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Lina Wertmüller, la storia del cinema italiano

Se n’è andata all’età di 93 anni la regista di Pasqualino Settebellezze e di Travolti da un insolito destino

Lina Wertmüller

Due anni fa ricevette il Governors Awards, il massimo riconoscimento per la sua straordinaria carriera. Un premio meritato per un’autrice che seppe cambiare l’immagine del cinema italiano in meglio. Lina Wertmüller è scomparsa all’età di 93 anni, ma la sua impronta (e la sua stella nella walk of fame) resterà indelebile insieme ai suoi film. Ha preso tutta la luce del cinema dai più grandi, cominciando come aiuto regista di Federico Fellini ne La dolce vita. La sua prima produzione arriva proprio in quell’anno con I basilischi, grazie al quale vinse la Vela d’argento al festival di Locarno. La gente cominciò subito a intravedere il suo talento racconto dopo racconto. E quando si pensa a Lina Wertmüller viene subito associata a una delle coppie più conosciute del cinema italiano: Giancarlo Giannini e Mariangela Melato. Un tridente vincente che ha portato alla realizzazione di film importanti per l’epoca, da Mimì metallurgico ferito nell’onore, a Film d’amore e d’anarchia – Ovvero “Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza…”, fino a Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto. L’America riconobbe la sua energia, la sua intelligenza, e la sua incredibile ironia con Pasqualino settebellezze, che le permise di ottenere bene tre candidature agli Oscar, tra cui quello per la migliore regia. Fu la prima donna a ottenere un simile riconoscimento, e bisogna aspettare un bel po’ di anni (troppi a dire il vero) per ritrovare un’altra regista, Jane Campion, in quella cinquina.

Wertmüller e la Sardegna

La regista aveva un profondo legame con la Sardegna. La Costa Smeralda era una delle mete predilette, frequentata insieme alle persone con cui condivise alcune fasi importanti della sua vita. Ma tutta quest’isola entrò di diritto nel suo cuore, come dimostrando alcune sequenze divenute storiche di Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, ambientato nelle spiagge di Cala Luna e Cala Fuili, nel golfo di Orosei, e sulle magnifiche terre sabbiose di Capo Comino. Lo stesso capitò in Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico, girato nel 1986 in alcune zone della Gallura e di Oristano. Ma oltre al lavoro, c’era il relax, e la Sardegna era uno dei posti che più l’ha sostenuta nei momenti più gioiosi della sua carriera. Una terra che deve molto ai suoi film che sono riusciti a raggiungere ogni parte del mondo.

Pazienza e passione

«Ci vuole pazienza e passione», afferma Lina Wertmüller, dimenticandosi del ruolo fondamentale del suo talento lungo tutti questi anni. Il momento della consegna dell’Oscar (o Anna, come lei stessa ha più volte marcato facendo forza verso quei cambiamenti che il cinema deve adottare) mostra tutta la sua leggerezza che i suoi figli (i film) sono riusciti a trasmettere allo spettatore. Una donna senza freni, un’artista che non aveva paura di dire la sua su certi temi e su certi suoi colleghi. A volte in maniera decisa, altre in modo scherzoso, come a Isabella Rossellini vestita di viola durante la cerimonia di consegna. Un colore che posta sfortuna secondo la regista, ma che non ha minimamente influito sulla  sul suo carattere, permettendole di raggiungere delle vette prestigiose per un cineasta. Io speriamo che me la cavo. Lei, in verità, se l’è cavata alla grande.

Riccardo Lo Re

Lina Wertmüller, l’Oscar alla carriera

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