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Allenamento in estate? Ecco i consigli degli esperti

Una guida per continuare la propria attività fisica senza eccedere rispettando il proprio corpo

Allenamento

L’estate è la stagione dove tutto viene sospeso in nome del relax. Vero. Il calore non ti porta ad allacciare le proprie scarpe per una sessione di corsa o in palestra. Con quel sole, il mare che richiama in lontananza, forse è il caso di rallentare un attimo per poi riprendere l’allenamento nel periodo più adatto. Anche questa non sarebbe una cattiva idea, diranno in molti. Ma per chi volesse quantomeno tenersi in forma, esiste una guida che gli permetta di compiere dell’attività fisica nel pieno dei mesi più caldi dell’anno? Il pensiero va proprio dritto verso le Olimpiadi di Tokyo, dove gli atleti di certo non guardano alla temperatura dell’ambiente per compiere la loro impresa. Ed è proprio a loro che si rivolge questa ricerca per cercare di mantenere costante la prestazione durante le sessioni nonostante il caldo. Il New York Times, giustamente, sottolinea come questi consigli possono valere anche per chi non rientra tra i professionisti, e ciò può essere di grande aiuto se si tiene bene a mente queste dritte degli esperti.

L’attività perfetta? Al mattino

Lo avrai notato mentre compi una qualsiasi attività fisica. Dopo i primi attimi il corpo comincia a riscaldarsi, e questo è dovuto principalmente al comportamento del nostro organismo che per mantenere la temperatura interna invariata, tramite il sangue sposta il calore verso lo strato cutaneo, che lo farà fuoriuscire sotto forma di colore. Questo processo si amplifica con l’aumento delle condizioni climatiche, portando di fatto il nostro corpo a utilizzare più sangue verso la pelle. Il che vuol dire più sudore e, di conseguenza, una perdita di energia in rapporto alle passate sessioni. Quindi non sei l’unico a stupirsi se dopo 30 minuti di corsa ti accorgi di aver compiuto meno chilometri rispetto a un periodo più fresco. Le soluzioni possono essere un luogo fresco (nel caso del running si può usare il tapis-roulant), oppure scegliere bene le tempistiche del proprio allenamento, come la prima mattina secondo le parole del decente Oliver Gibson del Brunel University di Londra.

L’acclimatazione

Se la mattina non è proprio il momento più adatto per una sessione di attività fisica, non resta che affrontarlo questo caldo, tenendo ben presente che per ottenere delle buone prestazioni bisogna sempre ascoltare il proprio corpo, soprattutto quando lancia dei piccoli segnali d’allarme. Allora lì, bisogna fermarsi e idratarsi per poi cominciare con l’allenamento con un ritmo moderato.

L’acclimatazione è una delle altre soluzioni adottate da questa ricerca, un processo delicato perché ti mette nelle condizioni di effettuare uno sforzo durante i periodi più caldi; ma se si seguono dei passaggi graduali è un programma davvero utile a migliorare la performance con le alte temperature. Alla base di questa teoria è che l’organismo, una volta adattato al calore, potrà permettersi di lavorare ad alta intensità ottenendo delle prestazioni ottimali. Non è un processo che va fatto una sola volta, ma deve essere un percorso graduale che ti metterà nelle condizioni di sudare prima, disperdendo più calore e diminuendo la fatica.

Attenzione ai segnali

Come si è scritto in precedenza, bisogna tenere presente delle spie che ci vengono lanciate dal corpo, dalla spossatezza, il mal di testa, alla nausea e l’aumento del battito cardiaco. Sono dei segnali che devono portare l’atleta ad allentare la propria performance e bere molta acqua (o integratori) per recuperare l’energia necessaria a riprendere l’attività. Bisogna poi ricordarsi del calore del sole, che in certi momenti della giornata può raggiungere temperature considerevoli. Una buona protezione solare è certamente utile per questo tipo di impresa, dopodiché i risultati cominciano a mostrarsi dopo 5-10 sessioni. Il che vuol dire che non ti ferma più nessuno. E dopo una prestazione di tutto rispetto, ora sì che arriva il momento del relax: una bella doccia o un bagno in acqua calda, con la testa già rivolta alla prossima sfida.

Riccardo Lo Re

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