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Olbia, nella necropoli di San Simplicio l’antica storia della città
7 Luglio 2020

Olbia, nella necropoli di San Simplicio l’antica storia della città


L’antico tesoro della città si nasconde sottoterra. Ai piedi della basilica romanica di San Simplicio, qualche metro sotto il lastricato di granito del sagrato e della piazza, si può visitare una area museale con pochi eguali. È come fare una passeggiata nella storia, tra ciò che resta di una vasta necropoli con tombe romane, scheletri e corredi funebri. Chi fa tappa in città non può non farci un salto. Il museo della necropoli di San Simplicio è infatti un luogo che aiuta a capire l’antica storia olbiese.



La struttura è recente. Nel 2011, durante i lavori per la realizzazione della nuova piazza di San Simplicio, spuntò fuori una immensa necropoli con circa 450 tombe. Il Comune decise quindi di salvare un pezzo dello scavo e di proteggerlo con vetri e mura di cemento armato. Al suo interno, oggi, ci si imbatte nella lunga storia di Olbia, una città che ha più o meno l’età di Roma.



Olbia fu infatti innanzitutto frequentata dai fenici, poi divenne greca, cartaginese e romana. E nell’area attualmente occupata dalla basilica del martire Simplicio esistevano dei luoghi di culto fin dai tempi più antichi.



Per questo nel museo sotterraneo si può adesso ammirare la rampa di accesso a quello che era il tempio romano dedicato alla dea Cerere. Attorno, invece, ci sono numerose tombe, sia a fossa che alla cappuccina. Nello stesso luogo si possono notare anche due pozzi di età greca.



La necropoli di San Simplicio, che come tutte le strutture museali era rimasta chiusa durante il lockdown, ha riaperto le sue porte nelle scorse settimane. È attualmente gestita dall’Aspo, cioè la società municipalizzata che si occupa di trasporto pubblico e di altri numerosi servizi. La struttura apre il lunedì (10-13), il mercoledì (17-20), il giovedì (10-13), il venerdì (17-20) e il sabato (10-13). Per accedere al museo si deve acquistare una audioguida (5 euro), mentre per i bambini l’ingresso è gratuito. Per altre informazioni visitare il sito dell’Aspo dedicato alla necropoli.



Dario Budroni


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