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Ortodistorto, l’esposizione dedicata a Antonio Loi a Cagliari

Fino al 16 febbraio si potrà visitare la mostra al Temporary Storing del capoluogo sardo

Proseguono gli appuntamenti con l’arte con Ortodistorto, in programma fino al 16 febbraio nella città di Cagliari. Il Temporary Storing da tempo ospita mostre e iniziative culturali di assoluto spessore. Una grossa opportunità per turisti e visitatori di conoscere le sfaccettature degli talenti emergenti.  Fondazione “Bartoli Felter” lo ha già dimostrato  dopo aver ospitato un collettivo di artisti Mostrami II. E prima ancora con le opere pittoriche di Alfredo Tanchis e le poesie di Aldo Tanchis Al di là delle nuvole, citando il titolo della mostra. Dopo aver inaugurato l’anno con uno degli eventi di Cagliari Urbanfest – Generazioni Metropolitane, affrontando temi incentrati sulla sostenibilità sociale e ambientale, il mese di febbraio è il turno di una mostra fotografica dedicata al fotografo Antonio Loi. Il tutto si svilupperà intorno al quartiere di Stampace che anche in questa occasione ha lasciato spazio all’immaginario degli artisti per arricchirsi grazie con una nuova esposizione legata al presente e al futuro.

«È uno sguardo malinconico e attento, quello di Antonio Loi, fotografo camminatore che della città ama le architetture sommesse».  Le parole sono della curatrice Alessandra Menesini che nel descrivere Ortodistorto utilizza delle immagini sensazionali quasi fossero parte di un racconto: «Le radici che salgono, le corolle che guardano il cielo, le barriere di cactus che lo nascondono. Le vasche dove rossi pesci bruttissimi navigano tra i fiori di loto». Fotografie che riescono a scavare a fondo fino a toccare spirito del luogo. «Osserva gli alberi annodati su se stessi, i rami che si danno battaglia il secco di qualche pianta annosa: il nobile declino, dopo lo  splendore» prosegue Menesini come se, per conoscere lo stile e l’estetica dell’autore, viaggiasse con la mente tra «le tracce dell’acqua, anche in forma di vapore » fino ad arrivare in un luogo «dove si coltivarono un tempo i gelsi e le viti e che di tutto conserva memoria». In questa mostra spiccano altri dettagli interessanti che vengono più volte marcate dalla curatrice, a cominciare dalle «nervature delle foglie , la terra calcarea , i rifugi d’ombra , le atmosfere crepuscolari anche al mattino» presenti nelle immagini di un artista che non cerca il bello, ma se lo trova davanti». La mostra potrà essere visitata gratuitamente dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 19:30.

Riccardo Lo Re

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