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9 Gennaio 2020

Alfa Romeo Scarabeo 1966 bellezza pura


Alfa Romeo Scarabeo 1966 bellezza pura


Solo tre le vetture prodotte di questa particolare e affascinante concept car nata per le gare e dare una spinta ancora più stilosa al marchio di Arese.



L\'idea iniziale era quella di rientrare alla grande nel circuito delle competizioni più importanti dopo il ritiro avvenuto nel 1953. Con una vettura che unisse potenza, velocità e design. Nel più classico stile racer Alfa Romeo. Per poi arrivare anche sul mercato consumer, sia europeo che americano. Un\'auto unica, con l\'inconfondibile tocco di classe italiano. Il nome scelto è provocatorio ma intrigante: Scarabeo. Per la forma si pensa subito a una coupè per il fascino che esercita e perché le forme permettono molte variazioni. Giuseppe Busso, dopo che il progetto della Tipo 33, nato dal team dell’ing. Orazio Satta Puliga, viene ceduto all\'Autodelta, propone alla Casa del Biscione una vettura sportiva con motore trasversale sistemato tra i due sedili e caratterizzata da linee basse e sinuose. Per il motore la scelta ricade sul potente quattro cilindri della Giulia GTA 1600. La potenza sarà di 115 cavalli a 6000 giri al minuto. Per aumentare la sensazione corsaiola il propulsore viene installato trasversalmente al posteriore, in blocco con frizione e cambio, una soluzione che serve anche a migliorare la distribuzione dei pesi. Il telaio riprende l’ambiziosa soluzione – vista proprio sulla 33 – con i grossi longheroni tubolari ai lati dell’abitacolo, contenenti i serbatoi del carburante. Altre caratteristiche interessanti: freni a disco posteriori in posizione centrale e uso di materiali per l’epoca poco utilizzati nel settore automobilistico come il magnesio. Lo studio e sviluppo della carrozzeria, in materiale plastico, poliestere armato, montata direttamente sul telaio tubolare, è affidato alla OSI di Borgaro Torinese - Officine Stampaggi Industriali fondate a Torino nel 1960 dall’ex presidente della Ghia Luigi Segre e da Arrigo Olivetti, azienda in soli otto anni ha lasciato una profonda impronta nel car design italiano collaborando anche con Ghia e altri celebri designer fra cui Tom Tjaarda, Sergio Sartorelli e Giovanni Michelotti. Tutte queste scelte permettono alla macchina di avere un sorprendente peso totale di soli 700 chilogrammi.



A ogni telaio viene assegnato un diverso disegno di carrozzeria e una posizione di guida leggermente differente, infatti, uno dei principi che ispiravano la Scarabeo era quello del maggior arretramento possibile della posizione di guida. L’idea nasceva dalle prove effettuate negli anni Cinquanta dal pilota Consalvo Sanesi, secondo cui la posizione arretrata poteva offrire al conducente una posizione migliore da cui partire per valutare il comportamento della vettura e, quindi, il controllo della macchina. Della Scarabeo vengono costruiti tre esemplari, due coupè, di cui uno destinato alle gare e una spider. Il prototipo da corsa è ideato su un telaio a forma di H. Il secondo, dai sedili più arretrati e dalla guida a destra, per la posizione dei carburatori montanti sul motore - situati appena dietro il poggiatesta del sedile sul lato sinistro della macchina, divisi dall’abitacolo solamente da un sottile foglio di Perspex - sarà presentato al Salone di Parigi nell’ottobre 1966. Il terzo, rimasto allo stadio di prototipo, è una barchetta costruita sul telaio di quello da corsa. Delle tre Scarabeo realizzate, due si possono ammirare nel museo storico Alfa Romeo, mentre l\'altra, si pensa che faccia parte di una collezione privata in Canada. (Fabio Schiavo)



SCHEDA TECNICA




  1. Motore: posteriore, trasversale verticale, 4 cilindri in linea, monoblocco e testa in lega leggera, 2 alberi a camme in testa con comando a doppia catena.


  2. Cilindrata: 1.570 cc (mm 78x82).


  3. Potenza massima: 115 CV a 6000 giri/min.


  4. Designer: Sergio Sartorelli


  5. Carrozzeria:O.S.I.


  6. Distribuzione: DOHC


  7. Valvole Cilindro:2


  8. Alimentazione: 2 carburatori Weber


  9. Peso: 700 kg.


  10. Velocità massima: 200 km/h.


  11. Vetture prodotte: 3


https://www.museoalfaromeo.com/

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