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Onde sonore, la mostra al Ghetto di Cagliari

Andrea Palombini e Federico Ortica in una mostra completamente immersiva che racconta il viaggio tra Cagliari e La Maddalena

Il mare è più complesso di quello che si può pensare. Il suo ecosistema è praticamente un modo a parte, per certi versi inesplorato rispetto alla terraferma. Ma con esso si può dialogare, instaurare un legame, o, ancora meglio, trasmettere emozioni. È ciò che può vedere (e ascoltare) a Onde sonore. Musica da mare” una mostra che ripercorre i viaggi per i mari della Sardegna di Andrea Palombini e Federico Ortica, i curatori del progetto. Gli spettatori vengono dunque condotti in un percorso visivo/sonoro/musicale costruito nel 2019. Un legame che è scaturito dalla passione per la musica e il mare che consentirà ai fruitori di immergersi nei suoni e nelle onde e nelle immagini che esprimono quei movimenti oceanici, accompagnati da delle tracce musicali colte con microfoni e rielaborate con un mixer.

Il programma

Tutto comincia partendo dalle sale del Ghetto dove verranno mostrate otto immagini fotografiche scattate a bordo di una imbarcazione a vela da 40 piedi, durante una traversata tra Cagliari e La Maddalena. Fino a qui tutto bene. Ma Onde sonore. Musica da mare si supera utilizzando un QR code disponibile per tutti i visitatori. Ciò permetterà di ascoltare le tracce sonore/musicali registrate sulla imbarcazione realizzate dai vari artisti che nel corso del viaggio hanno messo alla prova il loro talento andando a tempo. Quello del mare.

La Maddalena

In questo percorso espositivo è presente inoltre una scultura sonora creata usando delle lastre di acciaio armonico che, servendosi di eccitatori elettrici, riesce a diffondere i suoni della navigazione. Questo effetto riesce dunque a concretizzare ciò che gli artisti hanno provato durante i vari percorsi. Un rapporto tra fisico e onirico che funziona sin dal primo istante.

Come affermano Andrea Palombini e Federico Ortica, il viaggio non è solamente visivo. O meglio, non può comprendere solo i movimenti delle onde o i gesti che tutti si possono immaginare come osservare l’orizzonte da lontano. È molto di più: è il tatto, rappresentato da oggetti solidi e vibranti, ed è soprattutto suono, in completa armonia con il mare.

«Onde Sonore – afferma Palombini – ha esplorato un nuovo modo di tuffarsi nella bellezza di quel motore ancestrale che ha ispirato innumerevoli esseri umani: il Mare. Fatto di potenza, colori, storia, tragedia e speranza, questa distesa salata veicola un mondo visionario con uninfinita quantità di stimoli. Come esperienza comune, il suono delle onde può facilmente riempire i pensieri e regalare un senso di completezza indefinito, così abbiamo voluto indagare le radici emotive isolando ed espandendo gli elementi cellulari di questo legame primordiale con lacqua».

A completare il tour è n video che gioca con le frequenze sonore, raffigurando attraverso l’imprevedibilità delle forme grafiche quello che è di fatto il processo opposto rispetto a quanto provato, quando è il paesaggio a diventare suono.

Riccardo Lo Re

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