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Enrico Nanni: «Così la barca è diventata la mia casa»

Olbiese e grande amante del mare, insieme alla compagna Daniela vive all’ombra di una vela e accompagna i turisti alla scoperta delle bellezze naturali della Gallura

Enrico Nanni

Le mura di mattoni e un tetto sopra la testa non sono cose che fanno per lui. Enrico Nanni preferisce dormire sottocoperta e inseguire il calore del sole. Olbiese di origine e uomo di mare nei fatti, Enrico Nanni è uno che ha avuto il coraggio di fare ciò che in tanti si limitano soltanto a sognare: vivere a bordo di una barca a vela per navigare, spinto dal vento, da un paradiso all’altro. Da Golfo Aranci alla Maddalena, dalla Costa Smeralda alle Canarie: la barca è la sua casa e il mare è la sua dimensione. Una scelta di vita, condivisa con la sua compagna, Daniela Berti, lombarda, che è diventata anche un lavoro. Enrico e Daniela, con la loro Titi, un elegante sloop di 14 metri, accompagnano infatti i turisti alla scoperta degli angoli di mare più suggestivi della costa nordorientale della Sardegna.

Scelta di vita

Enrico Nanni, 46 anni, tra l’altro bisnipote di Alessandro Nanni, il più amato dei sindaci di Olbia, ha lasciato la Sardegna dopo gli studi universitari. «Ho sempre coltivato la passione per il mare – racconta -. E così ho intrapreso la carriera di subacqueo e ho cominciato a girare il mondo. Sono andato ai Caraibi e in Honduras ho conosciuto Daniela». Insieme, Enrico e Daniela hanno lavorato a bordo di altre barche. Poi il trasferimento in Messico e infine la decisione di diventare realmente padroni della loro vita. «Abbiamo deciso di affrontare un investimento e abbiamo acquistato Titi, la nostra barca, che è anche diventata la nostra casa – continua Nanni -. È stata una scelta che ci poi ha portati nel Mediterraneo, in Sardegna. Il legame con la mia terra è sempre stato forte. Quindi, come base, abbiamo scelto Golfo Aranci, un porto ideale da cui muoversi. Passiamo in Gallura gran parte dell’anno, da aprile fino anche a novembre. D’inverno, invece, ci spostiamo alle Canarie».

Lavoro con il mare

Enrico si occupa soprattutto di portare la barca, mentre Daniela si occupa in particolare dell’accoglienza e della vita a bordo. Insieme accompagnano i turisti nei luoghi più belli della Gallura. In totale relax e costantemente a stretto contatto con la natura. Un servizio charter che regala indimenticabili emozioni a chi decide di passare qualche giorno, oppure anche solo qualche ora, all’ombra della vela di Titi. «Le caratteristiche del porto di Golfo Aranci sono ottime, visto che ci consente di raggiungere facilmente tutti i luoghi dei nostri tour – spiega Enrico Nanni -. Facciamo quindi tappa nelle isole dell’Arcipelago della Maddalena. E naturalmente anche in Costa Smeralda, ma anche nell’Area marina protetta di Tavolara e nella stessa zona di Golfo Aranci. Solitamente lavoriamo con i turisti stranieri, anche se nel 2020, per via delle restrizioni dovute al Covid, abbiamo lavorato soprattutto con gli italiani».

Enrico e Daniela danno la possibilità di vivere la magia del mare e della barca a vela per una settimana intera, per un weekend e anche per una sola giornata. «Con noi si va alla scoperta di luoghi magici – sottolinea Nanni -. Si può praticare lo snorkeling, ci si può rilassare al tramonto e nelle stupende calette e anche avvistare i delfini, in particolare a Golfo Aranci. Inoltre, a bordo, facciamo assaggiare e conoscere i prodotti tipici della Sardegna, che sono buonissimi».

Una barca come casa

Vivere a bordo di una barca vela può essere difficile. Ma non per Enrico e Daniela. «Non ci pesa, è stata una scelta, è ciò che volevamo. Amiamo tantissimo il mare – afferma Nanni -. Passiamo quasi tutto l’anno a bordo di Titi, a parte un breve periodo, d’inverno, quando dobbiamo sottoporre la barca alle manutenzioni di routine. È in questo momento che ci spostiamo nelle Canarie, in attesa di ritornare in Sardegna ad aprile, anche se lo scorso anno, a causa del lockdown, siamo potuti tornare in Italia soltanto a giugno».

Dario Budroni

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