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Licia nel Paese delle meraviglie

Licia Colò visita con la sua troupe il Parco regionale di Porto Conte a caccia di ispirazioni

Licia Colò

Licia Colò visita il Parco regionale di Porto Conte: la famosa conduttrice a caccia d’ispirazioni si è aggirata con la sua troupe televisiva nell’estremo nord-ovest della Sardegna tra l’immensa distesa di paesaggi incontaminati.

Accompagnata dal direttore Mariano Mariani e da Vittorio Gazale, direttore del Parco dell’Asinara, per impostare, tra la vista mozzafiato sul mare e le varietà uniche di specie vegetali e animali, una nuova puntata televisiva. Felice e grata di essere stata coinvolta nell’operazione di liberazione delle 4 tartarughe caretta caretta, Licia Colò, classe ‘62, si trova a suo agio tra la folla mentre informa che le testuggini sono state equipaggiate con un trasmettitore per seguirne i movimenti  in modo da monitorarne la sopravvivenza.

Blogger, autrice, giornalista e divulgatrice ambientale Licia Colò si sposta nel Parco regionale di Porto Conte, istituito nel 1999, in una rara concentrazione di testimonianze archeologiche di grande interesse. Lungo la costa e nell’entroterra di Alghero è custodito un patrimonio ambientale unico di cinquemila ettari che, prevalentemente pianeggiante, costeggia il mare per 60 chilometri. Le sue spiagge si alternano a falesie a strapiombo, sotto vi è la laguna del Calich, sopra ci sono monte Doglia e baia di Porto Conte. Al suo interno include l’incanto delle punte Giglio e Cristallo, di Porticciolo e Cala Viola, le grotte di Capo Caccia e la foresta Le Prigionette, un tempo detta ‘dell’Arca di Noè’ perché vi sono stati introdotti, tra gli altri, daini, cavallini della Giara e asinelli bianchi. Numerosi sono gli itinerari che arrivano alle pendici del monte Timidone e Cala della Barca da dove si vede l’intera estensione del parco e il verde della macchia mediterranea.

È dentro Casa Gioiosa che troviamo il Museo della Memoria carceraria “G. Tomasiello”, l’ex colonia penale agricola di Tramariglio che, nelle vecchie celle dell’istituto penitenziario, è sede prestigiosa sia del Parco di Porto Conte che dell’Area marina protetta di Capo Caccia – Isola Piana.

Nel Parco del Piccolo Principe, che si presenta come un percorso interattivo con innumerevoli sezioni multimediali, vi è un tributo della città di Alghero a De Saint-Exupéry e alla sua più celebre opera. Visitando il museo, sembra quasi di rivivere l’incredibile semplicità di quella fortunata favola in cui lo scrittore affronta temi come amore e amicizia tra allegorie ed evocazioni. Ed è proprio dalle coste di Alghero che l’aviatore francese si librò in volo per l’ultima volta, diretto verso la Corsica a bordo del suo Lockheed P-38 Lightning, prima di scomparire.

Il parco ospita la mostra permanente del maestro Elio Pulli, pittore, scultore, ceramista e restauratore: l’artista contemporaneo sardo, apprezzato anche a livello internazionale, è il poliedrico creatore di dipinti, mobili e gioielli di pregio. Licia Colò si è soffermata ad apprezzarne le opere che, dedicate al testo del Piccolo Principe in una traduzione in stretto barbaricino di Luciano Goddi, hanno costituito un importante punto di incontro con un pubblico ormai sempre più cosmopolita che non rinuncia a quel Principe che continua a far sognare, trasformata nel titolo in Su prinzipeddu nostru, la storia si punteggia  di personaggi che sono sculture disseminate nella straordinaria natura del parco. Al cui interno, oltre ad ammirare le opere, in particolari circostanze, è possibile assistere come uditori o partecipare attivamente a dei percorsi artistici commentati dal maestro stesso: vere e proprie lezioni frontali en plein air durante le quali Elio Pulli condivide preziosi segreti del suo mestiere. «Spero che Licia Colò possa venire presto in visita anche nella mia galleria, dove è stato Vittorio Sgarbi – dice il maestro Pulli – con la troupe televisiva ha dimostrato una curiosità che mi ha colpito. Poi si è complimentata per la mia imminente laurea honoris causa che mi sarà consegnata dalla presidentessa del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati.»   

Il Museo immersivo “Teleia” è l’atro centro multimediale a tema marino: un “tuffo” virtuale nella profondità del microcosmo subacqueo che rappresenta una delle principali peculiarità di questo tratto di costa nota come “Riviera del corallo”. Appaiono fondali dove osservare fauna e flora è l’esperienza sensoriale totalizzante data dall’emanazione di aromi salmastri tipici della vita sottomarina. Accompagna la colonna sonora originale composta dal musicista algherese Fabio Mariano.

«Con Licia Colò ci siamo confrontati sull’importanza dei luoghi per una nuova sensibilità verso l’ambiente, -spiega il direttore del parco Mariano Mariani – non solo aule didattiche come incubatori della conoscenza, ma percorsi specifici di valorizzazione delle aree protette e delle eccellenze di un territorio straordinariamente ricco nella sua unicità».

Anna Maria Turra

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