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Mont’e Prama, un altro Gigante a New York

La Fondazione ha trovato l’intesa con il Metropolitan Museum of Art per la promozione della cultura sarda nei musei americani

Mont’e Prama

Decenni fa un primo Gigante, Primo Carnera, volava a New York per disputare una delle gare più importanti della sua carriera al Madison Square Garden. Ma da oggi non sarà l’unico ad approdare nella Grande Mela. La Fondazione Monte Prama ha trovato lintesa con il Metropolitan Museum of Art per la promozione della cultura sarda e dei tesori del Sinis nei musei americani.

«Oggi è un giorno storico per Cabras, per il Sinis e per la nostra Isola – afferma il presidente della Fonazione Monte Prama Anthony Muroni -. Perseveriamo nellobiettivo della promozione globale del territorio e proprio con questo intento abbiamo voluto, in contemporanea alla mostra, una call to actionper incentivare la presenza turistica nel Sinis e nellintera Sardegna in collaborazione con il Centro regionale di programmazione e i partner privati».

Uno dei protagonisti di questa mostra sarà Manneddu, che dopo il lungo viaggio in giro per l’Europa è pronto per il grande salto americano. La scultura sarà esposta allingresso dellarea classica greco-romana del Metropolitan Museum of Art di New York. Uno spazio particolarmente frequentato con tre milioni di visitatori lanno.

La collaborazione è nata al supporto della direttrice della Fondazione Monte Prama Nadia Canu, che ha curato il progetto scientifico insieme a Sean Hemingway, curatore della sezione greca e romana. Da qui sono cominciate le procedure per il via libera del Ministero della Cultura al prestito della statua, consegnata proprio di recente alla Fondazione e presente nella sala del Museo civico Marongiu di Cabras.

«Le linee guida del progetto scientifico, – conclude la direttrice Nadia Canu – che prevede anche una pagina dedicata nei siti web e nella rivista del Metropolitan Museum, sono incentrate sui Giganti di Monte Prama come ambasciatori delle antiche civiltà della Sardegna nel mondo, approfondendo la loro conoscenza anche in relazione alle altre culture sviluppate nel Mediterraneo tra letà del ferro e letà arcaica».

Nel frattempo, è stata fissata la data ufficiale della mostra, prevista per maggio. Lesposizione rimarrà invece aperta fino a novembre del 2023.

Riccardo Lo Re

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