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«Il Premio Costa Smeralda è un appuntamento culturale cui non si può mancare»

Mario Ferraro, vicepresidente del Consorzio: «Il successo della Costa Smeralda® viene dalla bellezza del posto, dalla sua storia, dalla tradizione culinaria sarda, dalla gente sarda che come nessun altro al mondo sa fare sentire a

Mario Ferraro

Mario Ferraro, vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda, è intervenuto a Milano alla presentazione ufficiale dell’edizione 2023 del premio letterario. Il Premio Costa Smeralda, che culminerà il 6 maggio con la cerimonia di premiazione a Porto Cervo, quest’anno apre ufficialmente la stagione turistica all’insegna della cultura, dell’ambiente e di tante novità. A dimostrazione che Costa Smeralda® è un brand a tutto tondo.

«Negli ultimi cinque anni abbiamo lavorato alacremente ad arricchire e differenziare l’offerta turistica della destinazione. Abbiamo fortemente voluto anche una componente culturale che la caratterizzasse e con il Premio Costa Smeralda abbiamo istituito un evento che inaugura la stagione turistica. Ci siamo avvalsi della collaborazione di un uomo di grande cultura che è Stefano Salis, il direttore del premio che lo ha lanciato, fatto crescere negli anni e siamo orgogliosi che oggi il premio si posizioni tra quelli più prestigiosi in Italia.»

L’anno scorso ha partecipato il Nobel Orhan Pamuk, quest’anno ci sarà Emanuel Carrère: grandi scrittori internazionali accanto a nomi importanti della letteratura italiana.

«Anche quest’anno abbiamo un parterre di grandissimi scrittori che partecipano nelle due categorie di Narrativa e Saggistica. Tutto ciò concorre a far diventare questo premio un appuntamento cui non si può mancare.»

Questo premio si incastona perfettamente in una nuova visione che la nuova sfera dei viaggiatori ricerca in una destinazione. Quindi quanta importanza può avere la cultura per il Consorzio Costa Smeralda?

«Oggi il viaggiatore ha esigenze diverse rispetto al passato. La partita non si gioca più soltanto sul prodotto, ma oggi bisogna costruire esperienze per i viaggiatori che includano componenti svariati. Quindi anche una destinazione come la Costa Smeralda® che vive di sole, di mare, di bellezze naturali, una componente culturale è estremamente importante perché fa sì che la destinazione si elevi, emerga da una funzione più effimera, che raggiunga una funzione di raccontare la cultura italiana e quella sarda.»

Il territorio gestito dal Consorzio ha la fortuna di poter inserire tra le opportunità di viaggio anche il turismo archeologico, aspetto molto ricercato dai viaggiatori, anche nell’ottica delle nuove città che stanno sorgendo in Arabia Saudita con una velocità impressionante, con investimenti altissimi e dove verrà accesa la fiamma della curiosità di tanti turisti. Però Costa Smeralda® ha molte marce in più.

«Il mondo è cambiato, si è evoluto: ci sono, rispetto a trent’anni, fa tantissime nuove destinazioni turistiche che competono con quelle storiche come la nostra. Ricordiamoci innanzitutto che il successo della destinazione Costa Smeralda® viene proprio dalla autenticità del nostro prodotto, che noi dobbiamo preservare perché è l’elemento di caratterizzazione, di differenziazione della nostra destinazione rispetto al resto del mondo. Detto questo però, a parte la sardità e la autenticità della Costa Smeralda®, oggi bisogna arricchire il prodotto anche con un’offerta complementare che possa soddisfare le aspettative, le esigenze molteplici della nostra clientela che viene da tutto il mondo. Per questo, per esempio, è importante che oltre all’offerta gastronomica sarda e di cucina italiana, ci siano anche brand internazionali della ristorazione come Zuma, come Nobu, come Novikov. È altrettanto importante avere un’offerta variegata di wellness. Però ripeto, il successo della Costa Smeralda® viene dalla bellezza del posto, dalla sua storia, dalla tradizione culinaria sarda, dalla gente sarda che come nessun altro al mondo sa fare sentire a casa gli ospiti che vengono a visitarci.»

Arianna Pinton

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