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Gli NFT, Non Fungible Token, sono ormai parte della realtà

Guidati da Andrea Concas, capiamo il legame tra il fenomeno crescente della Crypto Arte e il mercato

NFT

Si chiama Andrea Concas, è di Cagliari, CEO e Founder di Art Backers, imprenditore ed esperto del legame tra Arte, Innovazione e Tecnologia che da New York a Milano in questi giorni sta diffondendo i parametri di nuovo mondo.

Si tratta della Crypto Arte e nel libro CRYPTO ART – Begins edito da Rizzoli Italia e New York si racconta dell’entusiasmante movimento della Crypto Arte con la storia e le opere di 50 crypto artisti che alla nascita di questo movimento hanno concretamente contribuito.

Andrea Concas, in occasione della presentazione del libro al MEET Digital Culture Center di Milano, spiega il contesto e come questo libro possa stare indifferentemente nelle biblioteche e nel Metaverso. Lo definisce phygital, perché è ponte tra strumento museale e di validazione di un percorso artistico, di un artista o di un movimento, e insieme esperienza digitale.

Il libro CRYPTO ART – Begins – approfondisce il tema degli NFT e, per la prima volta, porta l’attenzione sul movimento della crypto arte attraverso un testo che rappresenta l’innovazione nell’editoria grazie al web3.

Quindi la crypto arte non è il nemico?

AC: Anzi. Così come Michelangelo andava a cercare il marmo più adatto per le sue sculture, oggi l’artista percepisce soluzioni tecnologiche dietro alla propria attività artistica, intercetta nuovi meccanismi, ne nasce addirittura un nuovo modo di “fare arte”. E questa pratica dirompe investendo non solo gli artisti ma l’intero Sistema dell’arte. Negli anni Settanta Lawrence Alloway, critico d’arte e curatore del Guggenheim Museum, ha teorizzato il sistema dell’arte come quell’insieme di persone, curatori o professionisti, che concorrono alla creazione di valore culturale ed economico dell’opera d’arte. Nel libro CRYPTO ART – Begins si inizia a teorizzare il “Sistema Crypto Arte”, dove si comprendono quali siano gli operatori, quali fattori determinano il successo o l’insuccesso, sia culturale che economico di queste persone e vediamo tre player principali: Artista, Community e il Marketplace. La Community è la chiave: nel mondo tradizionale dell’arte lo spazio riservato al pubblico è sempre stato marginale, mentre ci sono studi che dimostrano come il successo di un artista possa essere determinato da passi prestabiliti, gallerie, passaggi in asta. Nel mondo della Crypto Arte e nel suo sistema, invece, è una comunità intera a supportare il meccanismo. Come? Collezionando opere, partecipando, parlando quotidianamente sulla rete, assumendo un ruolo sociale nel percorso della crypto arte e dell’artista che, dall’altro lato, decide di utilizzare questi strumenti tecnologici, smart contract e metaversi, iniziando a ragionare sull’utilizzo del suo lavoro a partire proprio dalla creazione.

Ne deriva una nuova forma di progettazione artistica. Diversa, perché coinvolge anche la distribuzione più ampia dell’opera e dei suoi contenuti. E infine i marketplace, cioè piattaforme digitali dove acquistare e scambiare le opere NFT. Ognuna di esse ha delle caratteristiche, un pubblico proprio, un modello che richiama l’attenzione di diversi artisti. Così, ecco che essere su una piattaforma o su un’altra può determinare, se non il successo, quanto meno la possibilità per le opere di questi artisti di essere vendute o scambiate. Riesco a farvi vedere il nuovo sistema di cui oggi noi tutti possiamo essere pionieri?

Il mondo tradizionale dell’arte è stato travolto da questo fenomeno su cui non si è ancora espresso totalmente, ma il mondo della crypto arte ha già le sue regole. Alcune certo vanno ancora scritte, definite e condivise, la partita è ancora tutta da giocare.

L’arte digitale esiste già dagli anni Sessanta, poi tutti noi abbiamo scoperto l’esistenza degli NFT a seguito della grande vendita del 2021 di Everydays di Beeple, battuta all’asta da Christie’s in un’escalation di rilanci ha raggiunto i 69,3 milioni di dollari. Da qui si è generato l’effetto valanga nei media tradizionali portando alla ribalta della scena artistica planetaria Beeple, di fatto un direttore artistico, e l’acronimo NFT Non Fungible Token.

Ma se è evidente che il mercato NFT è ancora in divenire e dovrà attraversare un cambiamento di paradigma ulteriore che porterà i progetti che creano maggiori utilities per le loro community ad essere i più costosi, questo è un orizzonte, non un fattore di mercato?

AC: Anche, ma insisto sul valore che la Crypto Arte può veicolare. Non dobbiamo incorrere nell’errore di pensare che tutti gli NFT siano arte, nient’affatto.

Ogni NFT è uno smart contract: è la possibilità di associare a un bene digitale sia esso un jpg o un video, o qualsiasi altra azione o benefit che puoi dare a questo strumento, in un sistema condiviso quindi basato su database distribuiti, ossia la tecnologia Blockchain. L’informazione non risiede in un unico computer ma in diversi sparsi nel mondo, il che permette di avere una trasparenza e una condivisione partecipata dello stesso bene. E in questo libro nato dall’interesse dimostrato da Rizzoli Italia e Rizzoli New York, il più grande editore al mondo, l’idea dominante è spiegare sia la storia che la visione: in una parola la ricerca degli artisti quando iniziano ad aderire alla nuova realtà della crypto arte.

Più che di mercato si tratta di un sistema, di cui il mercato è solo un aspetto, è un percorso che vogliamo illuminare. Il libro, nato su idea e progetto di The NFT Magazine, ci ha visti impegnati con la curatrice Eleonora Brizi nel cercare di aprire questioni e, attraverso la selezione di 50 crypto artisti, di spiegare il velocissimo flusso della crypto arte degli ultimi anni. È un movimento che ha un sistema valoriale, dietro a progetti in cui visioni ed avventure si stratificano in sperimentazioni.

Grazie alla multidisciplinarietà del digitale, gli artisti collaborano tra loro, creando in tempo reale un fenomeno inarrestabile dove le varie parti interagiscono, visivo e musicale si alternano, la distribuzione rende possibile il collezionismo. Dentro la community si consegna la possibilità agli artisti di fare gli artisti. Il che non è poco. Spesso il business plan di un professionista, in un percorso tra gallerie ed aste, collassa sotto il peso dei costi di gestione.

Perché allora è importante questo libro che non parla di mercato, ma di artisti e del loro approccio?

AC: Per gli artisti come per le istituzioni culturali, si accede a una dimensione di potere trasversale codificata dall’ingresso incrementale di nuovi player, intenzionati ad entrare nel settore crypto rendendolo sempre più lo spaccato di quella realtà che va approcciata e compresa fino in fondo.

Un esempio interessante sono le case di moda come Gucci, Louis Vuitton, Prada, che hanno incominciato a creare progetti web3 collaborando con tanti artisti, dando vita a connessioni plurime sotto diversi punti di contatto, tra cui i metaversi.

Anna Maria Turra

Credits

  • photo Luigi Corda

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