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@easycrumb: le delizie per celiaci approdano su Instagram

Gabriella Ruffini racconta come ha trasformato un regime dietetico restrittivo in un’occasione per imparare a nutrirsi in modo sano e gustoso

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Celiaci si nasce o si diventa? Quali sono i sintomi per riconoscere la celiachia e come diagnosticarla? In che modo si può convivere con la malattia e adottare un regime alimentare bilanciato e gustoso?

La celiachia riguarda l’1% della popolazione mondiale, in Italia si valuta che circa 600.000 persone ne siano colpite e che solo un terzo abbia ricevuto una diagnosi, fondamentale per poter affrontare con serietà la malattia. Dolori addominali, gonfiore, diarrea, vomito, mancanza di appetito, perdita di peso, stanchezza sono alcuni dei sintomi che devono far scattare il campanello d’allarme e solo le analisi del sangue (che possono individuare un’anemia cronica e carenze nutrizionali) e una biopsia intestinale possono confermare la presenza della malattia.

La celiachia è una reazione auto-immune che provoca un’infiammazione cronica dell’intestino tenue e che si scatena con l’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Può manifestarsi a ogni età, a partire dallo svezzamento. Nel soggetto celiaco, l’assunzione di glutine impedisce l’assorbimento corretto di sostanze nutrienti come proteine, vitamine e minerali, e quindi il rischio di sviluppare malnutrizione, oltre che numerose altre patologie.

Pertanto bisogna imparare a riconoscere, ed evitare, i cibi che contengono glutine o che ne contengono tracce. Fra questi i più comuni sono il frumento, la segale, l’avena, l’orzo, il farro, il kamut, il malto, che si trovano in farine, amidi, torte, biscotti, pasticcini, in cibi infarinati e impanati, nel seitan, in salse o sughi addensati, in cibi pronti, nella frutta disidratata e nel cioccolato.

Poiché al momento l’unica cura disponibile è l’esclusione degli alimenti che contengono questo complesso proteico, è molto importante che i celiaci siano educati nella scelta degli alimenti appropriati e che seguano una dieta corretta e variata, coadiuvati da un sano stile di vita. Particolarmente difficile risulta imporre questa dieta ai bambini, ma molti progressi sono stati fatti affinché l’offerta di cibi sani e appetitosi possa consentire una serena convivenza con la malattia senza rinunciare alle occasioni di condivisione sociale.

Per affrontare questo tema e trovare idee e stimoli per cucinare in modo semplice ricette deliziose, incontriamo Gabriella Ruffini, creatrice della pagina @easycrumb su Instagram, che grazie al canale social riesce a raggiungere mamme, papà e giovanissimi che tutti i giorni devono convivere con la celiachia.

La sua non è l’ennesima pagina di cucina, ma è un articolato progetto che parte da lontano. Per quale motivo ha deciso di dedicarsi anima e cuore all’alimentazione per celiaci?

Un giorno ho scoperto di essere celiaca. Solo che quel giorno ero al quarto mese di gravidanza. E nemmeno sapevo bene cosa volesse dire “celiachia”. I primi avvertimenti li ho ricevuti dalla mia ginecologa: “Cominci immediatamente la dieta aglutinata o rischia di perdere il bambino!” Da quel momento la mia vita è stata investita da un tornado. Avevo un nemico che si chiamava celiachia e non sapevo cosa fosse, ma sicuramente avrebbe cambiato la mia quotidianità, le mie abitudini, il mio modo di mangiare. Mangiare! Una delle godurie della vita, un piacere che si condivide socialmente, che ci dà conforto nei momenti di tristezza o di stanchezza. Improvvisamente ho dovuto resettare tutto, informarmi accuratamente, smettere di mangiare quello che avevo sempre amato e cominciare a fare la spesa in farmacia. In farmacia!

Dopo un primo momento di spaesamento, ho preso coscienza del problema e ho abbracciato il nuovo regime dietetico senza nemmeno sentirne il disagio. Mi interessava solo fare ciò che serviva a mia figlia quando ancora era nella mia pancia. Fortunatamente il resto della gravidanza è andato benissimo e Aurora è nata sana come un pesciolino.

Come è riuscita a cambiare di punto in bianco la sua alimentazione?

Col tempo ho cominciato a sentire sempre più la mancanza di pizza, cornetti, pasta e pasticcini (solo per citare alcuni dei miei cibi preferiti). Per fortuna mi piace cucinare e così ho cominciato a cercare online consigli, forum, chat: il mondo dei social mi è stato utilissimo. Ho conosciuto persone fantastiche che mi hanno illuminato sui segreti della cucina senza glutine. Ci siamo scambiati ricette e consigli, ci siamo confrontati, sostenuti, incoraggiati. Ho imparato tantissimo e ho cominciato ad avere tante soddisfazioni. Finalmente potevo mangiare una pizza che non sembrava un pezzo di polistirolo ma che era come quella delle pizzerie, potevo addentare un pezzo di pagnotta fragrante o festeggiare i compleanni con ottime torte e stuzzichini. Il cibo è una parte importante della nostra vita e tutti hanno diritto a godere dei piaceri che può dare. Ero felicissima di ciò che avevo imparato a creare in cucina.

Com’è riuscita a ideare una cucina gluten free anche per i bambini?

Quando Aurora aveva 8 anni ho scoperto che anche lei era celiaca. Per fortuna era già abituata a mangiare il mio cibo e le piaceva molto. Le mie focacce e le mie pizze venivano messe in tavola spesso e tutta la mia famiglia poteva assaggiarle. Quindi, dopo un breve momento di abbattimento, anche mia figlia ha accettato il suo nuovo regime dietetico ed è stata bravissima.

