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Dal mare al Vermentino, il vino secondo Andrea Pala

In Sardegna un nuovo progetto realizzato dal giovane enologo nell’isola di Culuccia. Un sodalizio tra tradizione e innovazione che ha dato vita a Donna Ma’

Vermentino

La Sardegna è una terra di sperimentazione straordinaria. Un luogo che accoglie e conserva ogni spunto dall’esterno e lo trasforma in una questione identitaria. Tutti conoscono il valore del Vermentino, un vitigno caratteristico di questa Regione che ha contribuito a creare dei prodotti riconosciuti a livello internazionale. Ma c’è ancora un mondo da esplorare, a giudicare dalle recenti iniziative da parte di esperti del mondo del vino. Lenologo Andrea Pala ha compiuto un lavoro sorprendente decidendo di attuare un progetto speciale: un Vermentino creato con luva lasciata riposare in mare. Tutto questo è nato attorno allisola di Culuccia, nella splendida cornice dellArcipelago de La Maddalena, considerata per molti una delle perle naturali della Sardegna. Dopo un anno dalla precedente vendemmia, si è arrivati alla fine all’ultima tappa, quella dell’imbottigliamento. Un risultato garantito dalla scelta di coinvolgere questo nuovo tassello in un procedimento rivoluzionario. L’uva prima della seconda fase è stata lasciata a contatto con l’acqua per un breve periodo. Dopodiché, una volta raccolte, sono state oggetto del processo di vinificazione. L’unico tocco classico rispetto a questo vino che abbraccia una filosofia sperimentale e all’avanguardia. Il panorama enologico sardo è molto legato a questi tre concetti: ricerca, esperienza e innovazione.

Andrea Pala grazie a questi principi è stato eletto come miglior giovane enologo dItalia, e nel corso di questi ultimi tempi è riuscito a dimostrarlo con i fatti. Il Vermentino Isola dei Nuraghi IGT ha in questo caso un nome ben definito, Donna Ma, un prodotto di nicchia considerando la quantità che si aggira attorno alle 500 bottiglie. L’enologo si è infatti soffermato sulla specialità di questo progetto senza scopo di lucro. Un’iniziativa che non solo conferma le evoluzioni tecniche di questo settore, ma che si sofferma anche sulla storicità del vino.

Già in in antichità si sono manifestati dei casi analoghi come, ad esempio, sullisola greca di Chios. Anche lì luva veniva trattenuta in acqua prima di essere vinificata, selezionando i grappoli con una cura minuziosa evitando le lacerazioni della buccia. Donna Macondivide anche questo aspetto fondamentale della lavorazione che garantisce la qualità del vino. Un prodotto impossibile da paragonare che rispecchia un modello green e di futuro legato alla conservazione del patrimonio ambientale del nostro Paese. Andrea Pala ha colto certe restrizioni come un’opportunità di sviluppo. Da quel momento non si è più fermato, e quei 300 ettari di terra che guardano dritto verso il Mediterraneo rientra all’interno di un programma sostenibile e di lungo periodo che vede al centro lazienda agrituristica Culuccia, con un’offerta che spazia dal miele, il mirto, fino al gin e le ostriche. Ma questa è un’altra storia.

Riccardo Lo Re

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