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Anna Marongiu e le illustrazioni del Circolo Pickwick
24 Febbraio 2020

Anna Marongiu e le illustrazioni del Circolo Pickwick


Sempre più spesso accade che i nostri migliori talenti fuggano all’estero e che ci ricordiamo di loro solo quando i paesi che li hanno accolti li ricoprono di meritati onori. Se è vero che “nemo propheta in patria”, il caso di Anna Marongiu, colta e raffinata illustratrice degli anni Venti del Novecento, è un po’ diverso. Molte sue opere giacevano nell’oblio di un museo londinese, lei è stata dimenticata e non ha ottenuto lo spazio che meritava nel mondo dell’arte.



Nel 1985, quarantaquattro anni dopo la morte della sorella, Enrico Marongiu, sconfortato dal disinteresse delle istituzioni per le sue opere, decise di donare al Museo Dickens di Londra ben 262 sue illustrazioni dedicate al celebre Circolo Pickwick, che purtroppo non furono né catalogate né esposte, un po’ per motivi di spazio un po’ perché erano pochi gli elementi a disposizione per avviare un’analisi critica. Le illustrazioni furono conservate in una scatola fino al 2018, quando il direttore del MAN, Luigi Fassi, decise di contattare il Museo Dickens scoprendo che le opere erano ancora lì, e non erano mai state studiate. L’attuale direttrice del Museo ha espresso grande stupore davanti al ritrovamento di questi disegni, li ha sottoposti in parte a restauro, ed è rimasta affascinata dal grande talento di Anna.



Proprio grazie al prezioso ritrovamento a Londra, il museo MAN di Nuoro a novembre 2019 ha inaugurato la mostra Anna Marongiu, che sarà in corso fino al 1° marzo 2020. Curata da Luigi Fassi, la retrospettiva rappresenta un’importante tappa della ricerca del MAN sull’arte del Novecento sardo e italiano, e presenta per la prima volta al pubblico la ricca collezione di illustrazioni dedicata al Circolo Pickwick di Charles Dickens, che va ad arricchire quelle dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni e del Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Ma scopriamo chi era Anna Marongiu e il perché del suo amore per la letteratura britannica.



Anna Marongiu nasce a Cagliari il 1° gennaio 1907 e fin da bambina rivela una spiccata vocazione artistica e un’innata capacità espressiva, rivelando un’inclinazione per l’illustrazione e la caricatura. Nel 1926 realizza le tavole per I promessi sposi, a tempera e matita, opere giovanili ma compiute, aggiornate al gusto déco internazionale. Decisa a intraprendere la carriera di artista, nel biennio 1927-28 soggiorna a Roma per frequentare l’Accademia Britannica e lo studio del pittore Umberto Coromaldi.



L’anno successivo è un periodo di intensa attività. Affianca il cugino Giuseppe Capponi, noto architetto razionalista nella progettazione degli interni della casa di Gloria Bishop Gould a Roma, per la quale decora i mobili della camera dei bambini con figurazioni dai colori leggeri. È allora che inizia a a illustrare il Circolo Pickwick, realizzando alcuni acquerelli e oltre duecento disegni a penna; il segno nitido e teso che anima i personaggi mostra un’ironia sottile che vivifica le scene, ispirate alle illustrazioni ottocentesche. Sempre nel 1929, espone per la prima volta partecipando a Cagliari alla mostra Primavera sarda accanto a Giuseppe Biasi e Mario Delitala, con alcuni acquerelli di tema campestre che destano interesse nella critica locale: da quella data infatti l’artista compare nelle più importanti rassegne isolane.



Risalgono al 1930 i raffinati disegni per il Sogno di una notte di mezza estate, ispirati al gusto classicheggiante di Giò Ponti. Nello stesso anno si dedica con passione all’incisione ad acquaforte,  rivelandosi artista di qualità singolari. Negli ultimi anni della sua esistenza, si orienterà anche verso la tecnica del bulino dando chiare prove della capacità raggiunta nell’esercizio di questo difficile mezzo espressivo nell’opera, rimasta incompiuta, Lotta di temperamenti.



