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ANTESTERIA al Museo Nivola
21 Maggio 2021

ANTESTERIA al Museo Nivola


ANTESTERIA è l’istallazione di Peter Halley al Museo Nivola fino al 22 agosto. Halley trasforma completamente l’interno del museo in un progetto che si rifà allo sconfinamento tra le arti. Con questa istallazione, a cura di Giuliana Altea e Antonella Camarda, l’artista di New York a Orani cambia faccia all’edificio che da chiaro e lineare diventa uno spazio euforico in cui regna sferzante e gioioso il colore.


Entrando dalla terrazza, un ambiente inondato di luce affacciato sul parco del museo, il visitatore verrà colpito dal carattere esuberante e dinamico delle immagini e dalle tinte fluorescenti predilette da Halley, racchiuse in uno schema che fa pensare ai cicli di affreschi del Trecento. Impennate in una serie di onde colorate, combinano il repertorio tipico della pittura dell’artista con riferimenti all’arte tra Warhol e Matisse, evocando graffiti arcaici e Rinascimento.



L’autore di importanti saggi sull’arte contemporanea da sempre è concentrato su quell’aspetto che attiene ai rapporti tra arte, architettura e design; il suo lavoro aderisce perfettamente alla cifra di ricerca del Museo Nivola che nel tempo ha dato particolare attenzione al dialogo tra discipline da parte di maestri del design italiano come Andrea Branzi, Michele de Lucchi e Alessandro Mendini, quest’ultimo già collaboratore di Halley in una serie memorabile di installazioni.


Peter Halley è una figura chiave del Neo-concettualismo americano degli anni Ottanta, è noto per la sua pittura geometrica che allude agli spazi sociali del tardo capitalismo e alla loro dimensione di confinamento, isolamento e reclusione. Travolgente energia e pessimismo, in un linguaggio elettrizzante, danno la sua visione del mondo contemporaneo, influenzata da pensatori come Foucault e Baudrillard. Le forme della “cella” e del “condotto”, adottate negli anni Ottanta sono tuttora alla base del suo lavoro, rimandano alle strutture rigide e spigolose dei grattacieli per uffici, ma anche ai microchip del computer, ai circuiti elettrici, alle “stanze” virtuali e alle infinite connessioni del web. Peter Halley classe 1953, oltre ad essere pittore è il teorico, fondatore e direttore insieme a Bob Nickas, di Index Magazine, l’iconica rivista della cultura indie.


«Nel cuore della Sardegna - precisa Antonella Camarda, direttrice del museo Costantino Nivola - Halley ha creato qualcosa di simile a una sua cappella degli Scrovegni (o se si vuole alla cappella di Matisse a Vence). L’effetto è quello di un un’eccitante immersione nel clima dionisiaco di un Mediterraneo sognato attraverso il filtro del Modernismo novecentesco e bagnato in una luce artificiale e psichedelica».   



Il titolo greco della mostra, Antesteria, ha il peso di un auspicio post-pandemia che, riferito alla festa primaverile dei fiori in onore di Dioniso, vedeva rappresentate tragedie e commedie. Questa antica celebrazione della primavera si carica, nell’immaginario dei popoli, di associazioni di vita e morte, gioia e sofferenza.


«L’installazione - afferma Giuliana Altea che presiede la Fondazione Nivola - esalta i contrasti di cui è fatta la pittura di Halley, al tempo stesso concettuale e decorativa, criticamente riflessiva e spettacolare, intensamente contemporanea e nutrita del dialogo con la storia dell’arte: combina polarità opposte, non tanto per cercare tra loro una sintesi o tentarne una conciliazione, quanto piuttosto per metterle in tensione e innescare corto circuiti dell’immaginario».


E se nei suoi progetti di New York e Venezia ha creato, nelle due edizioni di HETEROTOPIA, istallazioni e spazi labirintici, disturbanti e vagamente sacrali, in cui il visitatore si aggirava inquieto e disorientato, al Museo Nivola, simile per solennità ad una chiesa, travolge una nuova, energica esperienza di rinascita.



Anna Maria Turra


Inspiration

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