Home / Stili di Vita  / Benessere & Sostenibilità  / Il muflone sardo: in viaggio sulle sue orme

Il muflone sardo: in viaggio sulle sue orme

Fino a qualche anno fa era a rischio di estinzione, mentre adesso si sta progressivamente riprendendo. E oggi è possibile ammirarlo mentre si aggira tra rocce e dirupi

muflone

Il muflone è considerato, a buona ragione e in tutta l’isola, l’animale simbolo della Sardegna. Il muflone sardo è una delle numerose specie autoctone dell’Isola. Proprio per il rischio di estinzione sfiorato negli anni Settanta a causa del bracconaggio, degli incendi e della concorrenza degli allevamenti zootecnici, oggi è ancora specie protetta ed è stato progressivamente reintrodotto a partire dalla fine degli anni Novanta.

È un animale sociale, vive abitualmente in branchi di varia consistenza, da quattro o cinque individui fino a una ventina. Si nutre di piante erbacee dei prati montani, ma non disdegna le fronde di alberi e arbusti. Il suo habitat classico è costituito dai pendii dei monti del Gennargentu, dai mille ai milleottocento metri di altitudine, ma ormai è presente in pianta stabile in molte zone della Sardegna. Principalmente Ogliastra, Monte Tonneri, Gennargentu, Supramonte, Monte Albo, Capo Figari, l’Asinara e sui Monti del Limbara. Qui ha trovato il suo habitat naturale e la possibilità di potersi riprodurre senza il pericolo di essere cacciato.

Da dove arriva il muflone sardo?

Il muflone (Ovis musimon) è un mammifero della famiglia dei Bovidi (sottofamiglia dei Caprini) ed è una specie autoctona della Sardegna e della Corsica. Solo in seguito è stato introdotto in varie località dell’Europa e del mondo. Dal punto di vista genetico è considerato il discendente di una pecora rinselvatichita, e si ignora quali fossero i suoi progenitori.

Probabilmente in epoca protostorica è stato portato in queste isole dal vicino Oriente.

Caratteristiche fisiche

Nel muflone sardo-corso il maschio ha una corporatura più grande e robusta rispetto alla femmina. Ha grosse corna revolute che danno all’animale un aspetto possente. Esse si accrescono per tutta la vita fino a diventare, negli esemplari più vecchi, molto appariscenti e maestose. Il colore del mantello e rossiccio, più scuro nella metà anteriore, e con due ampie macchie chiare sul fianco.

La femmina ha invece un aspetto più elegante e longilineo. Il colore del mantello è più uniforme e di un rossiccio più chiaro. Entrambi hanno la parte ventrale e posteriore del mantello di colore bianco. Il pelo, corto e raso nella buona stagione, diventa più lungo e folto in quella invernale.

Dove vedere il muflone sardo

Il muflone sardo potrebbe essere un piacevole avvistamento durante diverse escursioni in Sardegna. In particolare, le escursioni consigliate sono tre:

Escursioni da Golfo Aranci

Questo è un punto di partenza privilegiato per spostarsi verso Capo Figari e verso l’interno della Sardegna. Questa escursione è consigliata se volete immergervi per davvero nella natura della Sardegna, come nel cosiddetto “Canyon dei mufloni”, dove è possibile proprio avvistare esemplari di questa specie animale. In questa zona, consigliamo di vedere il Vecchio semaforo: questo è il nome della terrazza di un’antica fortezza da cui si potrà ammirare la costa della Maddalena.

Trenino verde di Arbatax

159 chilometri di ferrovia che, da Arbatax a Mandas, attraversa in pratica tutto il Gennargentu. Si visiteranno luoghi incantati, in una natura incontaminata, a bordo di treni che dalla fine del 1800 fanno il percorso a scartamento ridotto più lungo d’Europa.

L’Asinara:

L’isola è facilmente raggiungibile con partenza da Porto Torres.

Sibilla Panfili

[aps-counter]