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Drusilla Gucci, l’ereditiera scrittrice dallo spiccato talento letterario

In primavera esce la sua terza opera di “Lilith e Abrham", una saga dark fantasy dal sapore gotico e misterioso edito dalla Armando Curcio Editore

Drusilla Gucci

Ha debuttato lo scorso anno con la prima puntata di una saga dark fantasy dal sapore gotico e misterioso, “Lilith e Abrham”, un intreccio narrativo che racconta l’ascesa al potere dei due protagonisti che danno il nome alla pubblicazione voluta dalla Armando Curcio Editore.

 Credere nell’eccezionale talento di una giovane ereditiera e influencer diventata celebre al grande pubblico, oltre che per il nome storico di un’eccellenza italiana della moda nel mondo, per la partecipazione televisiva al reality “L’Isola dei Famosi”, è stata un’intuizione felice della redazione del marchio Risfoglia della gloriosa casa editrice fondata nel 1927.

 Dopo il primo volume, “Lilith e Abrham – le origini”, uscito nel maggio 2022, a fine anno è stato dato alle stampe il sequel “La dama in nero”, nuovo episodio dal ritmo incalzante e dal tono noir e sanguinario sempre molto avvincente e adatto a una platea vastissima di appassionati.

Classe 1994, Drusilla Gucci è la pronipote di Guccio, fondatore della famosa maison di moda, uno dei simboli del made in Italy nei cinque Continenti. Ha conseguito la laurea in lingue e letterature straniere e il diploma di master in garden design: tra le sue grandi passioni ci sono, infatti, le piante e la vita in campagna a contatto con la natura, oltre all’equitazione, disciplina sportiva che ha praticato a livello agonistico per oltre 20 anni.

 Bellezza abbagliante e straordinaria cultura e sensibilità, oltre a una capacità di scrittura che desta stupore e curiosità, fanno di Drusilla Gucci una delle personalità della nuova generazione di autori che daranno certamente grandi soddisfazioni alla narrativa italiana.

 I primi due volumi hanno catturato l’attenzione di tre generazione di lettori, a partire dai giovanissimi che, come spesso capita, contagiano l’interesse di nonni e genitori.

Quando è nata la passione per la scrittura?

“Nasce esattamente quando ho imparato a scrivere, da bambina. Avevo una fantasia scatenata ed ero un animo solitario, un mix perfetto per approcciare carta e penna. Giocavo con i miei animaletti di plastica e cucivo storie mirabolanti, e mi è venuta naturale la voglia di metterle per iscritto. Erano ovviamente storielle infantili, ma non ho mai smesso di coltivare questa mia passione che si è evoluta insieme a me negli anni”.

Come è nata l’idea di questi due personaggi?

“È un mio motivo ricorrente portare avanti trame grazie a due personaggi base, uno l’alterego dell’altro. Ho sempre desiderato avere un gemello, un essere vivente capace di comprendere l’altro con uno sguardo, con cui condividere gli stessi abissi, disposto a sacrificare la propria vita per l’altro. L’ispirazione per i miei gemelli nasce in parte dal testo “La condesa sangrienta” di Alejandra Pizarnik. Volevo rappresentare due esseri impossibilitati a vivere sotto la morale e il senso comune dell’umanità e collettività, destinati a perire al contatto con essa. Lilith e Abrham sono simbolo di quanto l’essere umano possa essere abitato da mostri, come un’antica caverna. In loro albergano dolori ereditari e una psicosi che li spingerà nelle braccia della perversione e del sangue”.

Che genere rappresenta il romanzo?

“Non ha un genere preciso, è un ibrido, esattamente come i suoi personaggi.

Si possono trovare tracce di horror, di surreal, di gotico per quel che riguarda l’ambientazione. Si concentra sulla psiche dei personaggi, riecheggiando sui toni del thriller psicologico. Il termine fantasy può essere accostato al romanzo in quanto dal background alla storia vi è il folklore rumeno, con le sue leggende, usanze e superstizioni che in un modo o nell’altro influenzano pesantemente l’operato dei personaggi. E l’intero romanzo ruota attorno a un unico perno: i personaggi sono folli o quello in cui credono e che vedono esiste veramente? Sta al lettore capirlo”.

Visto l’interesse dei lettori quante puntate sono previste dell’avvincente saga di Lilith e Abrham?

“È previsto il terzo e ultimo capitolo della trilogia che uscirà a primavera. Il romanzo nasce come un unico libro, suddiviso dalla casa editrice in tre. Quindi il finale è già stato scritto da tempo”.

Lei porta un nome universale, conosciuto e amato dal Giappone all’America, per le creazioni di bellezza, e icona di stile. Come veste l’erede di una casa di moda che ha fornito gli abiti alle più grandi star di tutto il mondo?

“Devo dire che fino a poco tempo fa la moda non ha mai suscitato il mio interesse. Ho preferito concentrarmi su altre mie passioni per prendere le distanze dal nome. Sono una donna di lettere, la mia grande passione è scrivere e l’ho coltivata nel tempo insieme all’amore e allo studio delle piante. Ho voluto far conoscere Drusilla e il mio personaggio prima del cognome.

Ultimamente mi si è presentata la possibilità di creare una linea di costumi, un capo di vestiario che amo particolarmente, e mi sono buttata in quest’avventura. Volevo testare il detto “il sangue non è acqua”. Sono contenta del risultato e di esser stata chiamata a febbraio alla fashion week di New York per presentarla.

In ogni caso, veste tutto ciò che mi piace, a prescindere se si tratti di un grosso brand o meno. Mi piacciono i look particolari e accattivanti, pantaloni estrosi, corpetti, non ho paura ad osare con accostamenti e colori”.

A Porto Cervo c’è una boutique Gucci. Che sensazione le fa viaggiare nelle più importanti capitali del pianeta e trovare i negozi della sua famiglia?

“Devo dire che sono abituata: fin da bambina li ho sempre visti e considerati una cosa normale, quasi non ci faccio caso. Anche perché mi identifico più in Drusilla che in Gucci”.

Gigi Maestri

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