare che ad oggi si contano quasi 400 specie diverse ricche di effetti benefici per il corpo e ingredienti principali di impacchi, infusi e decotti.


Ma quali sono, tra le tante, quelle più famose per i loro benefici? Eccone sei che per le loro comprovate proprietà benefiche sono largamente usate ancora oggi in molti paesi dell’isola e che potrai trovare presso le erboristerie o le botteghe locali.



Carciofo


Il carciofo è da sempre una verdura molto amata dai sardi, che fin dai tempi dei romani (quando ancora era una specie di cardo selvatico) lo hanno messo al centro di ricette di ogni sorta, accompagnandolo di volta in volta sia alla carne che al pesce. Oggi è una delle piante simbolo dell’isola, tanto che nel 2011 è stata riconosciuta la variante DOP.


 

Proprietà: ricco di sali minerali tra cui potassio, magnesio e fosforo, il carciofo è anche famoso per la sua capacità di sedare la fame, proprietà che spesso lo rende un alimento da dieta.
Questa pianta è ricca di antiossidanti e vitamine che contribuiscono al rallentamento dell’invecchiamento, inoltre è un efficace diuretico ed è ricco di polifenoli che preservano l’organismo da infiammazioni e ne rafforzano il sistema immunitario. Nel carciofo infine è contenuta anche la cinarina, una sostanza che non solo è la fonte del suo sapore leggermente amaro ma stimola anche la digestione, rendendolo un ottimo fine pasto!

 

Modalità di utilizzo: il carciofo è commestibile sia crudo che cotto, inoltre in commercio sono presenti diversi olii da cucina preparati con esso.



Mirto


Chi non conosce il mirto?
Probabilmente la pianta più famosa legata alla Sardegna per via del tradizionale liquore che se ne ricava da sempre, il mirto è presente in abbondanza sull’isola dove cresce spontaneo esibendo le caratteristiche bacche violacee. Nella tradizione sarda se ne fa largo uso sia per ricette dolci che salate.

 

Proprietà: per via delle sue proprietà il mirto viene utilizzato sia in campo farmaceutico che officinale. La pianta infatti è considerata balsamica, perfetta per il trattamento dei problemi respiratori e antinfiammatoria, nonché un aiuto efficace contro la cistite.
Si dice inoltre che proprio questa pianta rappresenti un prodotto efficace per facilitare la digestione, da qui la credenza popolare (in parte vera) che bere un bicchiere di liquore di mirto dopo i pasti aiuti a digerire i grandi pranzi tipici della Sardegna.

 

Modalità di utilizzo: ogni elemento della pianta di mirto è utile e benefico, dalle bacche ai fiori fino alle foglie. Queste ultime in particolare sono utilizzabili per fare decotti e infusi, i primi per combattere i problemi respiratori stagionali e i secondi per regolarizzare il processo digestivo.



Alloro


Utilizzato per accompagnare i piatti a base di carne, anche l’alloro è una pianta spontanea che si può facilmente trovare nelle campagne sarde. Anticamente i romani usavano queste foglie non solo come condimento ma anche per conservare le pietanze avvolgendole nelle foglie.


 

Proprietà: ricco di vitamine (specialmente A, B e C) e di sali minerali, l’alloro è un antiossidante e antisettico che aiuta il rafforzamento del sistema immunitario.
Viene utilizzato anche come digestivo e, talvolta, come rimedio contro le intossicazioni alimentari, infine le sue proprietà espettoranti aiutano a combattere anche le più comuni malattie influenzali.

 

Modalità di utilizzo: è possibile assumere infusi e tisane all’alloro a partire dalle foglie fresche o essiccate della pianta



Corbezzolo


Forse una delle piante più colorate della macchia mediterranea, il corbezzolo è inconfondibile quando lo si incontra: i cespugli o arbusti verde scuro con le foglie seghettate ospitano, nel periodo autunnale, una grande quantità di piccole bacche di tante sfumature giallo-rosso a seconda del grado di maturazione.
Dato il loro sapore dolce, i frutti del corbezzolo sono impiegati nella cucina sarda per la produzione di dolci, confetture e mieli.



Proprietà: una delle proprietà officinali più degne di nota del corbezzolo è quella antisettica contenuta nelle sue foglie, che possono portare grandi giovamenti al fegato. Ma non sono solo le foglie a portare giovamento al corpo umano, anche i fiori, le radici e le bacche infatti sono utilizzabili come rimedi naturali.


 

Modalità di utilizzo: sia le foglie che le radici del corbezzolo possono essere utilizzate nella preparazione di tisane e decotti.



Cappero


Un’altra pianta spontanea della flora mediterranea, in Sardegna è possibile trovarlo in cespugli rigogliosi che crescono sulle pareti rocciose e nei luoghi umidi, nel periodo tra maggio e giugno inoltre è ricco di piccoli fiori bianchi, caratteristici di questa pianta.


 

Proprietà: conosciuto fin dal 70 d.C., quando un farmacista greco di nome Dioscoride ne scoprì i benefici, il cappero è utilizzato da sempre nella medicina popolare per le sue proprietà diuretiche, antiossidanti, e ipertensive.
Può inoltre aiutare a regolarizzare il colesterolo e a prevenire le vene varicose, è inoltre ricco di sali minerali e vitamine ( tra cui A, B1, B2, B3, B5, B6, C, E e di beta-carotene).

 

Modalità di utilizzo: oltre che alla normale ingestione dei frutti, utilizzati nella cucina moderna per aggiungere del sapore in più a piatti tanto di pesce quanto di carne e verdure, nell’erboristeria tradizionale si usa fare dei decotti utilizzando la corteccia del cappero ricca di quercetina.



Carrubo


Passeggiando per le campagne sarde ti sarà capitato di scorgere questi alberi. Dalle foglie rotondeggianti e le fronde fitte, prosperano nei climi caldi e secchi tipici del mediterraneo e delle zone del nord Africa e dell’Arabia, da cui provengono. Possono raggiungere anche i 500 anni di età e nel periodo di fine estate e inizio autunno le loro fronde si arricchiscono di carrube, frutti simili ai baccelli dei fagioli ma scuri e coriacei, quasi legnosi.


La carruba (il frutto del carrubo) oggi viene impiegata in svariati modi, dalla sua macinazione si possono creare farine ideali per fare dolci e perfino per la produzione di un cioccolato adatto a chi è allergico al cacao. I semi della pianta poi possono essere consumati sia crudi che cotti, mentre dalla stessa si può ricavare un olio aromatico impiegato anche nella cosmesi per le sue proprietà idratanti.


Curiosamente, si dice che il termine carrubo derivi dall’arabo e significhi carato, si pensa perché gli antichi arabi attribuissero alle carrube sempre lo stesso peso (ovvero un quinto di grammo), ideale quindi per pesare le pietre preziose e l’oro.


 

Proprietà: al carrubo vengono attribuite proprietà dietetiche, antiemorragiche e antiacido che unite ad una grande quantità di minerali come potassio, fosforo, magnesio e calcio e alle vitamine del gruppo B e C lo rendono un alimento altamente nutriente. Poiché sono prive di glutine, la farina ricavata dalle carrube è un ottimo ingrediente per cibi dedicati alle persone celiache.


 

Modalità di utilizzo: le parti utilizzabili e commestibili del carrubo sono per lo più i frutti dei baccelli.


Benedetta Piras

Inspiration

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