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Costantino Nivola e Bona de Mandiargues sbarcano alla Biennale di Venezia

Le opere dei due autori saranno esposte alla 60° Esposizione Internazionale d’Arte curata da Adriano Pedrosa

Costantino Nivola

Comincia a prendere forma la prossima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Un appuntamento in calendario dal 20 aprile al 24 novembre 2024 e che sarà curato da Adriano Pedrosa. La buona notizia è che ci sarà un pezzo importante della Sardegna nei giardini storici della città lagunare. Ebbene, il Museo Nivola ha annunciato la partecipazione di alcune figure di spicco del nostro tempo: Costantino Nivola e Bona de Mandiargues. Autori che si sono distinti nel loro settore e che saranno celebrati per l’occasione in uno dei palcoscenici più importanti dell’arte moderna e contemporanea.

«Per il museo Nivola – afferma Giuliana Altea, presidente della Fondazione Nivola – la presenza alla Biennale 2024 di Costantino Nivola e di Bona de Mandiargues è una significativa conferma dell’importanza dello scultore cui il museo è dedicato, così come dello sforzo costante di ricerca e approfondimento dell’arte del Novecento e contemporanea che ha riportato alla luce l’opera di un’artista del valore di Bona de Mandiargues».

E pensare che, nonostante la sua fama internazionale come scultore per l’architettura,  Nivola non ha preso mai parte alla Biennale di Venezia. Un tentativo c’è stato. Nel 1947 il critico di primo piano Ludovico Ragghianti gli aveva proposto la partecipazione alla Biennale, ma l’artista, in quel periodo impegnato nei suoi primi esperimenti con i linguaggi modernisti, aveva dichiarato con la sua proverbiale modestia di non sentirsi ancora pronto.

Oggi Nivola arriva, dunque, a Venezia dopo più di 25 anni dalla sua morte su richiesta di Adriano Pedrosa che lo ha inserito tra gli artisti della mostra principale della rassegna, Stranieri ovunque / Foreigners everywhere.

«L’attenzione rivolta dalla Biennale alle figure di Nivola e di Bona – dice Luca Cheri, direttore del Museo Nivola – ci sprona a continuare nella politica che abbiamo intrapreso, da un lato di valorizzazione della figura di Costantino Nivola e del suo ruolo internazionale, dall’altro di indagine delle esperienze più significative dell’arte del nostro tempo così come del passato recente».

Nella mostra dedicata al tema dell’estraneità – del migrante e dell’esule come, in senso esistenziale, dell’artista e di ogni uomo o donna in generale -,  Nivola sarà incluso all’interno della sezione dedicata alla diaspora degli artisti italiani, in cui saranno presenti 40 autori in uno spettacolare allestimento basato su uno storico progetto di Lina Bo Bardi, architetta italiana trasferitasi in Brasile.

L’artista sarà presente con l’opera che lo rese famoso nel 1954: un rilievo preparatorio per la decorazione dello showroom Olivetti a New York ricostruita nel Museo di Orani.

Allo stesso tempo ci sarà anche Bona de Mandiargues, artista surrealista riscoperta dal Museo Nivola con la mostra intitolata al suo nome: “Bona de Mandiargues. Rifare il mondo” (prorogata fino al 2 marzo 2024), creata in partnership con il programma Ars/Arte Condivisa della Fondazione di Sardegna e in collaborazione con la seconda edizione del simposio Contemporanea.

«Constatiamo con piacere – osserva Franco Carta, direttore di Ars/Arte condivisa – che la nostra collaborazione con la Fondazione Nivola, attiva ormai da alcuni anni, continua a dare buoni frutti. L’inclusione di Bona de Mandiargues nella Biennale 2024 sancisce la riscoperta di un’artista di grande interesse che finora era stata dimenticata».

Bona, legata a Venezia vista la casa ereditata dallo zio Filippo De Pisis, tornerà nella città lagunare come una delle protagoniste di una mostra incentrata sulla ricerca sui materiali tessili. Un tema particolarmente sentito da parte dell’autrice che partire dal 1958 ha realizzato una serie di assemblaggi di stoffe. Uno di questi è Toro nuziale del 1958, l’opera con cui figurerà a Venezia e che è adesso esposta nella mostra di Orani.

Riccardo Lo Re

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