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Glamping, relax nelle terre selvagge

Il glamping unisce il fascino del camping con un pizzico di glamour ed è un modo alternativo di vivere il campeggio all’aria aperta

Glamping

Esistono diversi modi di vivere le vacanze. C’è chi vuole solo rilassarsi e sfuggire allo stress della routine quotidiana, magari riparandosi all’ombra di una palma tropicale mentre sorseggia l’aperitivo da una noce di cocco. Altri preferiscono lasciarsi alle spalle il grigiore cittadino, immergendosi invece nella natura selvaggia, dormendo ogni sera sotto un tetto di stelle e scoprendo il brivido del trekking in luoghi esotici. E poi c’è chi vuole entrambe le cose e fa glamping.

Nonostante il neologismo sia di recente invenzione, il glamping come stile vacanziero era già molto in voga nell’Inghilterra dell’Ottocento, quando i medici consigliavano ai propri pazienti di “prendere aria” lontano dall’inquinamento delle grandi città. Oggi, invece, il glamping unisce il fascino del camping con un pizzico di glamour ed è di sicuro un modo alternativo e senza compromessi di vivere il campeggio all’aria aperta, a metà tra la moda e lo stile di vita, rivolto quindi a persone che sognano si l’avventura, ma che per questo non vogliono rinunciare al lusso e alle comodità di un hotel a cinque stelle, anche in mezzo alla natura incontaminata.

Quanto incontaminata? Quanto l’Amazzonia o il deserto del Sahara! Tra le innumerevoli proposte disponibili è infatti possibile alloggiare sia nella foresta pluviale – e sperimentare così il brivido di dormire tra i suoni e rumori della giungla – sia in mezzo alle dune dorate del Marocco, affidandosi alle diverse compagnie specializzate, come la Rainforest Cruises. E una volta concluse le emozionanti giornate non c’è niente di meglio che rilassarsi con i molteplici servizi di cui gli alloggi dispongono.

Si, perché chi fa glamping non alloggia in una tenda qualunque e le protagoniste non sono certo solo semplici canadesi, ma anche fiabesche casette sugli alberi con wi-fi e bagno doccia privato, yurta e bungalow super accessoriati, il tutto a chilometri di distanza dal primo centro abitato. L’eventuale presenza di piscine, ristoranti gourmet e guide turistiche private per le eventuali escursioni contribuiscono a rendere l’esperienza open air davvero non la solita “gita in montagna”.

E anche l’Italia non è estranea al richiamo del campeggio di lusso: Amazzonia, Sahara, Nepal sono di certo mete ambitissime, così come lo sono il Trentino e la Sardegna.

Ma nel caso sognaste l’avventura e non voleste affidarvi a qualche agenzia in particolare, niente paura! Nella sua recente collezione menswear autunno/inverno 2020 – curata dal designer Virgil Abloh – Louis Vuitton ha presentato anche una lussuosissima tenda biposto, impermeabile e decorata con l’iconico marchio Monogram, per un campeggio chic all’insegna dello stile. Dovrete solo scegliere l’itinerario!

Il successo del glamping, in ascesa dal 2005, non sembra destinato a fermarsi nemmeno con la recente pandemia di Covid-19, anzi il distanziamento sociale concesso dai grandi spazi verdi, il comfort e la privacy sono un incentivo in più per preferire, a livello locale, la tenda all’hotel o al resort turistico. E non solo per il relax post pandemia, ma anche per mantenere un approccio eco friendly durante i soggiorni: tende, yurta o bungalow permettono infatti un basso impatto sull’ecosistema, nel rispetto dei luoghi e dell’ambiente.

“Sognare di poterlo fare”, questo è il glamping: relax into the wild, per vivere il brivido delle terre selvagge lontano dal logorio dell’ufficio. Sorseggiando l’aperitivo da una noce di cocco.

Francesco Di Nuzzo

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