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Gambero Rosso 2021, premiati cinque ristoranti sardi

L’edizione 2021 vede 5 ristoranti dell’isola ottenere due forchette. Tra le trattorie, Gambero Rosso premia Armidda di Abbasanta

Gambero Rosso 2021 ristoranti sardi

Vini. Pizzerie. E ora, i ristoranti migliori d’Italia. Gambero Rosso ha ufficializzato chi entrerà nella guida più famosa del nostro Paese, con la Sardegna a prendersi il ruolo di protagonista.

Come per la guida delle pizzerie e dei vini, è stata una scelta ardua, visto il momento storico che stanno passando da marzo. E in un contesto di crisi come questa, la vera grande sfida dei ristoranti italiani è stato di tenere alte le saracinesche dei propri locali. Definirla un’impresa è in un certo senso riduttivo. Le norme per limitare gli spostamenti e gli assembramenti nei luoghi chiusi hanno purtroppo messo i clienti nella difficile condizione di rinunciare a un momento di stacco dalla routine quotidiana. Perché entrare in un ristorante vuol dire proprio questo: lasciarsi alle spalle il peso della giornata, per poi trascinarsi in un mondo fatto di sapori locali, o, perché no, internazionali, come prevede la cucina fusion.

La guida Ristoranti d’Italia 2021

Sono 2650 i ristoranti inclusi nella guida Ristoranti d’Italia 2021, che, giunto alla 31° edizione, rappresenta un manuale che scava a fondo nella cultura gastronomica italiana. Anche in questo caso, si è deciso di lasciare da parte la sana competizione. Per questa edizione i voti perdono di significato, per le ragioni già esposte. Questo 2020 è l’anno dell’inclusione e della sinergia. E tutti i ristoranti sparsi tra le regioni hanno di fronte lo stesso obiettivo, che c’entra poco con la classifica o con i punteggi. A rimanere intatti sono i simboli (Forchette, Gamberi, Bottiglie, Mappamondi…) che certificano la qualità dei locali a seconda del numero assegnato.

Tre gamberi ad Armidda di Abbasanta

Spazio dunque ai ristoranti che in questo momento hanno resistito e hanno avuto la capacità di rinnovarsi, attraverso servizi innovativi e flessibili, dall’asporto, il delivery fino alla parte più formale del packaging. La Sardegna da questo punto di vista ha dimostrato di saper ancora regalare sorprese. Il caso della Trattoria Sarda Armidda è in questo caso emblematico. In pochissimo tempo è riuscito a ottenere Tre Gamberi, il massimo riconoscimento di Gambero Rosso. Se tutto questo può sembrare assolutamente normale per una trattoria navigata, per quella di Abbasanta sono bastati pochi mesi. L’apertura è avvenuta lo scorso agosto, dopo che lo chef Roberto Serra ha deciso di ristrutturare il suo ristorante Su Carduleu. Stare con le mani in mano non è evidentemente nel suo stile, e per questo si è messo subito al lavoro creando un locale all’insegna delle tradizioni sarde.

«Questo riconoscimento – afferma Roberto Serra all’ANSA – ci rende particolarmente soddisfatti. Ho aperto la trattoria appena quattro mesi fa dopo un periodo molto difficile dovuto alla pandemia. Dopo sei mesi di fermo ho preso un locale in gestione e ho trasferito la mia esperienza e la mia filosofia in cucina legata a una ricerca maniacale della materia prima del territorio. Questo premio ci ripaga di tanti sforzi e di un anno difficile».

Le due forchette in Sardegna

Per quanto riguarda invece le due forchette, il Gambero Rosso ne ha assegnati cinque ai ristoranti sardi. Uno di questi si torva a pochi passi dalla Costa Smeralda. Si tratta del Fuoco Sacro del Petra Segreta Resort di San Pantaleo, un ristorante che mette insieme un’offerta a base di pesce e di carne sfruttando l’eleganza e i colori dell’hotel. A raccontare la cucina tipica della Sardegna ci pensa anche il ristorante Dal Corsaro di Cagliari, grazie al tocco della Stella Michelin Stefano Deidda. E non è l’unico nel capoluogo sardo. A metterci la firma è lo chef Luigi Pomata con il suo ristorante omonimo, in Viale Regina Margherita. A chiudere la lista di Gambero Rosso in Sardegna, il Da Nicolo di Carloforte, il ristorante Hub di Macomer.

Riccardo Lo Re

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