Nel 1933 partecipa alla IV Mostra sindacale sarda, svoltasi alla Galleria comunale d’arte di Cagliari, accanto ad artisti di rilievo nazionale come Francesco Menzio. Affermata acquafortista, appare disinteressata ai soggetti della vita popolare sarda che invece connotano la vasta produzione incisoria isolana dell’epoca: Altalena di pagliacci e Circo equestre sono alcune delle opere che evidenziano una ricerca lontana da ogni regionalismo.



Nel 1937 illustra la raccolta di poesie Golfo degli Angeli di Francesco Zedda e nel 1938 il romanzo per ragazzi di Giuseppe Fanciulli, La barca della fortuna. Per Filiberto Farci, scrittore molto noto all’epoca, esegue le illustrazioni per i Racconti di Sardegna e per il romanzo L’ultima tappa. Dello stesso anno è la sua prima personale alla galleria Palladino di Cagliari. 




Con 70 opere tra disegni e incisioni, esemplificative dell’attività svolta, conquista il pubblico e la critica.




Nel 1939 ottiene l’incarico di decorare ad affresco la cappella del Centro traumatologico di Iglesias mai realizzato a causa degli eventi bellici. Per apprendere la tecnica frequenta a Roma i corsi di Ferruccio Ferrazzi realizzando a matita i bozzetti di tono rinascimentale conservati a Cagliari. Contemporaneamente, tra il 1936 e il 1941 realizza le Vedute di Cagliari, una serie di quindici acqueforti dedicate ai monumenti e agli scorci urbani più suggestivi, documento che mostra la città prima dei bombardamenti che ne alterarono la fisionomia. Partecipa a numerose manifestazioni d’arte in Italia e all’estero, a Bordeaux (1932), Riga (1935), Atene (1937), Bucarest (1937), e in America Centrale (1939), nonché alla Mostra dell\'incisione Italiana Moderna (Roma 1940), ma morirà tragicamente in un incidente aereo a Ostia il 30 luglio 1941.



Il percorso espositivo che il MAN di Nuoro dedica ad Anna Marongiu si sviluppa attorno ai tre cicli di illustrazioni dedicati ai capolavori della letteratura e realizzati da Marongiu tra il 1926 e il 1930: la serie completa delle tavole di Sogno di una notte di mezza estate (1930), le illustrazioni de I Promessi Sposi  (1926) e le tavole de Il Circolo Pickwick (1929).



Quest’ultimo lavoro, composto da 262 tavole realizzate a inchiostro e acquerello, costituisce il cuore della retrospettiva. Marongiu ha intrapreso il suo percorso artistico sperimentando molteplici tecniche,  come il disegno, la penna, l’acquaforte, l’olio e il bulino. Il suo registro linguistico, caratterizzato da una forte espressività del segno, si muove tra l’umoristico e il drammatico, il comico e il mitologico, trovando originalità e vigore in tutte le tecniche da lei adoperate.



Come sottolinea Luigi Fassi: “Sin da principio l’artista manifesta il proprio interesse per il disegno interpretato in chiave narrativa, come modello di racconto di mitologemi e vicende della tradizione letteraria occidentale e strumento di arguta introspezione psicologica. La varietà dei registri linguistici e dei toni emotivi presenti nelle opere illustrative di Anna Marongiu, che prediligono toni ironico-giocosi ma senza escludere scenari anche cupamente drammatici, è uno dei tratti peculiari della sua arte, in un’alternanza che testimonia uno sguardo libero e in dialogo con temi e argomenti di respiro nazionale ed europeo”.



La mostra è arricchita da un docu-film sull’artista, realizzato da MAN e Film Commission Sardegna in collaborazione con il Charles Dickens Museum e la regia di Gemma Lynch, un prezioso strumento che permette di ampliare le conoscenze sull’artista con alcune testimonianze della nipote e del direttore del MAN. La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Marsilio Editore.



Nathalie Anne Dodd


Didascalie


  • Anna Marongiu, Illustrazioni per Il Circolo Pickwick di Charles Dickens, 1928, inchiostro e acquerello su carta. Collezione Charles Dickens Museum.


  • Anna Marongiu, I Promessi Sposi, 1926, acquerello e tempera su carta, Collezione privata, ph. Pierluigi Dessì.


  • Anna Marongiu, Sogno di una notte di mezza estate, 1930, penna, acquerello e biacca, Collezione Eredi Enrico Marongiu, ph. Pierluigi Dessì.


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