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I nuraghi sognano l’Unesco. E Arzachena è in prima fila

La campagna che punta a far inserire i siti nuragici nella lista dei patrimoni dell’umanità ha fatto tappa a Porto Cervo

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La Sardegna ci crede. I nuraghi hanno tutte le carte in regola per essere inseriti nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco. E così, nei giorni scorsi, è stato il borgo di Porto Cervo a ospitare una delle tappe della campagna Sardegna verso l’Unesco. Nella meravigliosa terrazza dello Yacht Club Costa Smeralda, davanti ai maxi yacht e alle stupende barche a vela, il Comune di Arzachena, con il sindaco Roberto Ragnedda, ha illustrato l’importanza di questa battaglia insieme ai promotori dell’iniziativa e a una testimonial d’eccezione: la giornalista e divulgatrice Donatella Bianchi.

Arzachena e l’archeologia

Non è un caso se il Comune di Arzachena ha scelto proprio il borgo di Porto Cervo per ribadire l’importanza della campagna che punta a far riconoscere i nuraghi di tutta la Sardegna come siti Unesco. «L’idea del principe Aga Khan era quella di valorizzare tutta la Gallura, e quindi anche l’entroterra, partendo proprio dalla Costa Smeralda» spiega il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda. L’iter per il riconoscimento è partito diversi mesi fa e, al momento, si spera di vedere la Sardegna ammessa all’interno della tentative list, forse già a settembre. Dopodiché partirà un secondo iter per il riconoscimento definitivo. 

Un lungo e complicato percorso che in Sardegna è stato condiviso praticamente da tutti: 360 Comuni, Regione, università, associazioni e imprese. E non poteva certo mancare il Comune di Arzachena, che nel suo territorio ospita alcuni dei siti nuragici più importanti in assoluto, tra cui il complesso La Prisgiona e la tomba dei giganti di Coddu ‘Ecchju.

«Nel 2019 i nostri monumenti sono stati visitati da 170mila persone – dice il sindaco Ragnedda -. Ma l’obiettivo è andare ancora oltre e valorizzare ulteriormente il nostro patrimonio. Per questo crediamo fortemente in questa iniziativa». A pensarla allo stesso modo è  Valentina Geromino, assessora comunale alla Cultura: «Abbiamo aderito fin da subito a questa iniziativa. Quello di Arzachena è un territorio di grande importanza sia per numero di siti che per la stretta correlazione tra archeologia e storia comunale».

La Sardegna e l’Unesco

Presente a Porto Cervo anche Donatella Bianchi, la popolare giornalista, divulgatrice e presidente del Wwf Italia. «Io sono coordinatrice del sito Unesco delle Cinque terre. E vedo le grandi opportunità che può offrire un sito di questo tipo – spiega -. La Sardegna è compatta nell’affrontare questa battaglia. Ritrovarsi attorno a una identità ancestrale, in una regione così legata alle proprie radici, è davvero bello. La grande sfida è potenziare l’offerta, valorizzare ciò che ancora non è conosciuto e richiamare un turismo nuovo». Fiducioso Michele Cossa, consigliere regionale e presidente dell’associazione Sardegna verso l’Unesco. «Uno degli obiettivi della nostra iniziativa è quello di fare della Sardegna una terra attrattiva tutto l’anno grazie alle sue ricchezze – dice Cossa -. Il percorso è lungo, ma un primo risultato l’abbiamo ottenuto: la piena consapevolezza di tutta l’isola del proprio patrimonio». Sulla stessa linea Giovanni Pileri, pure lui uno dei promotori della campagna: «Dobbiamo proiettare la Sardegna nel circuito internazionale di quei vacanzieri che viaggiano alla scoperta dell’enogastronomia, degli eventi sportivi e, dunque, dell’archeologia».

Dario Budroni

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