Home / Dintorni/Attualità  / Il Museo Archeologico Nazionale “G.A. Sanna” nella Rete Nazionale dei Menhir

Il Museo Archeologico Nazionale “G.A. Sanna” nella Rete Nazionale dei Menhir

La cerimonia si è tenuta al Cineteatro “De André” di Laconi alla presenza dei principali rappresentanti delle istituzioni

Rete Nazionale dei Menhir

Buone notizie dal settore dell’archeologia e del turismo. Il Museo Archeologico Nazionale di Sassari Giovanni Antonio Sanna” è entrato a far parte della Rete Nazionale dei Musei delle Statue Stele/Menhir.  Si tratta ovviamente di un punto di partenza fondamentale per sviluppare un programma condiviso e consolidare allo stesso tempo i rapporti tra le varie istituzioni museali del Paese. Ma la direzione è comunque tracciata e sta portando moltissime realtà del territorio a unire le forze in un progetto comune nel rispetto dei valori e delle tradizioni. Il museo sassarese ha infatti dalla sua parte una storia che riprende l’intero arco “narrativo” dalla civiltà umana.

Le sue collezioni sono davvero un punto di riferimento per la cultura in Sardegna, ma è stato scelto dalla Rete nazionale perché custodisce la Genna Arrèle I, la prima statua menhir ritrovata a Laconi, nonché uno dei simboli dell’archeologia preistorica in tutto il suo spessore insieme alle statue menhir rinvenute nella tomba di Giganti di Aiòdda a Nurallào.

Proprio in virtù di questo patrimonio (senza contare di tutti gli oggetti che vanno dal Paleolitico fino all’Età Moderna), il Museo archeologico Sanna di Sassari è entrato di diritto nella Rete nazionale dei Musei delle Statue Stele/Menhir. Un’associazione che ha cominciato a germogliare dal 2017, durante il convegno Le stele degli altri”. La promozione della cultura dei musei legati alla preistoria ha preso piede fino alla fondazione, nel Giugno 2018, della Rete nazionale con il supporto dei Comuni di Pontremoli, La Spezia, Aosta, Riva del Garda, Bovino, e delle organizzazioni come la Rete sarda dei Musei e dei luoghi delle Statue Menhir e della Regione Sardegna.

Dopodiché il gruppo non solo è cresciuto ma è riuscito a porre l’attenzione di questo fenomeno storico al maggior numero di visitatori, puntando a un pubblico vasto e variegato. Ma ciò davvero emerge con questa associazione è saper legare insieme tutti i tasselli riconoscendo una preistoria tutta italiana che è stata influenzata dalle dinamiche culturali europee continentali e mediterranee, oltre a quelle nordafricane e mediorientali.

Riccardo Lo Re

[aps-counter]