Home / Stili di Vita  / Arte-Cultura  / L’estate di Joe, Liz e Richard, la storia di un Boom! mancato

L’estate di Joe, Liz e Richard, la storia di un Boom! mancato

Presentato alla Festa del Cinema di Roma, il documentario di Sergio Naitza ripercorre le vicende del film La scogliera dei desideri

Il cinema non è una scienza esatta, nel bene e – in molti casi – nel male. È davvero complicato stabilire il successo di un film ma l’unico vero indicatore è senza dubbio il tempo. Lo dimostra proprio il caso del film documentario di Sergio Naitza Lestate di Joe, Liz e Richard. Un racconto che cerca di analizzare uno dei casi più incredibili mai avvenuti della storia del cinema. Un film destinato al trionfo ma per molti anni rimasto nell’oblio. La scogliera dei desideri, (Boom! In lingua inglese) è stato prodotto dalla Universal e girato nel 1967 in uno dei luoghi più suggestivi della Sardegna: l’area di Capo Caccia nei pressi di Alghero. Il budget eguagliava i grandi kolossal americani e il cast era di alto livello vista la presenza di Elizabeth Taylor e Richard Burton, diretto da Joseph Losey partendo da una sceneggiatura di Tennessee Williams.

C’erano dunque tutti gli ingredienti per garantirsi un posto tra i cult del cinema moderno. Ma il botteghino decretò un’altra sorte massacrato anche dalla critica americana. Il regista Sergio Naitza ha dunque cercato delle risposte a questo dilemma trovandole «nei piccoli e grandi dettagli, molti inediti, che affiorano dallintrigante ritorno su quel set, nella scogliera di Capo Caccia, dove abbiamo ricomposto le tessere di un puzzle complesso e sorprendente, ricostruendo le memorie e gli aneddoti dei protagonisti superstiti, intrecciate ai ricordi della gente del posto che fu coinvolta nella lavorazione del film».

La storia

Boom! si basava sul testo teatrale The milk train doesnt stop here anymore che racconta le vicende di Mrs Goforth, una ricca vedova con il volto di Elizabeth Taylor che si trova a vivere in una villa con uno sguardo sul mare, in precarie condizioni di salute. Da lì instaurerà un rapporto controverso con Richard Burton nelle vesti de Langelo della morte”, un poeta vagabondo che accetterà di stare in sua compagnia. Una storia che già all’epoca trattava dei temi di grande attualità dato che descriveva la condizione della borghesia vicina alla sconfitta. Un aspetto che fortunatamente è stato valorizzato negli anni da critici e registi che ho hanno inserito tra i film iconici del suo tempo.

Attraverso immagini di repertorio e foto di scena Lestate di Joe, Liz e Richard si serve delle dichiarazioni di autori della scena indipendente come John Waters e lattrice Joanna Shimkus, moglie di Sidney Poitier. Spazio, inoltre, al gioielliere Gianni Bulgari che racconta il rapporto di Liz Taylor con i gioielli e alla testimonianza della moglie del regista Patricia Losey. Il tutto è però legato dalla presenza di un gruppo di turisti stranieri guidato da Giulia Naitza alla scoperta di Capo Caccia. Una terra rimasta nel cuore degli algheresi, e dei cultori del cinema hollywoodiano.

Riccardo Lo Re

[aps-counter]