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A Fontanellato una grande mostra dedicata a Roberto Capucci
3 Novembre 2022

A Fontanellato una grande mostra dedicata a Roberto Capucci


Il maestro della moda Roberto Capucci è il protagonista di “Seriche armature”, la mostra autunnale del Labirinto della Masone a Fontanellato (Parma), in programma fino all\'8 gennaio. Nel 1993 la casa editrice di Franco Maria Ricci dedicò a Capucci un volume della collana Luxe, calme et volupté; per onorare la ricorrenza trentennale è nata questa esposizione, curata dalla Fondazione Roberto Capucci insieme alla Fondazione Franco Maria Ricci, con la collaborazione di Sylvia Ferino. In occasione della mostra è stata pubblicata una nuova versione riveduta e aggiornata del volume del ‘93 per le edizioni FMR dedicato al grande artista e stilista, nel quale, oltre al testo originale di Sylvia Ferino-Pagden, appare una nuova introduzione firmata da Antonio Marras e altri spunti sulle creazioni del Maestro degli ultimi anni.


La natura è la principale fonte di suggestione del suo lavoro, ispirato dalle descrizioni de “Le Metamorfosi” di Ovidio, dove Dafne e altri personaggi vengono trasformati in alberi o animali: negli abiti di Capucci si possono ritrovare questi miti, la materia tessile li interpreta in vere e proprie sculture dominate dalla stoffa e dai colori per creare delle “seriche armature” che sembrano prescindere dalla forma del corpo.



Antonio Marras


Parlando di Roberto Capucci lo stilista sardo Antonio Marras afferma: Roberto Capucci è un trasformista, è un Houdini, è un mago, un inventore, ma soprattutto un giardiniere, il principe della natura. Lui non disegna abiti, li plasma, come se fossero preziosa porcellana. Roberto Capucci è un matematico e un botanico, è ingegnere aerospaziale e il piccolo principe di Saint- Exupéry che chiede di disegnare una pecora per mangiare il baobab. Roberto Capucci esplora e narra di un mondo di abiti animati. Un mondo fatto di miti divenuti materia vivente, un universo in continua trasformazione, come una natura viva e mutante.”


Gli abiti di Roberto Capucci sono, infatti, immediatamente riconoscibili: strutture architettoniche dove il colore è protagonista e sembra quasi scolpire la materia in creazioni che non hanno mai avuto rivali e che sono sopravvissute allo scorrere degli anni senza mai perdere la loro forza espressiva, come le grandi opere artistiche sanno fare.



Sylvia Ferino


Chi indossa una creazione di Capucci – spiega Sylvia Ferino – diventa immediatamente protagonista di una scena di cui è egli stesso regista: una scena che rassomiglia ai cortei trionfali e alle feste allestite nel Rinascimento e nell’età barocca in onore di principi famosi. Capucci è più che un creatore di moda: è regista, architetto e fors’anche drammaturgo, poiché i suoi abiti dettano in certo qual modo il cerimoniale e l’etichetta di corte, dando perciò forma all’avvenimento, così come fissano i diversi caratteri e i ruoli delle donne che li portano.”



Sibilla Panfili


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