A quel punto il mio impegno in cucina è diventato una missione. Non dovevo più cucinare senza glutine solo per me stessa, ma anche e soprattutto per mia figlia, per farla crescere bene e per non farla sentire diversa dagli altri bambini. Alle feste avrebbe sempre avuto il suo pezzetto di torta, buona come quella dei compagni, a scuola avrebbe potuto mangiare una merenda gustosa e sana, e nei momenti conviviali poteva contare sulla sua pizza fatta in casa. Quindi nelle mie ricette compaiono spesso proposte per i bambini.

Quando e perché è nato il progetto di @easycrumb?

Dopo tante sperimentazioni ho deciso di unire la mia passione per la cucina alle mie conoscenze sui cibi gluten free e trasferirle sul mondo social che tanto mi ha aiutato a farmi sentire bene nella mia nuova vita. Ho avuto modo di accostarmi ai social seguendo corsi e clienti durante il mio lavoro presso un’agenzia di eventi e comunicazione. Ho imparato tanto. Così mi sono detta: perché non sfruttare tutto ciò che ho imparato per creare un mio progetto? Perché non provare ad aiutare altre persone a cucinare ottime ricette senza glutine?

Tra l’altro, come italiana, le mie tradizioni culinarie sono strettamente legate ai carboidrati: pasta, pane, pizza… I miei esperimenti in cucina si sono orientati molto su questi piatti. E così ho pensato di diffondere, nel mio piccolo, queste conquiste. In Italia c’è già una grande consapevolezza su come ottenere buone interpretazioni di piatti tradizionali senza glutine. Così ho pensato, grazie alla mia conoscenza della lingua inglese, di provare a comunicarlo a un pubblico internazionale, che magari ama il nostro cibo ma non sa da che parte cominciare per ottenere ottimi risultati. Mi rivolgo soprattutto ai genitori che si trovano innanzi alla stessa sfida che ho affrontato io con mia figlia.

Quali sono le caratteristiche principali delle sue ricette, e perché ha scelto proprio Instagram per comunicare con il pubblico?

La caratteristica principale delle mie ricette è la semplicità. Ecco perché ho inserito “easy” nel nome del mio progetto. Sono ricette semplici ma sfiziose, facilissime da preparare e in breve tempo. Le mamme, soprattutto quelle che lavorano fuori casa, hanno sempre poco tempo, ma non per questo devono rinunciare a fare cose buone per i loro figli. Nelle mie ricette cerco sempre di suggerire qualche trucco, di dare consigli per rendere speciale anche un piatto semplice.

La scelta di Instagram è stata innanzitutto dettata da una preferenza personale. È un social basato su belle immagini, mi diverto a sfogliarlo come un album fotografico e scoprire post affascinanti di ogni parte del mondo. Instagram ha ancora tanto spazio per una crescita organica, anche se creare un prodotto interessante è molto, molto impegnativo.

Il lavoro che c’è dietro a una pagina IG è enorme: bisogna stilare un piano editoriale e svilupparlo in un calendario; trovare le idee per i contenuti (brain storming, appunti, ecc..) e crearli. Nel mio caso i contenuti sono le ricette, quindi devo procurarmi gli ingredienti, realizzare i piatti, e se sono in forma video filmare la preparazione secondo determinate caratteristiche. Il video va poi editato, magari con il voice over… Poi bisogna pensare alle caption, cioè le descrizioni sotto ai post, che devono rispondere a delle regole precise. Il tutto in inglese, che comunque non è la mia prima lingua.

Poi ci sono le foto: bisogna preparare il set con la luce giusta, la softbox, i fondali, i props… Tutte cose a cui mi sono accostata con passione seguendo corsi e alcuni social media manager. Insomma, dietro un post carino c’è un grandissimo lavoro, spesso molto faticoso. Il profilo non cresce da solo, va nutrito, anche di interazioni. Interagire è la parola d’ordine nei social. Si chiamano così perché presuppongono che la gente socializzi, non stia solo a guardare in silenzio. E così faccio anch’io. Seguo i profili simili ai miei, alcuni bellissimi e di grande ispirazione. Imparo tante cose, tante nuove ricette. Metto like, commento, cerco di dare valore agli altri, come vorrei fosse fatto con me. Insomma, il mondo dei social, se preso nel modo giusto, è davvero affascinante e costruttivo e può portarti a conoscere tante persone che hanno i tuoi stessi interessi.

Un sogno nel cassetto?

Nei miei sogni c’è un vero e proprio blog, magari posizionarmi anche su Pinterest o YouTube. Ho un lavoro a tempo pieno, una famiglia e tante cose da fare, ma tempo permettendo il mio progetto si amplierà. Intanto mi diverto, sono appagata, e spero di poter aiutare chi si trova in un momento difficile e vuole trovare delle soluzioni anziché disperarsi. E per iniziare vorrei regalare una ricetta velocissima ai lettori.

Crema pasticcera senza glutine

È una crema fresca, che si presta a decorare torte ma anche a essere gustata da sola o con la frutta, per una merenda sana. Ai bambini piace molto.

Ingredienti

  1. 4 tuorli
  2. buccia di limone a piacere
  3. 100 g di zucchero
  4. 500 ml di latte
  5. 40 g di farina (naturalmente senza glutine.) Io ho usato un mix con base di farina di riso finissima, un po’ di fecola di patate e un po’ di tapioca (ma va bene anche la maizena).

Prima si polverizza lo zucchero e la buccia del limone con l’aiuto di un mixer. Poi si uniscono tutti gli ingredienti e si cuociono a fuoco basso per circa 6 o 7 minuti, sempre mescolando. Una volta fredda questa crema può essere mescolata a panna montata dando vita alla crema diplomatica (senza glutine), che si usa per tanti dolci e pasticcini.

E ora buon appetito all’insegna del gluten free!

Nathalie Anne Dodd

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