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Dal 1963 il valore di un nome che passa dalla sua tutela

Il Consorzio difende, nell’interesse degli associati, il marchio registrato “Costa Smeralda” che erroneamente viene identificato come toponimo

Assistere a questo spettacolo di luci e colori non ha davvero prezzo. Le sue infinite gradazioni di azzurro che raggiungono la riva sono la vera dimostrazione di affetto di una terra riconosciuta per la sua straordinaria bellezza. La Costa Smeralda concentra tutto il suo fascino in alcune spiagge mozzafiato che vanno dalle aree di Capo Ferro e di Pitrizza fino ad arrivare a sud, nella zona Rena Bianca. 55 chilometri di armonia che il Consorzio accudisce e tutela rispettandone le qualità naturali. Qui si può davvero vivere una grande avventura se si decide di passare parte della propria vita a contatto con questa sabbia, così raffinata e leggera da far pensare che tutto questo sia in realtà un sogno. E invece, per nostra fortuna, è tutto vero. Proprio per questo motivo nel conservare il suo valore storico e naturalistico il Consorzio continua ancora oggi a difendere il nome della Costa Smeralda, molto spesso associata per errore a un toponimo che racchiude tutte le spiagge di Olbia e Arzachena. La Gallura, a onor del vero, ha saputo mettere in difficoltà il turista usando il suo incanto che non conosce confini. Eppure, è fondamentale ricordarsi l’importanza del simbolo, trattandosi di marchio registrato il 10 giugno 1963. Attorno a esso ruotano infatti diverse leggende. La prima riguarda Giuseppe Mentasti che si dice abbia consigliato al principe Aga Khan il nome della figlia Esmeralda, per poi essere levigato in superficie dall’architetto Luigi Vietti togliendo la prima vocale, in modo da marcare la sua italianità. La seconda, invece, viene ricondotta a quel tratto color smeraldo del mare che l’ha resa unica e riconoscibile agli occhi di chiunque si trovi al suo cospetto. Una gradazione che è ormai entrato nella storia di questo marchio, che anche in questo caso può dar adito a diverse interpretazioni. Alcuni lo associano a una bussola nautica, ma non è da escludere il taglio di un diamante, prezioso e brillante come questa terra. Qualunque sia la risposta, l’identità della Costa Smeralda è chiara come l’acqua che la lambisce, e comprende tutte le aree e proprietà immobiliari che, proprio in virtù di questo legame, usufruiscono dei servizi consortili all’avanguardia e di qualità. Un brand esclusivo che va protetto nellinteresse di ogni consorziato ma che non rinuncia all’evoluzione necessaria per mantenere il suo prestigio internazionale. Un successo dovuto alle sue splendide calette dorate e alle sue tradizioni intramontabili che spingono turisti da ogni parte del mondo a raggiungere uno dei posti più suggestivi di tutto il Mediterraneo.

Riccardo Lo Re

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