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La Sardegna e il cinema, un legame indissolubile

Dalle grandi produzioni internazionali ai piccoli festival con la presenza dei grandi autori dell’animazione

sardegna cinema

Dieci anni non si dimenticano, e la Sardegna Film Commission lo sa bene. Una doppia cifra che coincide con i successi ottenuti con delle opere di straordinario valore. Tutti ricordano il film Bellas Mariposas di Salvatore Mereu, presentato in occasione alla 69esima Mostra del cinema di Venezia, e da qui è cominciato un percorso che ha permesso ai grandi autori isolani (dallo stesso Mereu a Bonifacio Angius) di esprimersi attraverso l’arte. Da Luomo che comprò la Luna di Paolo Zucca ad Ariaferma di Leonardo Di Costanzo, la Sardegna è diventata la terra del sogno da proiettare sul grande schermo. Un’isola che è stata persino d’ispirazione per il mondo hollywoodiano. In passato si è raccontato del legame con la prima regista a essere stata nominata agli Oscar Lina Wertmüller, o dell’incredibile storia del film Boom! a Capo Caccia, raccontato dal documentario di Sergio Naitza Lestate di Joe, Liz e Richard. Ma c’è molto presente tra le produzioni a stelle e strisce, vista l’imminente uscita de La Sirenetta ambientata a Santa Teresa di Gallura, Castelsardo e Golfo Aranci.

Piccoli festival di grande valore

Oltre alla parte produttiva la Sardegna sa davvero offrire dei luoghi di aggregazione straordinari. Non c’è cinema senza il cinema (perdona la ripetizione). Ma di fatto la sala è l’unica esperienza possibile per immergersi nelle storie più autentiche. Si pensi al festival di Tavolara, unico nel suo genere dove si ha l’occasione di vedere film sotto il cielo dell’isola del Mediterraneo. E che dire del Filming Italy Sardegna Festival, con le ultime tendenze del momento. O al Figari International Short Film Fest a Golfo Aranci dedicata al cinema indipendente.

Il bello di stare in Sardegna è che ogni mese è un’occasione di scoperta. Una delle ultime è stata l’edizione 2022 del Sardinia Film Festival di Alghero incentrato sul meglio dell’animazione internazionale. Il mese scorso si è tenuta la cerimonia di premiazione dove a spiccare è stato My tiger di Jean Jean Arnoux che ottiene sia Gran Premio e il riconoscimento speciale Edison. Per il miglior lungometraggio è stato Florence Miailhe, in concorso con il film The crossing, ad aggiudicarsi il premio principale, mentre Michele Fasano con il suo Metamorphosys si è aggiudicato la menzione speciale assegnata dalla giuria di qualità per i valori etici dimostrati attraverso questo racconto. Per quanto riguarda il Premio Fabrizio Bellocchio (consegnato allopera che più si contraddistingue per il suo messaggio sociale), a vincere sono stati il corto Grannys sexual life di Urška Djukić e il film Flee di Jonas Poher Rasmussen.

Riccardo Lo Re

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