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Mauro Ballette, artigianalità e ricerca delle tendenze

Spazio Vertice è la creatura del designer sardo che unisce artigianalità e ricerca delle tendenze del momento

Mauro Ballette

Mauro Ballette propone una slow fashion dove le linee classiche si arricchiscono di particolari raffinati e femminili e diventano capi ever green, abiti che superano la semestralità delle stagioni dei grandi brand.

Vertice, non come apice, ma come unione di due linee: artigianalità e ricerca delle tendenze del momento. È racchiuso in queste parole lo spirito con cui Mauro Ballette, trentaquattrenne originario di Oristano, ha battezzato lo Spazio Vertice, a Villanova, uno dei quattro centri storici di Cagliari, a un passo dai bastioni.

Designer con grandi competenze della filiera produttiva delle collezioni, Mauro ha iniziato la sua carriera al Politecnico di Milano dove si è laureato in design della moda e successivamente ha frequentato un anno di specializzazione in modellistica, nella formazione più tecnica degli abiti, all’Istituto Carlo Secoli. E come modellista ha lavorato per aziende produttrice di grandi brand dedicandosi in modo particolare a Burberry e a tutte le linee del marchio che per un anno lo hanno portato anche a Torino. Poi uno stage presso l’azienda che produce il designer libanese Zuhair Murad che dice «ha capi dove il pret-à-porter è molto vicino alla loro linea di alta moda» e un’esperienza lavorativa per un’azienda artigianale che produce collezioni di designer emergenti «un grande stimolo perché i nuovi creativi non hanno troppi paletti dettati dagli uffici commerciali, quindi costruiscono collezioni con forme, materiali e volumi molto particolari.»

E dopo quasi dieci anni nella capitale della moda, il ritorno in Sardegna di Mauro Ballette, prima a Oristano, dove per tre anni realizza capi su ordinazione e, successivamente, a Cagliari dove trova il suo nido, la sua creatura, il suo Spazio… Vertice. «Sono, come tutti credo, molto influenzato dall’ambiente in cui vivo e lavoro – racconta – Un luogo ti deve corrispondere, trasmettere benessere, calore e questo locale è stato per me un vero e proprio colpo di fulmine». Lo Spazio Vertice ha la tipica struttura degli space cagliaritani della zona: un grande locale, lungo, a forma di rettangolo con i soffitti alti a botte e a crociera con i mattoni a vista. Senza muri o divisioni degli spazi perché una parete di vetro separa invisibilmente la parte di esposizione e dal laboratorio, per trasmettere a chi entra, oltre a un senso di calore e di “casa”, quell’artigianalità che è il cuore del lavoro di Mauro, la sua continua ricerca.

La porta dello Spazio corrisponde alla vetrina e di notte, al buio, spiccano come fantasmi svolazzanti tra soffitto e pavimento, appesi a grucce, alcuni abiti, illuminati da intensi fasci di luce: un effetto quasi onirico.

«In quello che faccio mi porto dentro la Sardegna, quella che mi ha influenzato, che ho respirato e che mi ha fatto essere la persona che sono, con le scelte fatte. Non inserisco, e credo non lo farò mai, gli elementi riconoscibili della mia terra, – spiega Mauro Ballette parlando delle sue creazioni – non prenderò un elemento che si riconosce come “sardo” per metterlo all’interno di un mio capo. Voglio cercare di dare il più possibile la mia visione, l’influenza della mia Sardegna all’interno di Spazio Vertice.»

Mauro manda messaggi che le donne possono cogliere «Non mi dirigo verso un tipo di donna piuttosto che un’altra. Mi piace pensare che sia quella persona a trovarmi e a scegliere i miei capi.» L’abito diventa dunque una cornice e con questa visione lo stile di Studio Vertice è molto semplice, basico, senza eccessi. «Non amo i marchi dei brand sui tessuti – dice – e credo che lo stile di una persona sia riconoscibile dalle scelte che fa, da come mescola i capi. È così che una donna trasmette il proprio carattere, il proprio essere. Insomma, non ti devo dire, “questo è il mio completo, indossalo!”, sei tu che mixerai quello che hai nell’armadio.»

Nasce quindi, un po’ per necessità e un po’ per scelta  quella che Mauro chiama slow fashion , vale a dire capi che vivono per più dei sei mesi canonici delle stagioni dei grandi brand. «Perché una bella camicia o un bel pantalone con una buona vestibilità, dei buoni materiali, dettagli raffinati e comodo è un capo a cui ci si affeziona, che si porta volentieri e deve durare per anni.»

La camicia diventa uno dei pezzi forti delle collezioni di Spazio Vertice: classica, con il taglio pulito delle camicie da uomo, ma con piccoli dettagli come tasche, coulisse, bottoni che la fanno diventare femminile e particolare.

La moda Km zero è ormai diventata una realtà, ma in tempi di Covid pone interrogativi e incertezze: «Con il mio piccolo laboratorio non posso seguire i ritmi produttivi dei grandi marchi; oggi sto lavorando alla stagione invernale mentre loro a quella della primavera/estate e mi domando – si interroga Ballette – serve fare cose invernali o mi devo dedicare a quelle estive? Ha più senso proiettarsi in un futuro che scavalchi il Natale e il Capodanno?  Ovviamente mi piacerebbe ma devo guardare anche l’aspetto economico e commerciale.  Questa incertezza mette a chi ha un ritmo di lavoro come il mio, cioè a tanti artigiani, un grandissimo freno.»

Anna Maria Turra

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