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A Milano la terza edizione di One Ocean Summit Young

A ottobre oltre cinquecento persone hanno preso parte all’evento creato da OOF per sensibilizzare le giovani generazioni alle problematiche del mare

One Ocean

Il fascino dell’oceano è stato decantato da poeti, scrittori, musicisti, ma quasi sempre sottovalutato nell’impatto diretto sulla vita quotidiana. Soprattutto da chi vive in città. Eppure è ormai noto che dall’oceano dipende l’ossigeno che respiriamo: circa il 50 percento è infatti prodotto dalla fotosintesi della Posidonia, in grado di assorbire un terzo dellanidride carbonica prodotta dalluomo. Loceano è anche fonte di cibo, energia e lavoro per miliardi di persone. Oggi questo immenso velo blu è in pericolo e con lui sia gli abitanti che lo popolano sia l’intera umanità. Se questa consapevolezza sta cambiando rotta raggiungendo sempre più persone lo si deve a fondazioni come One Ocean Foundation nata nel 2017 su impulso dello Yacht Club Costa Smeralda per promuovere pratiche corrette per la tutela del mare.

Molti sono stati i progetti realizzati in questi anni e tra questi One Ocean Summit Young, giunto alla sua terza edizione e che quest’anno ha visto il coinvolgimento di oltre cinquecento persone in maggior parte ragazzi dai 15 ai 18 anni. L’evento annuale dedicato all’oceano e alle giovani generazioni si è tenuto al teatro Franco Parenti di Milano e ha coinvolto atleti, ricercatori, istituzioni ed esperti hanno condiviso sul palco le loro testimonianze coinvolgendo gli studenti in un dibattito ricco di spunti.

Nell’occasione è stata lanciata la nuova #BlueEconomyChallenge in collaborazione con il partner Intesa Sanpaolo. Il tema dell’evento di quest’anno è stato “Le vie dell’acqua”: attraverso una serie di testimonianze è stata ripercorsa lavventura dellacqua e di come sia importante avere una visione dinsieme di questo elemento per poter comprendere al meglio i problemi che insidiano la salute degli ecosistemi marini.

«Crediamo nel mobilitare i giovani per il futuro del nostro Pianeta Oceano e crediamo anche nella multidisciplinarietà – spiegano gli organizzatori di OOF – , perché per proteggere il mare abbiamo bisogno di lavorare come lui: senza barriere. Per questo, abbiamo creato una sfida dove i giovani diventano protagonisti del cambiamento, e dove le diverse discipline scolastiche diventano chiavi di lettura e interpretazione per la conservazione del mare». Il summit ha visto la presenza di autorevoli voci del panorama ambientale ed educativo. Le discussioni sono state guidate dal moderatore Massimo Temporelli, volto televisivo e divulgatore scientifico.

Davide Mosca

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