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Inaugurato a Olbia il memoriale per le vittime dell’alluvione

A dieci anni dalla terribile tragedia che spezzò la vita di nove persone sono stati installati nove monoliti sul lungomare cittadino

Olbia

Una cerimonia emozionante perché in un modo e nell’altro ha toccato tutti. Perché quando un evento straordinario come il Ciclone Cleopatra spezza la vita di nove persone, parenti, amici, vicini di casa o semplici conoscenti allora è necessario coltivare la memoria. E così che Olbia non dimentica, rinnovando ogni 18 novembre il ricordo delle vittime di quell’alluvione. Oggi a distanza di dieci anni è stato inaugurato sul nuovo lungomare cittadino un memoriale che possa ricordare a tutti anche alle future generazioni quanto accaduto quella terribile notte. Nove monoliti di granito sono stati installati sul posto del lungomare in via Escrivà.

La cerimonia di inaugurazione si è celebrata sabato scorso alla presenza delle autorità civili e militari e di Monsignor Sebastiano Sanguinetti, già vescovo della Diocesi di Tempio Ampurias che ha officiato la funzione religiosa davanti alle autorità civili e militati oltreché della cittadinanza: «Con tanta emozione ci troviamo qui a ricordare le vittime di quella tragedia, – ha affermato durante l’omelia Sanguinetti- che ha lasciato una ferita aperta nella città, ma ha mostrato anche il volto solidale degli olbiesi e dei tantissimi volontari che lavorarono per alimentare la speranza di futuro». Le pietre sono state selezionate dall’artista-sculture Nicola Filia che ha scelto nove blocchi di granito donati da una realtà imprenditoriale del territorio.

«La scelta di lasciare grezze le pietre senza lavorarle deriva dal fatto di rispettare questi scarti di pietra così come li ho trovati – ha spiegato Filia – . Lo stesso salmo 118 recita: “la pietra di scarto diverrà pietra dangolo”. A breve presenteremo il documentario della realizzazione del monumento, e la spiegazione dellopera a tutta la cittadinanza». Presente alla cerimonia anche il primo cittadino di Olbia, Settimo Nizzi che ha dichiarato: «La città non deve dimenticare e non dimenticherà, il monumento che stiamo realizzando è un’opera a futura memoria, perché drammi del genere non si ripetano». Due delle opere realizzate sono più piccole nel ricordo di Morgana di 2 anni, morta con la madre Patrizia Corona di 42anni, travolte nella loro auto da un canale in piena, e un’altra per Enrico Mazzoccu, di 3 anni, travolto con il padre Francesco mentre cercavano di mettersi in salvo. Gli altri blocchi rappresentano Anna Ragnedda di 83 anni, annegata nella sua casa in via Lazio, così come Maria Massa, 88 anni, in via Romania. E per Bruno Fiore, 68 anni e sua moglie Sebastiana Brundu, 61 anni, insieme con Maria Loriga, 54 anni, precipitati dentro una voragine sulla strada provinciale 38. Presenti anche le figlie della signora Ragnedda che chiedono ancora giustizia per quanto successo alla madre.

Davide Mosca

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