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Coco Chanel. La rivoluzione dello stile

L’icona della moda che ha cambiato il modo di vestire delle donne

Coco Chanel

“Per essere insostituibili bisogna essere unici” – Coco Chanel

Un lungo filo di perle, i capelli à la garçonne, il tweed. La camelia, la borsa matelassè, le scarpe bicolore. I gioielli fantasia, la petite robe noire e il profumo n.5.

I simboli di un’impronta unica, inconfondibile e immortale, si intrecciano con la vita della couturier più rivoluzionaria del Novecento, cambiando per sempre i canoni della moda e liberando le donne dalle costrizioni nel vestire e nella società. La riconoscibilità di Coco Chanel travalica i tempi, i gusti e le tendenze, l’unico grande denominatore è lo stile, quell’allure di raffinata semplicità che ancora ispira generazioni di designer e che non accenna a offuscarsi.

L’eleganza coraggiosa e atemporale di Coco fu come un ciclone per l’abbigliamento femminile, incoraggiò le donne a imitarla, rendendole libere e a proprio agio, ma sempre impeccabili. Sobrie e chic al contempo.

Gabrielle Bonheur Chanel è stata una donna indipendente e anticonformista, amata dagli uomini e presa a modello dalle donne, sempre guidata da un’inesauribile verve creativa. Dall’esperienza sfortunata di bambina abbandonata in orfanotrofio – “Avevo dodici anni. Mi hanno tolto tutto e sono morta. Si può morire due volte nella vita” – ha saputo trarre grande forza interiore, facendo tesoro delle lunghe ore di cucito imposte dalle suore dell’abbazia di Aubezine e trasformandole in una professione.

Rivoluzionando i vecchi stereotipi della moda femminile, che rendeva le donne impacciate, costrette in corsetti, abiti ingombranti e scomodi, Coco ha saputo usare la semplicità per creare abiti di raffinatezza unica, ispirati a mondi apparentemente estranei. La moda maschile, i capi sportivi, le suggestioni della marineria e l’amore per l’Oriente sono gli ingredienti di una “povertà di lusso” fatta di altissima qualità, coraggio e intraprendenza.

I grandi fotografi che hanno immortalato Coco Chanel

Un compendio ricchissimo, che ripercorre la vita della couturier dall’infanzia disagiata al successo internazionale, è il nucleo della splendida pubblicazione di Chiara Pasqualetti Johnson per le edizioni White Star, Coco Chanel. La rivoluzione dello stile, pubblicato nella ricorrenza dei 50 anni dalla sua morte e dei 100 dalla creazione dell’icona dei profumi, Chanel n.5.

150 preziose immagini, con rare istantanee, tracciano un percorso personale e professionale punteggiato da successi e incontri indimenticabili, di frequentazioni con l’alta società e con personaggi di spicco dell’arte e della danza.

Come scrive l’autrice “Tutti sanno chi era Chanel, ma non sempre conoscono la sua storia. Partendo dalle immagini, ho voluto ripercorre la sua biografia come fosse un reportage. Mettendo in evidenza la forza ma anche le tante debolezze di una donna profondamente immersa in un periodo di grandi cambiamenti storici e sociali. Di rado la storia di una vita si intreccia così profondamente con la trasformazione di una sensibilità e l’evoluzione dello stile di un’epoca”.

Visionaria, regale e sfrontata, Gabrielle Chanel, per tutti “Coco”, è stata ritratta da Man Ray, Cecil Beaton, Henri Cartier-Bresson e Robert Doisneau nella sua quotidianità, al lavoro nell’atelier di Rue Cambon a Parigi, sigaretta in bocca, le forbici al collo, l’immancabile filo di perle e il cappellino di paglia.

Personaggi illustri come Winston Churchill, Jean Cocteau e Romy Schneider erano suoi amici, ha vestito la first lady Jacqueline Kennedy, oltre alle più esclusive star del cinema. Ha collaborato con pittori, musicisti, ballerini e scrittori fino dagli anni Trenta, quando occupò le scene parigine creando i costumi per gli spettacoli dei Ballets Russes, scaturiti dal genio di Sergej Djagilev.

Coco Chanel è un mito assoluto, una fonte di ispirazione, la sua moda l’ha resa immortale come il suo pensiero: ha insegnato alle donne a scegliere il meglio per sé, ad essere sicure ed eleganti in qualunque situazione. Perché, come amava ripetere “Se una donna è malvestita si ricorda il suo abito, ma se è vestita in modo impeccabile è lei che si nota”.

Nathalie Anne Dodd

Didascalie:

  • Immagine di copertina: Boris Lipnitzki/Roger Viollet/Alinari, Firenze Lipnitzki/Roger Viollet/Getty Images – White Star
  • pp. 30-31: Pictures Inc./The LIFE Picture Collection/Getty Images – White Star
  • p. 32: Bridgeman Images – White Star
  • p. 33: Apic/Getty Images – White Star
  • pp. 76-77: Moviestore Collection Ltd/Alamy Stock Photo – White Star
  • pp. 78-79: Bettmann/Getty Images – White Star
  • p. 85: Lipnitzki/Roger Viollet/Getty Images – White Star
  • p. 136: Suzy Parker/Condé Nast/Getty Images – White Star
  • pp. 210-211: Robert Doisneau/Gamma-Rapho/Getty Images – White Star

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