Zahra Aga Khan ci racconta la sua Sardegna
La principessa, all’aeroporto di Olbia dedicato al padre Karim Aga Khan IV: 'Questa terra fa parte di me'
All’inizio degli anni Sessanta, quando il nord est della Sardegna era ancora una terra aspra, poco abitata e lontana dai grandi circuiti internazionali, il principe ismailita Karim Aga Khan intuì le potenzialità di questo tratto di costa e diede avvio a un progetto destinato a cambiarne il destino. È il Principe stesso a raccontare questa storia in una bellissima intervista del 1987 che abbiamo pubblicato nel numero speciale dedicato ai 60 anni del magazine Costa Smeralda.
Un’idea fondata sul rispetto del paesaggio, sull’architettura integrata con l’ambiente e su uno sviluppo attento all’identità locale, che avrebbe segnato profondamente la storia della Gallura. A questa storia bellissima, lo scrittore Fausto Farinelli ha dedicato un libro edito da Gruppo Editoriale nell’anno della scomparsa del Principe dal titolo Costa Smeralda®. Il sogno del principe Aga Khan attraverso il racconto di chi lo ha vissuto e ne custodisce l’eredità: un lavoro di ricerca e testimonianza che racconta l’origine di Porto Cervo e la visione dell’Aga Khan attraverso le testimonianze di chi, questo sogno, lo ha visto nascere, crescere e di chi ne è oggi custode. Pochi anni dopo l’arrivo di Karim, su quelle stesse spiagge ancora incontaminate, arrivò per la prima volta anche sua figlia Zahra, poco più che neonata e ignara che quei luoghi sarebbero diventati parte integrante della sua vita e della sua memoria: “Questa terra fa parte di me stessa, della mia vita”.
Aeroporto Olbia Costa SmeraldaQuesto gennaio la principessa Zahra Aga Khan è tornata in Gallura per partecipare alla cerimonia di intitolazione dell’Aeroporto di Olbia al padre. Un evento simbolico che ha unito memoria personale e storia del territorio, dove Zahra ha raccontato il suo personale legame con il nord est della Sardegna, vissuto fin dall’infanzia: “Ho posato i piedi per la prima volta a Liscia Ruja quando non avevo neanche un anno. Da allora, quel legame non si è mai spezzato”, trasformandosi nel tempo in un rapporto profondo e personale con una terra cresciuta insieme a lei. Con parole intense e profondamente sentite, la principessa Zahra Aga Khan ha ricordato nell’occasione Karim Aga Khan, protagonista di una visione che ha segnato in modo duraturo la storia e l’identità del nord est della Sardegna. “Ricordo che quando arrivavamo sopra l’aeroporto che allora si chiamava Venafiorita, eravamo costretti a fare sempre due passaggi in volo sopra la pista. Uno, il primo, per allontanare le greggi di pecore che pacifiche pascolavano nei pressi della piccola pista di atterraggio e anche sopra. Il secondo era quello con cui atterravamo e veniva invasi dai profumi della vegetazione”. È un ricordo commosso e divertito quello della principessa Zahra che sembra quasi rivivere quei momenti dei lori sbarchi sull’isola, in un aeroporto, quello di Venafiorita a Olbia, che in passato accoglieva i voli militari e che ben pochi voli privati aveva visto arrivare.
La cerimonia non ha rappresentato soltanto un appuntamento istituzionale, ma è stata un ritorno in un luogo che Zahra Aga Khan conosce bene. Primogenita del 49° imam degli ismailiti, nata nel 1970, ha accompagnato sin da piccolissima le fasi iniziali di un progetto che avrebbe trasformato questo tratto di costa in una destinazione riconosciuta a livello internazionale. “Per alcuni anni ho lavorato a stretto contatto con il mare della Gallura con la One Ocean Foundation. Ne conosco ogni angolo, ogni caletta ed insenatura e soprattutto i fondali stupendi”, ha affermato la principessa.
Porto Cervo Ai giornalisti presenti, la principessa ha rievocato i suoi primi ricordi legati alle spiagge della Gallura e a Porto Cervo. Un racconto fatto di dettagli, atmosfere e immagini che restituiscono il senso di un legame autentico, costruito nel tempo e rafforzato da stagioni di lavoro e di vita trascorse sul territorio. Nel suo intervento, Zahra Aga Khan ha ricordato anche la visione del padre, profondamente legata allo sviluppo infrastrutturale dell’isola. Grande appassionato di tecnologia e di aviazione, il principe Karim Aga Khan considerava l’aeroporto di Olbia un elemento strategico per la connessione della Sardegna con il resto del mondo. “Era lui stesso a pilotare l’elicottero quando venivamo qui”, ha raccontato la figlia, sottolineando l’importanza attribuita a queste opere fin dalle origini. Seduta nella Lounge Vip del terminal, la principessa ha riconosciuto il percorso di crescita compiuto dallo scalo nel corso degli anni, oggi moderno e accogliente, capace di rappresentare l’identità dell’isola attraverso spazi dedicati all’artigianato e ai prodotti locali. Un’evoluzione che rispecchia l’attenzione per il territorio e per la cultura materiale sarda, valori sempre centrali nella visione della famiglia Aga Khan.