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Nuovi parchi eolici in Gallura, interviene il GrlG

Le comunità locali tra Tempio Pausania, Aglientu e Bassacutena sono fortemente preoccupate per l’installazione di venti nuove pale eoliche in un territorio tutelato da vincoli paesaggistici e archeologici

Andrebbe tutelato al pari di monumenti e opere d’arte. Il patrimonio naturale è un bene dall’inestimabile valore. Qui è un incredibile scrigno di biodiversità, ma anche di beni archeologici e di interesse scientifico. Siamo in Gallura nei territori comunali compresi tra Tempio Pausania e Aglientu dove vallate ricoperte di macchia mediterranea vengono sferzate dal forte vento di maestrale che porta con sé un profumo intriso di salsedine. In quello che è descritto come un paradiso sta montando una forte preoccupazione per l’annuncio dell’installazione di due nuovi parchi eolici che secondo le comunità locali andrebbe ad alterare questo prezioso equilibrio. Complessivamente venti pale eoliche alte oltre 200 metri visibilissime da lunga distanza (138,2 MW di potenza complessiva), il cui posizionamento prevede sbancamenti, viabilità, cavidotti, cabine elettriche in aree in parte già oggetto di cava, ma in buona parte ricca di macchia mediterranea, come chiaramente indicato anche dal piano paesaggistico regionale (P.P.R.), creando un visibilissimo “muro di acciaio” fra la costa e linterno dellAlta Gallura.

A denunciare il pericolo il Gruppo di intervento Giuridico il GrlG che ha inoltrato un atto di intervento nellambito del procedimento di valutazione dimpatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto di realizzazione della centrale eolica Campovaglio tra Tempio Pausania e Aglientu e un altro atto di intervento relativo al progetto di realizzazione della centrale eolica Bassacutena in località varie della Gallura nel territorio comunale di Tempio Pausania.

Il GrlG sottolinea come sul territorio ricada un vincolo paesaggistico e di vari beni culturali fra nuraghi (Masconi, Trimentu, Monti Biddiconi), chiese campestri (S. Maria delle Grazie, S. Michele) (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e come le centrali eoliche sorgerebbero ben dentro la fascia di rispetto estesa tre chilometri dal limite delle zone tutelate con vincolo culturale e/o con vincolo paesaggistico in attesa della prevista individuazione delle aree non idonee all’installazione degli impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile.

Il GrIG ha chiesto al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di esprimere formale diniego alla compatibilità ambientale degli impianti industriali in progetto e ha informato, per opportuna conoscenza, il Ministero della Cultura, la Regione autonoma della Sardegna, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari e i Comuni di Tempio Pausania e di Aglientu.

Davide Mosca

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