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In aeroporto una mostra sull’Olbia greca

Tra anfore, video e pannelli: l'esposizione allestita al Costa Smeralda racconta il periodo greco della città

Lo dicevano alcune fonti antiche. E soprattutto lo suggeriva l’origine greca del nome, Olbia, che significa prospera, felice. Ma della presenza dei greci in città, fino a pochi anni fa, non era mai stata trovata nessuna traccia materiale. Tutto questo fino a quando dal sottosuolo del centro storico sono cominciate a emergere le prime anfore e le prime statuine. Insomma, sul fatto che Olbia sia stata una città greca, tra l’altro l’unica in Sardegna, adesso non ci sono più dubbi. E così è stata anche allestita una affascinante mostra che ne racconta la storia e le tappe fondamentali. È stata inaugurata all’Artport Gallery, lo spazio espositivo dell’aeroporto Costa Smeralda, e sarà visitabile fino all’8 aprile. Un affascinante viaggio, tra antichi reperti, video e pannelli informativi, promosso dalla Geasar, cioè la società che gestisce lo scalo olbiese, insieme alla Soprintendenza e al Comune.

Olbia è stata greca dal 630 al 510 avanti Cristo. Prima ancora era stata fenicia, mentre subito dopo sono arrivati i cartaginesi, che avevano addirittura fortificato la città innalzando una cinta muraria, e poi ancora i romani, che avevano dotato Olbia di templi, terme e domus.

La mostra allestita in aeroporto, e che si intitola semplicemente Olbia greca, si concentra così su uno dei periodi più antichi della storia cittadina.

«Negli ultimi anni il sottosuolo ha riscritto la storia di Olbia. Fino a poco tempo fa si pensava infatti che la città fosse nata con i cartaginesi – spiega l’archeologo Rubens D’Oriano, funzionario della Soprintendenza appena andato in pensione -. Invece Olbia è nata con i fenici verso il 770 avanti Cristo. Poi sono subentrati i greci della città di Focea. Questo è un fatto che ha delle logiche che riguardano l’intero Mediterraneo. Perché ciò che è accaduto qui ha avuto origine nel cuore del vicino Oriente, quando l’impero degli Assiri ha messo in moto un meccanismo di perturbazioni a danno dei fenici e delle città greche dell’Asia Minore. Gli abitanti di Focea hanno quindi dovuto cercare altri sbocchi oltremare: in Sardegna, qui a Olbia, e nel sud della Francia».

All’inaugurazione della mostra, curata da Maria Assunta Fodde, responsabile dello spazio espositivo dell’aeroporto, hanno partecipato Silvio Pippobello, amministratore delegato della Geasar, il sindaco Settimo Nizzi e altri due funzionari della Soprintendenza, Francesco Carrera e Gabriella Gasperetti. L’esposizione si può ammirare tra le mura dell’Artport Gallery, al primo piano dell’aerostazione, ogni giorno dalle 9 alle 21.

Dario Budroni

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